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Oppio afghano. Penetrando in ogni fase della catena di produzione, i talebani sono diventati un Cartello
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Articolo di Redazione
17 febbraio 2016 18:38
 
Poco dopo l'alba, una speciale operazione in elicottero vede due veicoli che scendono verso un deserto sconfinato nel sud dell'Afghanistan, attraversando quella che potrebbe essere chiamata come una superstrada per contrabbandieri ed insorgenti.
Secondo l'Intelligence da qui passa la strada dove gli uomini trasportano grandi quantita' di droghe ed armi dalla provincia di Helmand a quella di Mimruz, un hub per tutto cio' che e' illegale e stazione di passaggio per il tutto il viaggio dell'oppio.
Dall'alto della loro posizione, i militari fanno fuoco su tutto cio' che si muove sul territorio e possa sembrare un veicolo, cercando di fermarli.
Quel giorno, il 12 luglio 2014, le truppe afghane ebbero un notevole successo. Riuscirono a sequestrare una tonnellata di oppio in varie fasi della sua lavorazione, tre mitragliatori d'assalto Ak-47, una pistola automatica, una mitragliatrice PKM, diversi tipi di granate, centinaia di caricatori di munizioni, due radio telefoni e due telefoni satellitari. Ma il piu' grosso sequestro non era di armi e di droghe. Era di un passeggero di 40 anni, Muhammad Eshaq, proveniente da Mimruz. Dopo i primi interrogatori da parte delle forze internazionali di polizia, la polizia scopri che Eshaq era in quel momento il Mullah Abdul Rashid Baluch, il talebano governatore della provincia di Nimruz: un uomo il cui sangue, le sue mani e i suoi rapporti erano direttamente coi leader talebani in Pakistan.
In questo senso il Mullah Rashid rappresenta l'evoluzione del movimento talebano in Afghanistan. E' un tenace insorgente, molto noto per aver pianificato attacchi suicidi di massa a Nimruz durante i mesi sacri del Ramadan, ed era diventato il piu' potente mercante di droga in tutto il sud dell'Afghanistan.
Era stato bloccato durante un trasporto di droga, non durante un'operazione anti-terrorismo. Una operazione conclusa in modo particolarmente appropriato. Rashid era, in tutto se stesso, piu' che un criminale un ideologo degli insorgenti. Secondo le autorita' e' uno dei piu' importanti personaggi dei maggiori gruppi di trafficanti, e nel giro di quattro mesi, e' stato condannato a 18 mesi di prigione.
Il Mullah Rashid e' uno dei dieci piu' noti leader talebani invischiati nel business della droga che portano a difficilmente distinguere i vari gruppi di insorgenti da quelli che invece sono dediti ai cartelli della droga. Questo perche' i talebani hanno a lungo protetto, con tassazione e protezione del traffico delle droghe in Afghanistan, gli insorgenti che avevano anche dei ruoli specifici nel traffico dell'oppio, cosi' come si e' potuto verificare grazie a decine di interviste con ufficiali afghani ed occidentali, nonche' da parte di trafficanti e ed appartenenti alle varie comunita' di residenti.
Questi comprendono comandanti di alto livello, come il Mullah Rashid, che scorta personalmente le piu' importanti spedizioni di droga. E punta molto piu' in alto: il nuovo leader dei talebani, Mullah Akhtar Muhammad Mansour, e' al vertice di una piramide di trafficanti di droga della tribu' Ishaqzai, ed ha accumulato una propria immensa fortuna, cosi' come fanno sapere le indagini delle Nazioni Unite. Questo cambio del''approvvigionamento dei soldi modifica l'intero assetto dei Talebani: con Mullah Mansour che, in base agli alti comandanti talebani ha acquisito dissidenti esterni influenti dopo aver affermato la sua guida suprema durante l'estate.
Nelle stesse zone dell'Afghanistan, i talebani hanno fornito i semi perche' i contadini potessero coltivare l'oppio per conto degli insorgenti, o hanno pagato degli intermediari per l'acquisto di oppio e far si' che i prezzi potessero aumentare.
Nel suo piu' recente rapporto, le Nazioni Unite hanno allertato sul fatto che i talebani sono maggiormente impegnati nel business della droga, e questa non e' una buona notizia per la prospettiva di pace.
“Questo trend ha una reale ricaduta sulla pace e la sicurezza in Afghanistan, incoraggiando dall'interno il movimento dei talebani che hanno cosi' grossi incentivi economici per opporsi ad ogni significativo processo di riconciliazione con il nuovo governo”, si scrive nel rapporto. Alcuni cambiamenti nella natura del movimento dei talebani puo' essere attribuito alla devastante campagna militare per far fuori i loro leader, lasciando i piu' giovani, piu' radicali alla guida del movimento nelle varie battaglie.
Diminuendo i conflitti e alcuni contributi economici da parte dei tradizionali finanziatori del Golfo Persico, i talebani sono stati costretti a sviluppare maggiore fiducia in se stessi, ricercando soldi da una varietà di fonti. Queste fonti includono pietre preziose e legname di contrabbando, ma il traffico di droga è diventato, di gran lunga, la più importante e costante fonte di reddito dei talebani.
Il Mullah Rashid e' uno dei maggiori comandanti di alto rango dei talebani direttamente implicati, negli ultimi anni, nel traffico di droghe. Possiede case in quartieri famosi di Baramcha e controlla il traffico di narcotici attraverso i grandi deserti nel sud della provincia di Helmand, che confina con quella di Mimruz, col Pakistan e con l'Iran.
“Ha cominciato la sua attivita' come un idealista ma e' diventato un trafficante professionista”, dice un importante ufficiale dell'Intelligence della provincia di Nimruz, dove ha tallonato il Mullah Rashid per cinque anni.”Quando e' diventato una sorta di governatore ombra, il business e' diventato maggiore, e non vi ha potuto rinunciare”.
Secondo i dati ufficiali, il Mullah Rashid e' stato nominato alla guida del governo della provincia di Nimruz circa quattro anni fa, dopo aver ucciso il suo predecessore. Si e' trattato di una scelta strategica per i talebani, che hanno sperato di trarre profitti dalla sua provenienza etnica e dalla sua esperienza. Rashid discende dai Baluch, che lo ha facilitato per operare e reclutare nelle terre di confine, dove le sue tribu' sono in maggioranza.
Come comandante degli insorgenti, le sue iniziative sono state di alto profilo, come una serie di attacchi suicidi a Azranj nell'agosto del 2012, dove e' riuscito a far uccidere 30 persone durante il Ramadan, cosi' come ricordato da ufficiali a lui vicini. E' stato anche una figura chiave nel coordinare i contatti tra talebani ed Al Qaeda, organizzando degli incontri ad alto livello in Pakistan tra i due gruppi.
Ma ben presto il suo obiettivo principale e' diventato il business della droga. Il Mullah Rashid ha consolidato il suo potere nelle zone di traffico del sud dell'Afghanistan, una grande zona desertica usata da decenni dai trafficanti per evitare di farsi catturare. Conosciute come strade e paesaggi, di cui non ci sono mappe ufficiali o strade, a meta' tra la vita e la morte. La polizia, per la sua parte, non e' in grado di pattugliare e rendere sicura questa zona al di fuori di specifiche e particolari missioni operative.
I funzionari di governo e le forze dell'ordine che hanno familiarità con il mullah Rashid sostengono che lui controlli e organizzi la maggior parte dei traffici di droghe nella sua zona di influenza. Il 12 luglio 2014 ha avuto un momento particolarmente importante, guidando personalmente un convoglio che trasportava quasi una tonnellata di oppio, la maggior parte del quale non aveva ancora ricevuto il trattamento finale per diventare eroina. Il veicolo che guidava il convoglio, un pickup, due uomini trasportavano delle droghe inseme a delle armi. Uno di questi uomini, Noor Ahmad, guidava il convoglio dietro ricompensa di 4.000 Usd. Un altro sperava di poter ricavarne altri 2.000 Usd dallo specifico viaggio. Nell'automobile di coda, una Toyota Corolla, viaggiavano altre quattro persone: diversi di tipi di uomini, inclusi degli uomini di affari, un contadino e altri mullah insieme al Mullah Rashid, tutti distanti 500 piedi dal convoglio principale, portando con se' le armi che poi sono state sequestrate. Durante gli interrogatori dopo il sequestro, gli uomini
hanno sostenuto che le armi erano state messe li' a loro insaputa e che loro stessi non facevano parte di nessun convoglio.
Verso le 6,30 del mattino, mentre il convoglio stava transitando nel distretto di Garmsir, alcuni elicotteri delle forze di coalizione sono apparsi all'orizzonte. Forse speciali, insieme alla polizia afghana, hanno cominciato a far fuoco per cercare di fermare i veicoli. I passeggeri dell'ultima automobile sono fuggiti ma catturati subito dopo. Si e' dovuto aspettare il fine settimana per sapere, per caso, che l'uomo che aveva dichiarato di chiamarsi Muhammad Ishaq, in realta' era il Mullah Rashid.
Secondo il procuratore capo della task force della giustizia penale, Yar Mohammad Hussain Khel, alcuni funzionari britannici hanno chiesto di parlare con Ishaq, che al momento è stato messo in prigione a Kabul.
Due donne della repubblica Ceca sono state rapite nei deserti della provincia di Baluchistan, Pakistan, e funzionari occidentali sperano che Ishaq possa aiutarli. Loro sapevano in quel momento quanto il governo di Kabul ancora non sapeva: che Ishaq fosse di fatto il governatore ombra della provincia di Mimruz e che il Mullah Rashid, di etnia Baloch potesse essere in grado di dare informazioni o di mediare per la liberazione delle donne.
Hussain Khel ha rifiutato di dire se il Mullah Rashid avesse fornito informazioni o aiutato in alcun modo. Ma nella primavera del 2015, più di due anni dopo il loro rapimento e circa 10 mesi dopo che i funzionari avevano cercato l'aiuto di Mullah Rashid, le donne sono state finalmente liberate. Il Mullah Rashid rimane sotto la custodia di funzionari afghani.
Dopo il rilascio delle donne, il Dipartimento Usa del Tesoro ha messo nella propria lista, un anno dopo il suo arresto, il Mullah Rashid come terrorista internazionale.

(Articolo di Azam Ahmeda, con la collaborazione di Taimoor Shah corrispondente da Kandahar, pubblicato sul quotidiano The New York Times del 17/02/2016) 
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