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La locanda
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Articolo di Annapaola Laldi
22 gennaio 2016 17:20
 
 E' di appena qualche mese fa la scoperta della composizione che s'intitola La locanda e che trascrivo qui di seguito per il piacere di condividerla con gli eventuali passanti. 
Ma, da quando l'ho letta per la prima volta, me la tengo sempre a portata di mano, perché è proprio quello che ci vuole per me, che sono istintivamente impaziente e ben poco propensa ad ascoltare tutto quello che non mi piace - siano situazioni, pensieri o persone in carne e ossa. Figuriamoci poi ad accoglierli in casa!
Eppure, forse perché è il momento giusto per un cambiamento dentro di me, questa lezione di saggezza del fondatore dei Dervisci danzanti, il persiano Gialal al-Din Rumi, vissuto nel XIII secolo, la ascolto ogni volta volentieri, l'assaporo, l'apprezzo. Ne scorgo la profonda verità. L'utilità nello scoprire come ogni movimento dell'animo  mi appartiene, e sarebbe sciocco rinnegarlo, perché allora sì che potrebbe sopraffarmi senza scampo. Ma se lo guardo in faccia, se guardo diritto negli occhi la mia meschinità, il mio scontento, la mia ansietà, ecco che esse non hanno più quella presa tremenda che avvinghia e può stritolare nelle sue spire. E così anche la gioia può restare gioia pura e tranquilla senza sconfinamenti in quella euforia che spesso è foriera di una nuova depressione.
E se a qualcuno verrà di scuotere la testa all'accenno finale all'"aldilà", rileggendo senza pregiudizi la composizione si accorgerà che, in fin dei conti, l'accoglienza ridente serve a vivere meglio proprio nell'aldiquà, che è quello che sto sperimentando di persona.

L'essere umano è una locanda,
ogni mattina arriva qualcuno di nuovo.
Una gioia, una depressione, una meschinità,
qualche momento di consapevolezza arriva di tanto in tanto,
come un visitatore inatteso.
Dai il benvenuto a tutti, intrattienili tutti!
Anche se è una folla di dispiaceri
che devasta violenta la casa
spogliandola di tutto il mobilio,
lo stesso, tratta ogni ospite con onore:
potrebbe darsi che ti stia liberando
in vista di nuovi piaceri.
Ai pensieri tetri, alla vergogna, alla malizia,
vai incontro sulla porta ridendo,
e invitali a entrare.
Sii grato per tutto quel che arriva,
perché ogni cosa è stata mandata
come guida dell'aldilà.  
(Gialal al-Din Rumi)


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