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Arriverà il funerale! Sì, e di sicuro anche per te
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Articolo di Annapaola Laldi
8 febbraio 2016 19:01
 
 Ho letto pochi giorni fa dei commenti molto critici sull’uscita di un certo Livio Fanzaga (classe 1940), definito su Wikipedia “presbitero italiano dell’istituto religioso degli scolopi e direttore di Radio Maria” che, secondo l’ANSA , si sarebbe riferito alla deputata che ha esteso il disegno di legge sulle unioni civili, Monica Cirinnà (classe 1963), con queste testuali parole:
Questa qui, Monica Cirinnà, mi sembra un po’ la donna del capitolo diciassettesimo dell’Apocalisse, la Babilonia, che adesso brinda prosecco alla vittoria. Signora, arriverà anche il funerale, stia tranquilla. Glielo auguro il più lontano possibile, ma arriverà anche quello».

A parte lo spreco, per una semplice deputata, anche se in nauseante odore di zolfo per il suo impegno sulle unioni omosessuali, del confronto con la grande prostituta dell’Apocalisse, con cui, si legge nel testo, “si sono prostituiti i re della terra e gli abitanti della terra si sono inebriati del vino della sua prostituzione", mi sembra che l’invettiva dell’ineffabile prete sia un monumento all’ovvietà e alla stoltezza.
Arriverà il funerale per l’onorevole Cirinnà. Certamente. Che ovvietà! E’ "legge naturale" che la morte sia l’unica cosa certa della vita. E allora? E non deve aspettarselo anche lui, che sta lì con l’indice minaccioso puntato sulla deputata (e chissà su quante altre persone), il funerale? Ma, se la legge naturale fosse davvero naturale (il che non sembra essere), dovrebbe venire prima il suo di quello dell’onorevole Cirinnà, visto che lui ha 23 anni più di lei. E lui, la domanda è d’obbligo, è proprio pronto?
Ma, e qui sta, secondo me la stoltezza della sparata, la natura, sicuramente molto cara a questo signore, non è, appunto, tanto naturale. E le capita, alla natura, di sbagliare indirizzo e di farne di parecchio grosse. Cosa c’è, per esempio, di più terribilmente innaturale che i genitori seppelliscano i propri figli – infanti, adolescenti, giovani? Il pianto di una madre, a cui viene strappata la creatura, non importa se di uno, dodici, 28 o 40 anni, è qualcosa di terribilmente lacerante, difficile da sopportare. E’ sempre simile all’urlo di dolore delle madri dei bambini uccisi da Erode a Betlemme, di cui l’evangelo di Matteo (2,18) dice:
Un grido è stato udito in Rama,/un pianto e un lamento grande; /Rachele piange i suoi figli /e non vuole essere consolata, perché non sono più”.
E che dire, tanto per fare un esempio che ha anche un’attinenza con la problematica del disegno di legge Cirinnà, di coloro che nascono con ambedue gli attributi sessuali, come le persone intersessuali ovvero ermafrodite? Qui, a livello della natura intesa secondo il concetto comune tanto sbandierato dell’”ordine naturale”, che vuole i maschi da una parte e le femmine da quell’altra, c’è qualcosa che non torna. C’è, evidentemente, una confusione che poi viene aggravata dal modo affrettato con cui, in gran parte del mondo, si procede all’assegnazione del genere, creando nelle persone direttamente interessate successive dolorosissime conseguenze, tra cui, l'ostracismo sociale.
Mi fermo qui, ma prima di congedarmi, mi piace segnalare il commento sulla sparata del direttore di “Radio Maria, che ha scritto su “La Stampa” Massimo Gramellini col titolo di “Radio Moria”. Con la consueta ironia, il giornalista riesce, ancora una volta, a fare osservazioni pertinenti e molto serie.
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