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Jeroen Dijsselbloem: un economista agrario a capo delle Finanze U.E.... e si nota
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Articolo di Anti Patico
22 marzo 2017 12:11
 
 L'ultima sortita dell'ineffabile Presidente dell'Eurogruppo, capo dei Ministri delle Finanze dell'Unione Europea ed anche dell'ESM (Consiglio dei Governatori del Meccanismo Europeo di Stabilità) sui paesi del sud Europa che spendono soldi per alcol e donne, è solo l'ultima -e non certo la più grave- uscita del Ministro olandese Jeroen Dijsselbloem, laureato in economia e politica agraria.

Molto più grave è dimostrare scarsa competenza e non conoscenza delle Direttive, ossia le leggi dell U.E., che egli stesso contribuisce a creare.

Nel febbraio 2013, in occasione dell'esproprio senza corrispettivo delle obbligazioni subordinate dell'istituto di credito olandese Sns Bank, nella relazione inviata al Parlamento aveva senza alcun problema ammesso che sarebbe stata sua intenzione azzerare anche le obbligazioni ordinarie della banca. Per fortuna di tutti, qualcuno al Ministero deve avergli fatto notare che la mattina seguente il sistema bancario mondiale non sarebbe più esistito, costringendolo -seppur a malincuore- ad accantonare l'idea.

Negli ultimi tempi, in occasione del salvataggio di Mps da parte del Governo italiano, ha affermato che prima dell'ingresso dello Stato nel capitale del Mps occorre applicare il bail-in, con la conseguenza che andrebbero toccate anche le obbligazioni non subordinate ed i depositi per l'importo eccedente centomila euro. Cosa del tutto falsa, perché esiste anche la ricapitalizzazione preventiva delle banche sistemiche, come prevede l'articolo 18 del Decreto Legislativo 180/2015 in ossequio proprio alla Direttiva Europea. Ricapitalizzazione pubblica a seguito di stress test con esito negativo, il che comporta compartecipazione alle perdite di azionisti e creditori subordinati, lasciando indenni le altre categorie.

Un Ministro a capo dell'Eurogruppo e dell'ESM che non sa di cosa parla, o peggio ancora finge di non saperlo, è proprio ciò che non ci vuole per una U.E. sempre più considerata un qualcosa di avulso e perfino contraria agli interessi dei cittadini che la compongono.
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