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Olanda. Entrate fiscali per 400 milioni di euro grazie alla vendita di cannabis nei coffeeshop
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Articolo di Helmut Henzel
6 maggio 2008 7:36
 
Pomodori, cetrioli, marijuana. Sono i tre prodotti agricoli d'esportazione olandesi di maggior successo, e hanno una cosa in comune: vengono coltivati quasi esclusivamente nelle serre. Pomodori e cetrioli in maniera del tutto legale, le piantine di canapa per la marijuana no. L'anno scorso l'industria nazionale della cosiddetta droga leggera ha conseguito un fatturato di due miliardi di euro. Anche lo Stato ha incassato una bella cifra: i 700 coffeeshop legali hanno versato al Fisco circa 400 milioni di euro. Solo di imposte sulle entrate, sia ben chiaro, giacche' non devono pagare l'Iva, come ha rivelato il programma "Reporter" dell'emittente televisiva KRO. "Nederweit" -in gergo la cannabis da spinello- e' il principe dei prodotti d'esportazione, alla stregua appunto di pomodori e cetrioli.
 
I primi Paesi importatori sono Germania e Gran Bretagna, ha constatato il commissario di polizia Max Daniel. Secondo le sue stime, la maggior parte del "Nederweit" prodotto in Olanda, in pratica il 60%, viene venduto e consumato fuori dai confini nazionali, mentre il resto e' destinato ai consumatori olandesi attraverso i coffeeshop. I prezzi variano in base alla qualita'. Ad Amsterdam, dove la richiesta dei turisti stranieri e' maggiore, la marijuana costa piu' che a Rotterdam o a Utrecht. Da molte parti, la sostanza e' venduta a partire gia' da 6 euro al grammo e quella di qualita' inferiore anche a 4 euro. Per gli spacciatori tollerati nei coffeeshop e' un affare lucrativo, in quanto possono contare su margini di guadagno del 150-200%, una quota che il singolo venditore normale si sogna, con il suo 2-4%. Nessuna meraviglia, dunque, se i maggiori proprietari dei coffeeshop viaggiano in auto di lusso e si possono permettere grandi ville. Ma la loro e' una vita rischiosa. Devono garantirsi scorte di marijuana che vendono legalmente, ma che comprano illegalmente. E' il paradosso della trentennale politica olandese sulle droghe. Come dice la vulgata, la sostanza passa dalla porta principale al momento d'essere venduta, ma entra da quella di servizio quando viene comprata. In base alla legge attuale, nei coffeeshop una persona puo' acquistare al massimo 5 grammi di sostanza purche' si identifichi e dimostri d'aver compiuto 16 anni.
 
La coltivazione massiccia di canapa e' proibita. Ma e' talmente vantaggiosa che sono sempre piu' numerose le abitazioni dei quartieri "bene" trasformate in spazi coltivati a canapa. Sono dei nascondigli perfetti. Questa politica sostanzialmente schizofrenica ha fatto si' che negli ultimi decenni in Olanda sia cresciuta una mafia della droga, e ogni anno si registrano almeno cinque omicidi tra bande rivali. La resa dei conti per il possesso del territorio avviene spesso per strada, proprio come succede con la mafia in Italia: gli esecutori arrivano in motocicletta, sparano e scappano.
 
Si valuta che nei coffeeshop le vendite di marijuana arrivino a 265.000 chili l'anno. L'anno scorso la polizia ha distrutto quindici grosse piantagioni illegali di canapa coltivata in serra. Ogni volta che accade si produce un'impasse, ossia i coffeeshop restano sguarniti e i prezzi aumentano perche' la domanda supera l'offerta. Ma il pendolo torna presto a oscillare nell'altra direzione, grazie a chi procura in breve tempo gli innesti per le nuove piantine.
 
Sei anni fa, quando venne eletto per la prima volta capo del Governo, il cristianodemocratico Jan Peter Balkenende disse che avrebbe voluto chiudere tutti i coffeeshop. Ma finora non e' riuscito nel suo intento perche' in Olanda esiste un'agguerrita lobby a sostegno della vendita legale di marijuana. Tuttavia, nel frattempo l'approccio della politica dell'Aja e dei Comuni riguardo ai coffeeshop si e' irrigidito. Per esempio, questi locali devono trovarsi a una certa distanza dalle scuole, e vengono chiusi per decreto se c'e' la prova che vendono anche droghe pesanti come cocaina o eroina. E in effetti, negli ultimi anni il loro numero e' sceso da 1000 agli attuali 700.

Tratto da Die Presse (trad. di Rosa a Marca)
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