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Recapito sconosciuto. La ruota degli innocenti
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Articolo di Redazione
7 marzo 2012 12:20
 
Consegnato, e poi? L'Istituto tedesco per la gioventù rivela che di un quinto dei bambini nati in modo anonimo non c'è più traccia. Evidentemente esiste una carenza normativa, cui alcuni politici intendono rimediare.

Qual è il destino dei neonati lasciati nella Babyklappe ("ruota degli innocenti") o partoriti in incognito all'ospedale? La risposta è: in molti casi nessuno lo sa veramente. Un'indagine del Deutsches Jugendinstitut (DJI) rivela che di 200 bambini non è stato possibile ritrovare l'indirizzo -è probabile che le loro tracce si siano perse nelle maglie della burocrazia.
DJI ha svolto la ricerca tra 344 responsabili della consegna di questi neonati -accanto alle ruote c'è anche la possibilità che una donna partorisca senza dover fornire il proprio nome. Il 20% di coloro che hanno avuto in consegna un bambino non ha reagito. Gli altri hanno accolto in tutto 973 neonati da quando è stata aperta la prima ruota nel 1999 fino al termine dell'indagine nel maggio 2010: due terzi nati in incognito, un terzo depositato in una Babyklappe, 43 consegnati a collaboratori dell'ente preposto nel rispetto dell'anonimato.
Alla domanda di cosa sia avvenuto di loro, il 20% non ha saputo fornire indicazioni, ossia, non si sa se siano stati adottati oppure ripresi dalla loro mamma.
E' difficile conoscere il numero esatto, rivela il rapporto. "Il fatto è che i dati non vengono raccolti in un unico centro; certe volte non c'è nessuna documentazione, oppure è carente". Molti responsabili agiscono senza contratti di cooperazione con gli Uffici dei minorenni, spesso sono solo accordi verbali.

Alcuni politici hanno reagito chiedendo che si ripensi al sistema delle ruote. Qualcuno propone una procedura unica per la consegna anonima. Si ipotizza l'obbligo di segnalazione all'Ufficio dei minori, di prevedere un tutore d'ufficio, di tenere nettamente separato l'iter d'adozione da chi riceve in consegna il bambino. Un'esponente della maggioranza vorrebbe chiudere le Babyklappen; in alternativa auspica "una legge per la riservatezza della nascita, in modo che la donna possa partorire in ospedale e i suoi dati restare coperti per alcuni anni". Così la donna sarebbe garantita da eventuali ingerenze da parte delle autorità, e nello stesso tempo sarebbe reperibile in caso di un'offerta d'aiuto o per un colloquio.

(articolo siglato di Der Spiegel del 04-04-2012. Traduzione di Rosa a Marca)
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