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Muro di Padova. L'effetto del punizionismo. Legalizzare le droghe per ridare civilta' e credibilita' allo Stato
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Articolo di Donatella Poretti
11 agosto 2006 14:24
 
Il muro di Padova e' lo specchio del fallimento dello Stato e della sua politica punizionista sulle droghe. Comprendo l'angoscia degli abitanti della zona e l'altrettanta angoscia degli amministratori che non hanno trovato di meglio che edificare questa barriera che, visti i risultati, al momento si sta dimostrando inutile alla bisogna. Ma la comprensione non la posso trasformare in accettazione. Il baratro di politiche per evitare una situazione del genere e' impossibile non vederlo. Sto parlando delle politiche sulle droghe perseguite fino ad oggi e che, allo stato, a parte qualche dichiarazione che fa ben sperare da parte del ministro Paolo Ferrero, restano identiche. Non si e' voluto, cioe', percepire l'urgenza della necessita' di intervento per evitare il decadimento delle azioni di difesa e, di conseguenza, il calo della fiducia dei cittadini nei confronti dello Stato.
Levare -legalizzandola- la materia prima ai criminali che gestiscono lo spaccio e il traffico mi sembra l'unica cosa possibile. E ai giustizieri e fustigatori di costumi che in un caso del genere urlano sempre al pericolo per i giovani, possono solo ricordare di smetterla col prenderci in giro: i consumi di sostanze stupefacenti sono in crescita nonostante le loro leggi punizioniste, cosi' come sono in crescita i traffici internazionali che altrettanto punizioniste convenzioni internazionali agognano di recidere, e sempre in crescita e' il numero di coloro che finiscono in carcere per lo spaccio, contribuendo in modo determinante al sovraffollamento, alla violenza e alla scuola di malavita che albergano in questi mattatoi del diritto e della dignita' umana.
Chi semina vento raccoglie tempesta... che nel caso del muro di Padova e' diventato uragano, perche' rischia di travolgere quel minimo di dignita' civica e legale che dovrebbe sovrintendere nella vita delle nostre comunita'.
Io non ho ricette miracolose contro i migliaia di muri erigendi in tutta Italia. Nella mia politica metto al centro l'essere vivente, i suoi modi di vivere e di armonizzarsi con l'ambiente che lo circonda. Questa politica cerco di affermarla non avendo verita' di riferimento ma accettando la dignita' e le scelte degli individui, armonizzando ognuno con il tutto perche' ci si faccia tutti meno male. Nello specifico, la legalizzazione delle droghe sarebbe il male minore, che ci consentirebbe di gestire in modo sereno le medesime droghe, levando l'attuale esclusiva alla malavita e alla informazione mitizzata quanto clandestina. Qualcuno dira' che se la delinquenza non usera' le droghe cerchera' qualche altro mezzo per il proprio business. E' vero, ma perche' questo accada ci vorra' tempo e, nel frattempo, non assisteremo al decadimento della credibilita' umana e dello Stato che l'erezione di un muro alla padovana significa. E intanto, forse, avremo risolto tre problemi: la parziale sicurezza dei cittadini, la crescente diffusione delle droghe e lo straripamento delle carceri.
Credo che da parte delle istituzioni, il miglior contributo ai cittadini di Padova, sia l'accelerazione degli iter delle leggi legalizzatrici presentate in Parlamento e interventi d'urgenza per sospendere quelle norme che hanno trasformato il malato-tossicodipendente e il consumatore medio di droghe in delinquenti.
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