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Il rischio di mercato dei bond
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Articolo di Nicola Zanella
27 maggio 2009 0:00
 
Il rischio di mercato delle obbligazioni è rappresentato dalla possibilità che il prezzo cambi a causa dei cambiamenti del tasso di interesse nel mercato.
La maggioranza dei risparmiatori preferisce l’investimento in bond rispetto a quello in azioni perché le obbligazioni permettono di “oscurare” le perdite relative al loro prezzo di riferimento, ossia quello di acquisto. Infatti, molti credono che portando le obbligazioni fino a scadenza si riesca a non realizzare le perdite dovute ai movimenti del prezzo durante il periodo di detenzione dello strumento. D’altronde, se si compra un bond con scadenza a 5 anni al prezzo di 100 e dopo 2 anni il prezzo è pari a 70, questa perdita del 30% è solo potenziale e potrebbe diventare reale solamente nello sfortunato caso in cui si debba disinvestire prima della scadenza, quando invece il prezzo sarà pari a 100.
Questa “opzione” dei bond li rende più appetibili dal punto di vista mentale del risparmiatore buy & hold rispetto alle azioni che ovviamente non hanno un prezzo di rimborso stabilito.
Tutto giusto? Non proprio. Infatti, se il prezzo di mercato di un bond è sotto (sopra) il prezzo d’acquisto, la differenza tra i due valori rappresenta il costo (guadagno) opportunità dovuto al fatto che l’investimento è portato fino a scadenza.
Immaginiamo che un bond con durata pari a 1 anno paghi il 2% di cedola alla fine del periodo d’investimento. Se il prezzo d’acquisto è pari al valore facciale, allora 1.000 euro diventeranno alla fine dell’anno 1.020. Nel caso in cui il tasso di interesse di mercato salisse improvvisamente al 5%, il prezzo del bond scenderà al valore di 971.43 euro.
Quindi un risparmiatore che vendesse a questo prezzo realizzerebbe una perdita di 28.57 euro.
La maggior parte dei risparmiatori che hanno comprato il titolo per tenerlo fino a scadenza non si preoccuperanno, dato che il prezzo di rimborso è 100, mentre coloro che hanno acquistato il bond per speculare sui movimenti di prezzo, avranno l’opzione di aspettare comunque fino a scadenza, recuperando così la perdita potenziale. Ma si tratta davvero di una perdita solo potenziale? Il fatto di non vendere cambia qualcosa?
Ciò che non è chiaro ai più è che quei 28.57 euro sono sempre il costo opportunità che si paga per detenere un bond al rendimento del 2% quando il tasso del mercato è salito al 5%.
Infatti, un tasso del 5% avrebbe trasformato quei 1.000 euro in 1.050 euro e non solo in 1.020. In questo caso, i 30 euro di differenza scontati al tasso del 5% portano un valore attuale di 28.57 euro.
Dunque il fatto di tenere il bond fino a scadenza non elimina il rischio di prezzo. Può aiutare i risparmiatori a “sopportare” le oscillazioni del prezzo di mercato, ma non cancella il costo opportunità legato al mancato guadagno dovuto all’aumento del tasso di interesse. D’altronde i bond a lungo termine incorporano un premio per il rischio che i tassi di interesse futuri siano maggiori di quelli attuali, per cui i risparmiatori che comprano obbligazioni con scadenza lontana dovrebbero essere consapevoli di tale rischio.
Questo non significa che l’investimento a lungo termine in obbligazioni sia sconsigliabile, solamente che porta ad un elevato rischio di mercato, che non può essere eliminato con la detenzione del bond fino a scadenza.
Anche coloro che effettuano il semplice buy & hold non sono immuni da questo rischio, al contrario di quanto sono tentati di credere. Purtroppo il prezzo di mercato dei bond rappresenta il vero valore delle obbligazioni e la crescita dei tassi di interesse può portare a pesanti costi opportunità che il risparmiatore deve capire e mettere in conto quando decide di investire in bond con scadenza molto lontana nel tempo. 

Nicola Zanella, 26 anni, e’ un ricercatore finanziario. Ha fondato il sito www.bondreali.it. I suoi interessi di ricerca sono: la teoria dei mercati efficienti, la finanza comportamentale, l’equity premium e l’equity premium puzzle, la prevedibilita’ delle serie azionarie, l’effetto di diversificazione temporale delle azioni, l’asset allocation e le obbligazioni indicizzate all’inflazione. Puo’ essere contattato all’indirizzo E-mail: n.zanella (c-h-i-o-c-c-i-o-l-a) aduc (p-u-n-t-o) it, oppure usando la form per le domande
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