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Droghe: una nuova proposta
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Articolo di Redazione
3 settembre 2010 13:56
 
La Commissione Globale sulle Politiche delle droghe e' guidata dai presidenti Fernando Henrique Cardoso, César Gaviria e Ernesto Zedillo, e include personalita' come Javier Solana, Amartya Sen, Graça Machel e William Perry.
Il primo resoconto della sezione latinoamericana della Commissione Globale indica, soprattutto, che la politica contro produzione, traffico e distribuzione di droga, criminalizzando il consumo, e' fallita se consideriamo che in America Latina sono aumentati il consumo, la violenza e il crimine organizzato, portando alla criminalizzazione della politica, alla politicizzazione del crimine e alla creazione di molteplici vincoli che favoriscono la corruzione dei funzionari e della polizia, nonche' l'infiltrazione del crimine nelle istituzioni.
La commissione Cardoso-Gaviria-Zedillo chiede che in primo luogo si riconosca il fallimento delle attuali politiche e se ne propongano altre piu' sicure. Questo non implica -inciso importante- disconoscere le attuali politiche senza strategie alternative su prevenzione e trattamento oppure non reprimere quando necessario.
Le politiche proibizioniste degli Usa e quelle europee della riduzione del danno non hanno portato ad un calo del mercato ne' del consumo: entrambe hanno contribuito a farlo crescere: Colombia prima, Messico oggi sono diventati gli epicentri di un commercio che dipende dalla domanda dei consumatori. Si tratta, di conseguenza, di far calare la domanda: come?
Convertendo il consumo, da reato a problema di salute pubblica, e i tossicodipendenti in pazienti invece di acquirenti. Cosi' si ridurra' la domanda e i prezzi si abbasseranno. La soluzione carceraria -chiamiamola cosi'- degli Usa, non puo' funzionare in America Latina. In merito -Brasile e Messico ne sono ampio esempio- una super-popolazione carceraria, sistemi carcerari antiquati, estese reti di corruzione, come e' dimostrato dai recenti fatti di Gòmez Palacio a Durango (Messico), carcere in cui si consentiva ai reclusi di uscire la notte, perpetrare crimini e ritornare nel penitenziario.
Il semplice proibizionismo non ha ridotto ne' produzione ne' consumo. Le attuali politiche hanno preso di mira l'offerta piuttosto che il consumo. Non hanno tenuto conto, in altre parole, che l'eliminazione dell'offerta non elimina la domanda, e quest'ultima si traduce subito in morte per overdose e trasmissione di infezioni.
Duecentocinquanta milioni di esseri umani, in tutto il mondo, usano droghe. Solo 25 milioni ne sono dipendenti, e questo indica che la cura e' piu' importante della punizione. La Commissione crede che, come le campagne contro alcool, tabacco e malattie a trasmissione sessuale hanno avuto risultati, altrettanto potrebbe accadere per una campagna preventiva indirizzata piu' sulla domanda che sull'offerta.
E' evidente che occorre moltiplicare le campagne di informazione e prevenzione, indirizzandole soprattutto ai giovani, che maggiormente fruiscono del mercato delle droghe. Bisogna far capire ai consumatori -soprattutto ai giovani- che la dipendenza dalle droghe compromette il potere decisionale, l'intelligenza e il lavoro, nonche' la societa' nel suo insieme; bisogna chiedergli che si dia un aiuto contro violenza, corruzione, riciclaggio di denaro sporco, traffico di armi e controllo dei territori, in modo che non compromettano la vita privata, sociale e nazionale. Come affrontare l'infiltrazione del crimine in tutti i livelli della vita politica di un Paese, nelle Amministrazioni comunali, statali e nazionali? Se questo non e' possibile saperlo ne' attaccarlo frontalmente, cio' che si puo' fare, per modesto che all'inizio sia, ne aumenta l'importanza.
Del resto l'America Latina, e soprattutto il Messico, hanno una vasta popolazione giovanile che si pone il problema del proprio futuro lavorativo. Molti intraprendono la via piu' facile, quella del crimine e della droga, quando la nostra societa' non offre loro migliori prospettive in Paesi mediamente democratici ma con poca iniziativa nei servizi sociali. Abbiamo una popolazione giovanile e lavorativa che puo' mettere al proprio ordine del giorno il miglioramento, in America Latina, di quelle infrastrutture, strutture sanitarie e di comunicazioni che oggi sono inservibili o antiquate.

Carlos Fuentes, scrittore messicano
(traduzione dal quotidiano El Pais del 3 settembre 2010)

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