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Prodotti finanziari: l’Interest(ing) card e le dieci domande per non sbagliare
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Articolo 
28 settembre 2009 16:29
 
Il sito di informazione finanziaria www.bondreali.it propone per la prima volta in Italia una card tascabile delle dimensioni di una carta di credito che i risparmiatori possono scaricarsi gratuitamente dalla home page del sito e successivamente stampare in modo da poterla portare con loro quando si recano alla propria banca.
La novità di questa card consiste nel suggerire ai risparmiatori 10 domande da rivolgere all’addetto bancario sia nel caso in cui questo proponga loro dei prodotti finanziari bancari sia quando sono i risparmiatori che chiedono di investire i risparmi.
Spesso infatti ai risparmiatori vengono proposti dalle banche dei prodotti finanziari diversi dai semplici e comprensibili titoli di Stato, pensiamo ad esempio alle varie tipologie di obbligazioni strutturate o polizze vita, le cui caratteristiche e funzionamenti sono nella maggioranza dei casi sconosciuti ai risparmiatori, i quali non sono in grado di intavolare un colloquio esauriente e proficuo con l’addetto bancario, non sapendo porre più di una o due domande sul prodotto finanziario proposto e forse nemmeno quelle “giuste”.
Può così  capitare che l’addetto bancario si dimentichi di spiegare nello specifico alcune caratteristiche del prodotto in questione, magari perché le considera ovvie; per chi però non si occupa di finanza nella propria di vita e nondimeno si trova a dover affrontare difficili decisioni finanziarie, la conoscenza completa dei prodotti su cui investe è fondamentale.
Gli addetti bancari da parte loro si trovano spesso nella situazione di dover proporre ai loro clienti i prodotti della casa, ossia della banca per cui lavorano, che possono essere validi prodotti, ma non adatti ad un determinato risparmiatore o meno redditizi o più rischiosi di altri prodotti finanziari.
I risparmiatori, per non incappare in errori, devono perciò porre le domande giuste e a volte anche “scomode” per l’addetto bancario, in quanto presuppongono una risposta articolata e una conoscenza approfondita del prodotto proposto.
Il questionario della Interest(ing) card conta 10 domande per ogni tipologia di prodotto finanziario: dato che nella maggioranza dei casi le banche propongono ai loro clienti investimenti in obbligazioni, polizze vita e fondi comuni le domande riguardano per ora questi tre prodotti.
Ad esempio, se il prodotto proposto è una obbligazione, alcune delle domande da porre sono:

- Chi è l’emittente e qual è il suo rating e nello specifico cosa significa in termini di probabilità di insolvenza?
- È già quotata o è in collocamento e in quest’ultimo caso quali sono i costi di collocamento e dove verrà quotata?
- Perché non dovrei acquistarla successivamente sul mercato evitando così le commissioni di collocamento?

Presupponendo che il risparmiatore che pone queste domande all’addetto bancario non abbia una specifica conoscenza finanziaria sul  sito bondreali.it c'è un Vademecum per le possibili risposte  grazie al quale il risparmiatore è in grado di valutare la risposta data dall’addetto bancario.
Sul retro della Interest(ing) card si trovano una serie di rendimenti aggiornati di strumenti finanziari differenti, quali titoli di Stato convenzionali o indicizzati all’inflazione, dei buoni postali ordinari e di quelli indicizzati all’inflazione, dei conti di deposito e dei pronti contro termine, in modo che il risparmiatore possa confrontare con facilità il rendimento del prodotto bancario che gli viene offerto con quello di altri strumenti finanziari, magari più sicuri come nel caso dei titoli di Stato.
La card e i rendimenti sul retro vengono per ora aggiornati ogni fine settimana, in modo che si possa scaricare la card e stamparla già dal lunedì successivo.
Questa card se per il singolo risparmiatore rappresenta un fondamentale aiuto nelle sue decisioni di investimento e un piccolo passo verso una più completa cultura finanziaria, per l’intero sistema finanziario, in caso questa card venga utilizzata da sempre più risparmiatori italiani, potrebbe rappresentare un notevole balzo in avanti, costringendo prima i risparmiatori stessi ad essere più consapevoli e attenti nelle loro scelte finanziarie e successivamente le banche a fornire ai loro clienti una migliore consulenza, che nello specifico significa maggiori informazioni utili al risparmiatore per capire fino in fondo il prodotto che gli viene proposto.
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