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Dossier Cina. DaQing. Giochi d'ombre e giochi olimpici
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Articolo di Giuseppe Parisi
15 agosto 2008 0:00
 
 "Pecunia non olet"
(Tito Flavio Vespasiano)
 
 
 
In questi giorni dai forti venti d'Oriente, imbevuti di giochi Olimpici, e' come se la storia si ripetesse indisturbata spalmandosi sui giornali partendo dagli ultimi 30-40 anni or sono, e giungendo fino ai tempi odierni.
Mediocri e banali lanci giornalistici, come sempre, vanno e vengono, girano e tornano, si innalzano e riabbassano, girotondano con acrobazie per poi adagiarsi, cronache, sempre quelle, le stesse di sempre.
Grandi celebrazioni per la Cina, il Paese che non tutti conoscono esattamente, che non tutti sanno esattamente cosa sia.
Veniamo imbevuti di notizie frammentarie sulla mancanza di diritti e liberta' fondamentali in questa parte del mondo, sappiamo sugli attivisti 'Reporters sans Frontieres' che fregano i controlli inserendosi nel canale radio per sfidare i dirigenti, tutti i giorni troviamo il sermone di Gorge W. Bush "preoccupato" per la mancanza di liberta' e diritti in Cina, ma non comprendiamo cosa la Cina sia veramente.
A torto considerato il Paese delle "copie e dei falsi",  la Cina per la maggior parte della gente e' una "scatola cinese" per molti versi incomprensibile, oggi come ieri.
Inoltre, un giornalismo "fuorviante " come quello italiano, con vuoti di contenuti oltre il limite del grottesco, rende miope la visione sul mondo.
Il risultato e' disarmante.
Talvolta la miopia regna sovrana, tanto da creare allucinazioni, cosi' la Cina viene dipinta un continente con le scarpe Nike, la t-shirt dell'Adidas, e le borse della Louis Vuitton, quelle sognate dalle casalinghe italiane.
Cosa e' la Cina, "scatole cinesi" appena ne scoperchi una non trovi che una seconda, non hai scoperchiato nulla….  per certi versi il messaggio della "matrioska" apri la prima "mammona" e sotto c'e' l'altra piu' piccola.
La "stratificazione" del potere…
Quale anima unisce le "scatole cinesi" e le "matrioske"?
Innanzitutto quell'essere asiatico, ancora la medesima radicalita' che c'e' o non c'e'.
In Russia, Krusciov, tolse Stalin dal suo piedistallo, accusandolo, e con abilita' e furbizia chiudeva un capitolo di storia Sovietica e mondiale tormentata; tutto questo nella sua "facciata esteriore".
I cinesi invece non furono mai capaci di essere radicali, nemmeno durante il processo alla "banda dei quattro" .
Aprivano il sarcofago/fantasma di Mao Zedong, guardandoci dentro per poi lasciarlo li'. Un fattore che ha condizionato ed intorpidito le assonnate coscienze cinesi.
Questa grossa mummia, di cui nessuno sapeva cosa farne, e' stato il problema della Cina per tanto tempo, uno "spirito" che aleggia indisturbato anche sulla Cina di oggi.
Pechino capitale, si muoveva piu' o meno veloce nei suoi mutamenti, differentemente dalle province molto lontane e remote, se si prendono in considerazione le estreme distanze del territorio Cinese.
La sommarieta' e l'ermetismo dell'informazione mediatica tipica dei regimi, faceva differenze tali che mentre a Pechino le immaginette di Mao Zedong erano state sottratte alla visione del popolo, nelle province a migliaia di km, le piazze, erano ancora suggestionate dall'obelisco della "guida spirituale".
E tale fenomenologia della stampa di regime, fu presente anche ai margini della caduta del muro di Berlino in Russia. Quando a Mosca accadeva quello che accadeva, con le liberalizzazioni e l'assalto dei beni collettivi, nelle periferie remote, ancora si tenevano in alta reputazione, i "valori" dell'U.R.S.S., un esempio lo hanno offerto le isole Russe Curili, con quella popolazione che li' viveva, cosi convinta del loro "impegno per il partito" in bocca la dentiera di ferro, vere esistenze bruciate.
Un aspetto quanto storico, quanto peculiare, e' quello che la Cina non sembra abbia mai partorito personaggi come il dissidente famoso, autore di "Arcipelago Gulag", scomparso qualche giorno addietro nella sua casa di Mosca, Aleksandr Solgenicyn.
Il Confucianesimo, nel "pensiero dominante" illiberale, ha sempre condizionato il grande popolo dagli occhi a mandorla.
Nella psicologia culturale, il popolo Cinese rimane un grande sognatore,un appassionato giocatore, quello che non e' capace di essere il popolo Russo.
Per millenni, in Cina, si sono salvaguardate e custodite, dinastia dopo dinastia, valori, arte del gioco, teatralita', danze, spettacolo, musica. Queste furono le espressioni pregnanti di un popolo che da sempre amava il suo Paese, e che nelle arti ne offriva linfa vitale. La teatralita' della scena, fu la teatralita' della vita, sovente il teatro dava voce a chi non ne aveva. Gli stati d'animo "in catene" di una societa' Confuciana, erano "liberati" nella teatralita', come nell'arte del gioco.
Per millenni tutto e' rimasto immutato.
Poi, come un devastante terremoto, si abbatte' Mao Zedong, che con precisione matematica, mette in atto le sue formule di modello di societa', dando vita alla "rivoluzione culturale".
Oltre due milioni di persone venute dalla campagna, tutte accolte all'esterno del "palazzo del popolo" dichiararono uno per uno in piedi, la loro condizione di miseria e Mao Zedong promise di risollevarli. Giovani contadini ed operai e figli di tali, divenivano le "guardie rosse" senza rendersi conto del tragico destino al quale sarebbero andati incontro, loro medesimi e l'intera Cina. Questo destino aleggia tutt'ora nelle coscienze di questo popolo.
Il "borghese" doveva sparire, ingegneri, medici dovettero lasciare la professione per andare a lavorare i campi, coloro i quali parlavano minimamente l'inglese, potevano essere spie o loro potenziali, e venivano arrestate e condannate senza processo. Lungo tutti gli anni '80, cioe' dopo diversi anni dalla morte di Mao Zedong, la Cina era fortemente ermetica al giornalismo.
Ancora oggi, per molti versi le cose non sono diverse, e' difficile che un cinese si senta totalmente "al sicuro" nel conversare con uno straniero, in quanto lo straniero ha sempre riferito la verita', mentre il "grande Partito" non fa altrettanto…. I media sono totalmente assoggettati al Partito centrale, l'unica fonte al di la del "muro" rimane lo straniero, motivo per il quale e' rischioso poterci parlare, come e' vietata la maggior parte delle cose, perfino vestirsi troppo colorati.
Ma il pensiero alchemico di Mao Zedong?
Le idee, come molti hanno ragionato, non erano per nulla folli.
V'e in ogni dittatore una non-follia, viceversa c'e' un analitico matematico metodo, una analisi chimica di una societa' costruita con formule chimiche. Cosi' come nella chimica si possono ottenere formule da altre, ogni dittatore ha sistematiche formule, della societa' e di come la desidera. Il dittatore finge di avere valori politici, questi sono il mezzo per raggiungere l'unica cosa che anela, il potere. Dittatori non si diventa che "dolcemente", togliendo poco a poco ogni diritto costituzionale, e restringendo altri poteri e funzioni di ordinamenti differenti dall'esecutivo,  assoggettando una libera informazione.
Fu grazie alla "analisi" accurata, che in pochi anni scomparvero millenni di storia.
Mentre il regime del Soviet Russo spediva le menti a studiare nelle universita' per il "bene del Partito", in Cina Mao Zedong spediva i migliori ingegneri e i migliori medici a lavorare i campi per l'agricoltura. Pur volendo sperimentare "scientificamente" la formula, non riusciremmo mai a comprenderne il vantaggio.
Ugualmente un po' piu a sud-Est, in Cambogia, Salerth Sar , ovvero Pol Pot, indottrinato nelle universita' di Parigi, geloso di Mao Zedong, volle fare ancora di piu' e meglio, riuscendoci; molti, sbagliando, lo hanno considerato pazzo, ma di pazzia nulla aveva.
Cosi' i Sovietici odiavano il Soviet, cercando di fuggire, i Cinesi, nazionalisti fino l'esasperazione, hanno sempre amato il loro Paese e continuano oggi a farlo, e se dissidenti hanno sognato di poterci tornare. Il "nazionalismo" cinese, oggi ancor piu' di ieri, supera abbondantemente la nostra capacita' di comprenderne la sua imperiosa entita'.
Questa e' tale, da raggiungere la "disumanizzazione" di ognuno e ciascuno non appartenente alla "razza Han".
Di tale disumanizzazione, non palpabile per qualche Europeo distratto, nel Tibet si e' raggiunta la massima espressione.
Dalla morte di Mao Zedong in poi, tutti i dirigenti e tutti i Presidenti sull'onda lunga delle metodologie chimiche/analitiche della societa', hanno dato inizio al processo della "controriforma". Tutto cio' che e' bello e moderno, e' il benvenuto. Rivoluzione culturale e contro rivoluzione Cinese.
La rivoluzione culturale di Mao Zedong aveva distrutto lo scibile culturale e millenario, adesso, dalla sua morte, si avanzava con la "contro-rivoluzione", cioe' l'eliminazione fisica di tutto cio' che andava modificato in nome di un qualcosa, che in pratica era "il nuovo occidentale", "il bello e moderno".
Questa controrivoluzione e' in atto in queste ore, si sta rilevando uguale a quella di Mao Zedong.
Qualche giorno fa, mentre "navigavo", cavalcavo la macchina del tempo indietro fino 25-30 anni fa, nel "bello e moderno" del Presidente Deng Xiaoping: si trattava di una manifestazione spontanea di un gruppo di malcapitati cinesi, che aveva avuto la sfortuna di vedersi abbattere il proprio appartamento per fare spazio ad un grattacielo, garantendo loro   meno di un quarto del valore di acquisto dello stesso appartamento a Pechino, 750 euro. Si compra un appartamento con 750 euro a Pechino? I costi reali si avvicinano a quelli di una citta' di provincia Italiana del Nord, si puo' comprendere il disagio di questa gente…. Oltre alla tragedia umana, l'altra e' che della Cina millenaria delle dinastie, non rimane nulla di nulla.
Ancor piu' nulla e' visibile, e la qualcosa visibile e' subito invisibile.
La Cina non e' piu' Cina.
Vengono abbattuti abitazioni storiche, edifici storici ed millenari, per dare posto ai moderni
Della Cina millenaria delle dinastie, non rimane nulla di nulla. Ancor piu' nulla e' visibile, e la qualcosa visibile e' subito invisibile. La Cina non e' piu' Cina. Vengono abbattute abitazioni storiche, edifici storici e millenari, per dare posto ai moderni grattacieli. I giochi Olimpionici sono il "regalo" della comunita' Internazionale, per accelerare il processo.
Ai tempi di Mao Zedong si demoliva ogni simbolo borghese, residenze non popolari, chiese e templi, per dare posto alle fabbriche, il Mao-Mao di oggi, "liberale /liberticida ", abbatte il vecchio per la nascente Manhattan di Pechino.
Tutto cambia per non cambiare nulla.
Difatti la struttura della societa' cinese non e' mai cambiata, il partito centrale, i suoi dirigenti, i figli dei "Quadri", ed in basso il popolino, che nulla conta.
I giochi olimpici, "offerti" ad un Paese che non rispetta il minimo dei diritti dell'uomo, e' prova tangibile dell'ipocrisia di una distratta comunita' Internazionale.
La Cina non e' una super-potenza. La loro produzione ha standard di qualita' solo a tratti, molte volte non si rispettano parametri di sicurezza e conformita' Internazionali sul prodotto finito. Sul piano energetico soffrono piu' di ogni altro Paese al mondo. Senza fonti energetiche interne, dipendono dagli approvvigionamenti esteri. Le scuole e le Universita' non hanno risorse e personale qualificato, tanto da impedire sviluppo e ricerca.
Un simpatico "gioco degli specchi" rende speculare la Cina alla peggiore Italia, una legge non e' una legge, un regolamento non e' un regolamento. Leggi e regolamenti sono per il grande "popolino" e non certo per la "casta dirigenziale del partito". Ogni cittadino deve cercare di interpretarli, valutando anche la possibilita' che siano "estendibili" (come avviene in Italia) , fin quanto oggi, fin quanto domani. La legge puo' essere ortodossa nella sua applicazione, o rimanere vaga. La rete di "buoni" amici ne fa la differenza, sembra stia dicendo dell'Italia….
Se andassimo in Cina in queste ore, ci apparirebbe quasi una Europa del post-bellico mondiale, qualche sorriso e tanta speranza. Dovremmo "grattare" per intuirne la espressione enigmatica di questa gente. Non pensano nemmeno a lasciare il loro Paese. Sanno chi sono, sanno dove stanno. Ci hanno pensato a lungo. Sanno anche cosa possono volere, e quello al quale non possono arrivare, non si agitano per ottenere al piu' presto, il tempo per noi e per loro e' diverso, il tempo ha un'altra dimensione. D'altronde la Cina e' grande, quindi un minuto cinese non e' un minuto Europeo. Sanno bene i cinesi, che poche anime a protestare per scodelle di riso, e' tollerato, altra cosa e' manifestare per la liberta' e i diritti. Abbiamo vivo il ricordo di piazza Tian Ammen con giovani universitari calpestati dai carri armati nel 1989.
Dopo, di nuovo il nulla. Nulla di proteste: sono vili o sono saggi?
Cosi' ogni giorno i cinesi sono costretti a giocare una piccola partita a scacchi col regime, sapendola persa, mettendoci le loro risorse intellettuali, il loro immenso gusto della teatralita' e del gioco, e un'infinitesima parte dei loro sogni che mai si infrangeranno.
Il nostro pensiero-etico, e' ribellarci -non in Italia- il loro e' aspettare.
Le nostre mete occidentali sono sul lungo raggio, per farci sentire almeno a meta' della strada, i cinesi si muovono su brevi mete, per poter constatare un progresso relativo, e soprattutto costante.
Non protestano. Vili o saggi?
La comunita' Internazionale riconosce che la Cina commette ogni giorno abusi contro i piu' elementari diritti dell'uomo, ma "pappagallano" sulla imminente "apertura" della Cina.
La Cina si apre, si apre Signori!...
A cosa si apre, a cosa?
Si apre ad un qualcosa che e' utile agli investimenti di coloro i quali li fanno. La forza/lavoro di un miliardo di anime, che misconoscono un minimo di salvaguardia sociale, e' irresistibile per i capitali che premono dal di fuori.
Ecco la verita'.
A questo succulento banchetto, i quadri ed i dirigenti del partito centrale, sono ospiti di diritto, ovviamente.
Ecco cosa il Presidente attuale direbbe se intervistato: "la Cina abbandonera' il suo corso puramente ideologico per mettersi sulla strada piu'   modesta e pragmatica della modernizzazione". Queste erano le parole, 20 anni fa, di Deng Xiaoping, non a caso considerato il primo "traditore" del pensiero Maoista.
Per i dirigenti cinesi, 1 miliardo di anime sono tutte nella volonta' del partito centrale.
Forse non e' un caso che i bambini cinesi conoscono la Coca-Cola e non l'antico "gioco dei grilli".
Al di la' dei "quadri", alti dirigenti del partito, la rimanente parte del popolo cinese desidererebbe piu' di ogni altra cosa di sognare e tornare alla Cina prima di Mao Zedong.
Dimora dei sogni, il tempo cancellera' nelle giovani generazioni il tutto.
Se si ha fortuna, in qualche vecchia libreria Europea, impolverati, potremo trovare libri antichissimi, dei tempi pre-rivoluzionari, sfuggiti agli incendi delle guardie rosse. Moglie di diplomatici, non comprendendone il valore, li davano via, anche perche' in lingua cinese.
Un disastro.
La comunita' Internazionale fa il gioco delle 3 carte, quando riferisce la Cina come una super-potenza.
A chi non farebbe gola un miliardo di ignari consumatori, buona parte di questi semi-analfabeti?
Oggi in Cina si produce tutto quello che non ci si pensa, sovente su commissione, e questo dimostra l'interesse della comunita' Internazionale per il Paese.
Facciamo un esempio. Elettrodomestici. Elettronica di consumo e prodotti IT. Elettrotecnica e prodotti elettrici. Prodotti per computer e telecomunicazioni. Illuminotecnica. Materiali per l'edilizia e decorazioni. Sanitari ed articoli per il bagno. Idraulica. Chimica. Cicli e Motocicli. Motocicli e Relativi Accessori. Ferramenta e minuterie metalliche. Utensili. Macchinari ed attrezzature. Macchinari. Pezzi di ricambio. Veicoli. Veicoli e Macchinari per Costruzioni
E' corretto far notare che il target di sicurezza, serieta' ed affidabilita' degli intermediari e dei fornitori Cinesi e' soddisfacente. La caratteristica della onesta' cinese figlia del Confucianesimo applicato per legge, si sottolinea quale forza economica.
In Italia, viceversa e' una chimera, in tutta o in parte.
Ma conoscere cosa la Cina produce, e' come "guardare il cielo e contare le stelle". Questo ho detto   alla non piu' giovane ma ancora bella Lew, ricca cinese che vive a Bangkok da semi-dissidente, donna che ama e contempla il suo Paese… : "mi fai sognare" … .
La contemplazione ed i sogni, la conservazione del tutto, sono aspetti piu' salienti della immensa differenza psico-culturale che divide Europa ed Asia, e soprattutto occidente ed oriente.
Come si riflette il tentativo della conservazione di ogni aspetto della Cina sul quotidiano? Se noi occidentali, la mattina ci alziamo per rischiare e per esplorare, i cinesi si alzano per ripetere i vecchi gesti. Se noi raccogliamo informazioni per espanderci il piu' possibile, i cinesi scavano nel profondo e studiano bene poche cose, un esempio? Le stagioni, la famiglia, il cibo, una festa, i fiori. Quando sono liberi dal lavoro, subito in massa a contemplare le magnolie nei parchi, ed anche le farfalle, ed anche la luna.
E le famose borse Louis Vuitton?
In Italia la borsa tra le piu' economiche, la paghi 1500 euro.
Non e' stato difficilissimo procurarmi una tra le migliori in assoluto della produzione Cinese, e fingendo di aver subito una truffa, l'ho fatta visionare da un esperto: "no Signore, Le hanno regalato un originale! … .
La produzione di alta qualita' e' identica all'originale, e chi mi vuol capire mi capisca.
L'aspetto piu' tragi-comico di questa vicenda internazionale e' che tutti giocano e tutti fingono, la polizia continua a controllare, il commerciante fa finta di nascondere, ma tutti sanno e nessuno fa.
Odiernamente giungono a Genova, Napoli, Palermo, Italia come tanti Paesi occidentali, intere navi di questo materiale, la maggior parte e' veicolato dalla criminalita' organizzata, tutti lo sanno e cosi' si deve fare.
Allora, i Giochi Olimpici sono il "sacramento-politico " piu' idoneo per scommettere meglio nel futuro.
Nel frattempo "l'originale" Louis Vuitton di 40 Usd, l'ho tenuta, regalandola con immensa gioia di chi l'ha ricevuta.
D'altronde i Cinesi con quello sguardo enigmatico dagli occhi a mandorla, non sembra ci amino…., e se si pensa che sono oltre un miliardo, qualora tutti ci pisciassero addosso, l'Europa e gli Stati Uniti d'America rischierebbero di annegare ….
E, se economia di "libero mercato" anima del consumismo deve essere, sarebbe stato meglio che la programmassero, coloro i quali il libero mercato lo conoscono bene, non certo gli eredi di Mao.
Da Qing in lingua cinese, significa letteralmente "grande celebrazione", quella avvenuta lo scorso 8 Agosto in apertura dei giochi olimpionici Pechino 2008, il 29 incontro dei giochi olimpionici dell'era moderna.
Si e' scelta la data di inizio dell'8 Agosto, perche' secondo credenze cinesi, il numero 8 porta fortuna.
E noi crediamo che la fortuna la portera' davvero, soprattutto ai capitali esteri ed al partito centrale.
Ci disturba forte il sospetto che, quando i giochi Olimpici si chiuderanno, si lasceranno alle spalle una Cina piu' aperta nei mercati e nei consumi, e piu' chiusa nei diritti e nelle liberta'.
Da Qing, e' anche una citta', che fa parte della povera area cinese del Nord-Est.
Nel passato questa terra Cinese ha provato il colonialismo giapponese, sfociato in una sanguinosa guerra.
La zona della Manciuria fu scelta da Mao Zedong per le attivita' della fabbrica pesante, acciaieria e miniere di carbone, tutte obsolete e chiuse gia' agli inizi degli anni '90.
A Da Qing, la "grande celebrazione" fu anche per il decennale del potere di Mao, la festa fu doppia per la scoperta, nel sottosuolo, di petrolio, ma la "grande celebrazione" divenne un tragico colpo per il popolo della Manciuria, come per l'intera Cina.
La carente metodologia e l'insufficiente tecnologia non avevano valutato l'esiguo quantitativo di petrolio nel sottosuolo.
Oggi, le donne Cinesi che poco meno di 20 anni fa erano addette nelle miniere di carbone, nelle acciaierie, nella raffinazione, o "guardie rosse" della Manciuria, si trovano nelle strade delle nostre citta' per prostituirsi. I loro prezzi per i "servizi" battono la concorrenza delle altre nazionalita'. Dopo una vita difficile in Manciuria, rimaste disoccupate, staccate dal nucleo famigliare rimasto in Cina, private di ogni elementare garanzia, ormai verso i 50 anni, tentano di mettere da parte   qualcosa che possa garantire loro il ritorno, ed un futuro piu' sereno.
Chissa' quali sogni balenano sui giochi Olimpici della loro Pechino.
Magari sognano di poter passeggiare lungo i viali nel parco di Bei Hai. Il parco, prima della rivoluzione di Mao, era costellato da immensi giardini, ruscelli e templi, oggi templi abbattuti e ruscelli asciugati. Verso l'imbrunire, custodi con megafoni stonati urlano che si chiude, torce, fari puntati ovunque, rimanere e' impossibile, via…via…. . Lo scorso anno, ospite di amici a Firenze, quasi impallidivo nel vedere la medesima scena in un parco del capoluogo toscano, c'era anche una macchina con annesso megafono non stonato, che percorreva controllando i viali del parco…. Via….via…. , era ancora pomeriggio pieno di luce, le 8 di sera d'estate. "Si chiude…via", la festa e' finita, ma non siamo a Pechino nel parco di Bei Hai  , bensi' nella Firenze della civilissima Italia.
Tempo fa, conobbi per caso un ragazzone alto e grosso da far paura, ma con un viso mite che sprigionava una vivace intelligenza, e' uno dei nuovi giovani Italiani che fanno affari con la nuova Cina.
L'ho intervistato.
D-: di cosa si occupa prevalentemente Lei, Sig. Angelo?
R-: Acquisto per conto di aziende italiane in particolare per www.or-ex.com
D:- come se lo spiega l'interesse degli Italiani agli articoli che Lei propone?
R:- Gli Italiani non hanno interesse per gli articoli cinesi ma solo per quelli prodotti con un buon rapporto prezzo qualita'. E' sbagliato pensare che la Cina sia solo il Paese della robaccia e dei falsi.
Dipende dalle tasche di chi commissiona il prodotto in quel Paese. Se io sono disposto a spendere, il prodotto sara' ottimo, allo stesso livello di quello Europeo. Oggi la Cina non produce solo forchette di latta e gonne troppo strette, ma alta tecnologia per conto terzi e se i terzi cominciano ad essere case leader,  ci sono da rivedere le valutazioni generali fatte da quelli che non sanno o non vogliono sapere. Oggi qualche Idiota ancora ha il coraggio di scrivere mail inneggiando al boicottaggio dei prodotti cinesi ignorando che come per magia gli sparirebbe il computer che sta usando da sotto gli occhi, la sedia sulla quale e' seduto, tutti i prodotti elettronici che ha in casa a partire  dall'indispensabile telefonino al frullatore della moglie … buona parte dei casalinghi ecc.. Senza pensare a quello che succederebbe in garage: l'ecologica bici elettrica sparita! La macchina a pezzi e spariti tutti gli attrezzi dal banco lavoro. In sostanza quelle cosette che tutti noi compriamo (chi direbbe per consumismo) per appagarci magari di una dura settimana di lavoro se fossero prodotte in Europa, non potremmo permettercele e tutti saremmo molto piu' infelici.
D-: in poche battute ci dica se se negli affari si fiderebbe di piu' di un Cinese o di un Italiano….
R-: Difficile dirlo perche' ogni persona e' diversa, ma in generale ho meno paura di fidarmi di un Cinese se si parla di affari. Hanno piu' rispetto del lavoro degli altri e delle persone che ottengono risultati. Nella loro cultura un imprenditore non e' un delinquente evasore e sfruttatore ma una persona degna di rispetto per le sue capacita' da ammirare e cercare di emulare negli atteggiamenti (lavorativi) e nei guadagni. Il cinese non conosce l'invidia e solo per questo e' motivo di maggior fiducia. Mi ricordero' sempre la prima volta che sono andato in Cina, un fornitore, ora diventato caro amico, mi chiese con insistenza quanto guadagnavo al giorno… domanda insolita e scortese per un italiano ma quando gli ho (con riluttanza) risposto, ho capito il motivo della stessa. Il Cinese mi ha guardato e' mi ha detto che guadagnavo troppo poco e che lavorando assieme a Lui avrebbe fatto di tutto per farmi guadagnare di piu'. Quando lo rivedo mi ripete scherzando la stessa domanda… io gli dico sempre di piu' e lui e' contento.. Un Italiano lo farebbe mai?
D-: Lei Sig. Angelo, e' una persona di successo, da solo e' riuscito ad abbattere numerose barriere, cosa potrebbe consigliare ai giovani Italiani di oggi?
R-: Di girare il mondo con gli occhi bene aperti e tanta curiosita'! Dovrebbero focalizzare quali sono le proprie capacita' per applicarle e metterle a frutto. Il lavoro del loro futuro deve essere un mestiere che faranno per scelta e che amano.
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