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'Occorre aprire un orizzonte in cui il consumo di droga non sia un crimine'. Intervista a Carlos Fuentes
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Articolo di Redazione
29 gennaio 2012 16:06
 
Lo scrittore messicano Carlos Fuentes (1928), in Colombia per un festival letterario, e' stato intervistato, per il quotidiano di Bogota' El Tiempo, su varie attualita', tra cui il proprio impegno per la depenalizzazione delle droghe.
D. E' persa in Messico la guerra contro i cartelli della droga?
R. No, perche' puo' cambiare. Si puo' tornare ad una politica migliore di quella attuale, perche' quest'ultima e' un confronto diretto con le bande criminali. A volte ne guadagna il Governo, a volte gli altri, ma non si risolve il problema. Si tratta di un problema bilaterale: la droga va verso gli Usa, dove c'e' consumo e distribuzione, ma non si sa chi la distribuisce ne' chi la consuma. Non lo sappiamo. Gran mistero! Non sappiamo nulla di chi riceve e utilizza la droga in Usa, dove sia il mercato. Sappiamo che sono i messicani che vi trafficano, ma nient'altro. Per cui, per iniziare, c'e' qualcosa che non funziona nella relazione tra Messico e Usa.
D. Perche' e' necessario cambiare la politica di Stato in questo ambito?
R. La politica del Messico non risolve il problema, che invece cresce e diventa insolubile. Faccio parte di un gruppo, in cui ci sono anche l'ex-presidente Cesara Gaviria, Zedillo e Fernando Henrique Cardoso, che propone una graduale depenalizzazione della droga, poco a poco a partire dalla marijuana. Si tratta di cominciare ad aprire un orizzonte in cui consumare la droga non sia considerato un crimine e i trafficanti spariscano perche' non hanno piu' business tra loro e i consumatori. Ma questo e' molto difficile nell'attuale situazione, perche' il problema della droga e' un problema mondiale. Debellare il fenomeno a livello mondiale e' difficile, ma bisogna impegnarsi.
D. Le societa' attuali si stanno preparando per una depenalizzazione?
R. Credo di si'. Questo e' costato 50 mila morti in Messico. Alcuni nel governo, altri tra i possessori di droga, ma tutti chiedono vendetta. Questo e' pericoloso e non buono per il futuro. C'e' da cambiare politica, non vedo altra possibilita'.
.........
(a cura di Liliana Martínez Polo)
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