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Obbligazioni Intesa Sanpaolo tasso fisso 5,1%
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Articolo di Marianna D'Alessandro
16 novembre 2011 15:49
 
Fino al 30 novembre saranno in offerta presso gli sportelli bancari di Intesa Sanpaolo le obbligazioni “Intesa Sanpaolo Tasso Fisso 5,10% 05/12/11 – 05/12/2013” (ISIN IT0004775026). L'offerta è riservata ad investitori che apportano nuova disponibilità per almeno il 90% dell’importo versato, il taglio minimo è di € 1000,00 e dopo il periodo di collocamento sarà richiesta la quotazione presso il mercato EuroTlx. Si può aderire con un investimento minimo di € 20.000,00.

L'obbligazione è emessa al 100% del valore nominale e le commissioni di collocamento si attestano intorno allo 0,35%, abbondantemente al disotto della media degli oneri applicati per questo genere di offerte.

Il rendimento lordo del titolo è del 5,1%, le cedole saranno tassate al 12,5% per la parte in maturazione fino al 31 dicembre 2011 e al 20% per la restante.
Nota a sfavore è la presenza sul mercato secondario di altre obbligazioni tasso fisso dello stesso emittente con scadenza simile (2013) ma rendimenti superiori di oltre un punto percentuale (ad esempio l'obbligazione con Isin IT0004671860 ha un rendimento annuo lordo 6,33%, quella con Isin IT0004675846 rendimento annuo lordo 6,4%)
Del resto anche il BTP che scade nel 2013 rende oltre il 6%.

I rendimenti che oggi si possono ottenere sul mercato secondario per i bond bancari sono consistenti perché i loro corsi scontano la sfiducia dei mercati verso i titoli governativi. Siamo in un contesto finanziario estremamente teso e il settore bancario ne subisce le conseguenze più dirette a causa delle proprie esposizioni verso i titoli di stato dei paesi in difficoltà, indipendentemente dai fondamentali. Un' emissione di Banca Intesa Sanpaolo fatta solo 5 mesi fa con un rendimento del 5% e una durata di due anni sarebbe stata una buona occasione di investimento, allo stato attuale, invece, risulta al disotto delle aspettative di mercato.

Dal punto di vista dell'investitore quindi non è conveniente aderire a questo collocamento ma rende di più l'investimento fatto acquistando direttamente sul mercato secondario obbligazioni dello stesso emittente. La banca avrebbe dovuto allineare i rendimenti della nuova emissione alle richieste di mercato, così come è costretto a fare lo Stato nelle nuove aste di titoli governativi, dove il famigerato spread Bund/Btp influenza in maniera decisiva il tasso che lo Stato deve pagare per le nuove emissioni di obbligazioni.

Pubblicato in:
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