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Narcoguerra. La barbarie e crudelta' dei narcos. Valutazioni
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Articolo di Redazione
19 maggio 2012 11:24
 
La barbarie dei crimini commessi dai cartelli messicani questi ultimi mesi evidenzia una morbosa escalation tra gruppi criminali rivali che terrorizzano la popolazione a colpi di decapitazioni, mutilazioni e macabre messe in scena.
“Questo livello di violenza non ha precedenti nel mondo. In Italia, con la mafia, la violenza e' molto sistematica. Diretta. In Colombia, dove c'e' stato anche il caso di un killer con la motosega, non sono comparabili” rispetto a cio' che accade oggi in Messico, dice Martin Baron, esperto dell'Institut national de sciences pénales di Parigi.
Dopo la scoperta di cinque teste umane in un bar di Uruapan (ovest) che aveva fatto molto scalpoe nel 2006, diversi episodi simili sono divenuti quotidianaita'. La' dove vengono fatte esecuzioni sommarie, i cartelli torturano ormai le loro vittime e mostrano come fosse una scena teatrale i loro assassinii.
Ultimo episodio, la scoperta lo scorso 13 maggio di 49 cadaveri decapitati, mani e piedi legati, in sacchi di plastica ai bordi una strada nel nord del Paese. Un massacro rivendicato dal gruppo criminale dei Los Zetas, quotato per crudelta' e brutalita' dei propri crimini, in lotta con gli altri cartelli -essenzialmente quelli di Sinaloa e del Golfo, loro vecchi alleati- per controllare la rotta della cocaina verso gli Usa.
Quattro giorni prima, 18 crani e alcune membra umane sono state trovate in alcuni veicoli abbandonati vicino a Guadalajara (centro-ovest), la seconda citta' del Messico.
Questi assassinii sono stati considerati dalle autorita' come un atto di rappresaglia dopo 23 assassinii commessi qualche giorno prima nello Stato di Tamaulipas (nord-est), dove erano stati ritrovati nove cadaveri che penzolavano da un ponte e altri 14 decapitati. Nella maggior parte dei casi le vittime portavano segni di torture.
Un altro momento culminante e' stato quello di settembre del 2011, con la scoperta di cinque teste umane in un sacco di plastica depositato all'ingresso di una scuola di Acapulco (ovest), provocando scene di panico tra i genitori degli studenti.
Quali motivazioni si nascondono dietro queste messe in scena? Per Baron, i cartelli sperano cosi' di “inviare un messaggio ai propri nemici” e dare “dimostrazioni di forza” nei confronti delle autorita'. Non solo, ma secondo il nostro esperto si tratta anche di un modo per attirare l'attenzione dei media che, al giorno d'oggi, sono praticamente diventati “stanchi” delle classiche esecuzioni.
Per Feggy Ostrosky, ricercatore dell'Universita' autonoma del Messico che sta tentando si definire il profilo psicologico degli autori di questi crimini, l'estrema crudelta' e' diventata possibile per il fatto che le reclute dei cartelli sono molto suggestionabili. Questi giovani hanno trovato un'alternativa alla disoccupazione, diventando “uomini senza controllo, autocritica e responsabilita' sociale”. “Queste persone raggiungono il crimine organizzato perche' vengono loro offerte forti somme di denaro per lavori rapidi come l'assassinio”, dice Ostrosky, che valuta come inesistenti i profili come quelli di folle psicopatico inconscio e violento.
Il ricercatore preferisce parlare di “sociopatia culturale”. Si tratta di giovani normali “che cominciano a comportarsi come dei veri psicopatici per arrivare a considerare le proprie vittime come 'cose' che possono maltrattare”. Uno degli esempi piu' celebri di ordinario cittadino che bascola nell'orrore e' quello di Santiago Meza, un muratore pagato 50 dollari alla settimana che ha finito per cedere alle sirene dei narcos percependo 600 dollari per ogni corpo sciolto nell'acido. Meza ne ha torturati e fatto sparire piu' di 300 prima del suo arresto nel 2009.

(AFP del 19/05/2012)
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