
Al colloquio europeo organizzato la settimana scorsa alla Sorbona dalla commissione interministeriale di lotta alla droghe e alle tossicomanie (MILDT), una sessione intera ha fatto il punto sulla ricerca dei trattamenti nella lotta alla cocaina. La posta in gioco e' grande: 1,5 milioni di europei tra i 15 e i 34 anni ne hanno fatto uso il mese scorso, e il 3,9% dei francesi dai 26 ai 44 anni l'ha sperimentata. Nell'Unione Europea, nel 2006 sono state sequestrate 121 tonnellate di cocaina e si registrano 500 overdose mortali l'anno (7 decessi in Francia nel 2005).
Se metadone e buprenorfina continuano a essere efficacemente usate contro la dipendenza da eroina, finora non si conoscono farmaci o prodotti di sostituzione che consentano al cocainomane di tornare a essere astinente e di rimanerlo. La cocaina e' probabilmente la sostanza piu' tossica per il cervello: agisce su tutti i sistemi di neurotrasmissione, sia sui neuroni che veicolano le emozioni sia su quelli che filtrano le aggressioni dell'ambiente esterno. "Persino dopo dieci anni d'astinenza, il cervello ne conseva le cicatrici -neuroni modificati, connessioni anormali", sostiene
William Lowenstein (Clinique Montevideo, Boulogne, Francia).
Nessun cocainomane ha lo stesso profilo psicologico, le motivazioni per curarsi sono "variabili" e ai medici mancano purtroppo gli strumenti per agisre. Persino l'ambizioso progetto americano CREST (
Cocaine efficacy screening trial) del National Institute of Drug Abuse, che ha analizzato l'efficacia terapeutica di 19 medicinali (in particolare neurolettici), non e' riuscito a evidenziare dei risultati certi e soprattutto... durevoli.
Comunque, molte sono le piste in campo: il vaccino contro la cocaina entra nella sua ultima fase di sperimentazione umana, detta fase 3 (studio comparativo d'efficacia). Questo vaccino, immaginato nel 1996 da
Immunologic Pharmacological Corporation, e' stato messo a punto dal gruppo britannico
Xenova. E' costituito da una molecola di cocaina, da una catena carbonica e da una proteina di trasporto (la tossina del colera). Iniettato a quattro riprese in dosi da 400 microgrammi a 35 cocainomani americani, ha provocato nel loro organismo degli anticorpi anticocaina. Questi si fissano sulla cocaina circolante nel sangue, impedendole di passare nel cervello. Il 75% dei soggetti vaccinati sono rimasti "puliti" nelle 12 settimane dello studio, l'88% dei soggetti ha parlato esplicitamente di una riduzione degli effetti euforizzanti della polvere bianca.
Piu' di recente sono stati vaccinati 114 dipendenti da crack o da cocaina: a partire dalla dodicesima settimana, il 30% non mostrava piu' tracce di cocaina nelle urine.
Che uso verra' fatto del vaccino? Potrebbe essere utile per evitare le ricadute dei tossici astinenti, e
Thomas Kosten (Baylor College of Medicine, Houston, Texas), promotore delle sperimentazioni del vaccino, sta trattando con il dipartimento di Giustizia Usa per inserirlo tra i trattamenti disponibili.
Thomas Kosten sta sperimentando anche altri vaccini antidroghe: contro la nicotina presso
Novartis (esperimenti umani di fase 3 conclusi), contro la metamfetamina (sperimentazione sugli animali), contro l'eroina (insieme a industriali cinesi)
In quanto al trattamento d'urgenza per overdose mortale di cocaina,
Jean-Pol Tassin, neurobiologo al Collège de France, pensa che "un'iniezione di anticorpi anti-cocaina" sia la soluzione piu' efficace.