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Spagna. Andalusia. Vescovi e Partido Popular respingono il disegno di legge sulla clonazione terapeutica
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Articolo di Rosa a Marca
25 ottobre 2006 14:16
 
In occasione dell'assemblea delle diocesi andaluse, i vescovi locali hanno espresso la loro contrarieta' al disegno di legge della Comunita' sulla clonazione terapeutica, "per i problemi etici che essa comporta". In un comunicato dedicano "speciale attenzione" al disegno di legge, approvato dalla Giunta andalusa il 12 settembre, che regolamenta la ricerca sulla riprogrammazione cellulare con finalita' terapeutiche. I vescovi ritengono necessario "ricordare alcuni principi fondamentali che tutelano il diritto alla vita di tutta la persona, dal concepimento alla morte naturale, e il dovere che compete a tutti di promuovere leggi giuste". Dicono che "di fronte ai problemi etici suscitati dal disegno di legge" si sentono obbligati a manifestare "preoccupazione e rifiuto" nei suoi confronti, anche se sono d'accordo "sulla necessita' di regolare la scienza al servizio dell'essere umano attraverso una legislazione che impedisca di lasciare alla scienza l'uso degli esseri umani finalizzati ad interessi riproduttivi, terapeutici o commerciali". Benche' considerino necessaria "la ricerca scientifica a favore dell'umanita'", i vescovi insistono sui "problemi etici suscitati dal disegno di legge", per cui occorre "seguire strade di sperimentazione che non attentino ai diritti inalienabili della persona". Per la Asamblea de Obispos del Sur, la cosiddetta "riprogrammazione cellulare per trasferimento nucleare" e' "un termine ampio, che fa riferimento a possibili tecniche di produzione di cellule staminali, e benche' in via di principio non tutte le tecniche siano da respingere, il disegno di legge e' usato per aprire la porta alla clonazione terapeutica, vale a dire, per produrre esseri umani clonati ai quali, tuttavia, s'impedira' di nascere, anzi gli si togliera' la vita utilizzandoli come materiale di sperimentazione scientifica per ricercare possibili e poco probabili terapie future". Per i vescovi il termine pre-embrione somatico e'"ambiguo" e mancante di fondamento scientifico; si vuole far intendere che non si tratti di un essere umano in fase embrionale bensi' di qualcosa che lo precede, quindi non meritevole di rispetto ne' titolare di una qualche forma di dignita'.
I vescovi affermano che la clonazione terapeutica "e' un attentato alla dignita', giacche' subordina l'essere umano clonato al malato, alimenta l'idea che sia lecito che alcune persone abbiano il dominio totale su altre, fino al punto di determinare la loro identita' biologica". E' qualcosa che "emula l'atto creativo per chiamare all'esistenza una persona che dovra' essere distrutta e usata come residuo biologico, da cui estrarre alcune cellule staminali; di fronte a cio' dobbiamo ricordare che nessun essere umano puo' essere strumentalizzato o utilizzato per ottenere il bene di un altro". Inoltre, sottolineano che "ricorrere alla finalita' terapeutica e' inadeguato e porta confusione nell'opinione pubblica giacche', in effetti, una tecnica e' terapeutica quando cura il paziente su cui viene applicata, pero' in questo caso e' evidente che la tecnica non produce un effetto terapuetico sull'embrione clonato, bensi', viceversa, l'embrione ottenuto verra' distrutto per ricavare cellule da applicare a terzi, essendo poi fraudolento presentare la clonazione come una tecnica capace di ottenere oggi risultati benefici in malattie incurabili." Altro grave problema proposto, a giudizio dei vescovi, e' "l'utilizzazione di ovuli umani per al ricerca", visto che per ottenerli si fa correre un grosso rischio alla donatrice, soggetta a un trattamento ormonale con possibili conseguenze per la sua salute, cui si somma un problema di dignita'. Infine, i vescovi andalusi si dicono favorevoli alla "ricerca con le cellule staminali adulte e l'utilizzo dei fondi pubblici per progetti che non comportino dubbi etici e che non aprano la porta alla disuguaglianza e all'ingiustizia".

E lo scorso 25 ottobre, il Partido Popular ha presentato al Parlamento andaluso un emendamento per respingere "preventivamente" l'intero progetto di legge che mira a regolamentare il trasferimento nucleare a scopo terapeutico. La contrarieta' del PP e' motivata dal fatto che la legge andalusa potrebbe entrare in rotta di collisione con la futura normativa statale, ancora in via di elaborazione. In piu' tiene conto della dura presa di posizione assunta la settimana scorsa dall'episcopato. Il Gruppo Popolare ricorda che "non sembra opportuno ne' raccomandabile affrontare in questo momento una questione certamente complessa", mentre e' necessario un coordinamento tra le varie Comunita' autonome e lo Stato. "Nessuno dubita dei possibili benefici terapeutici che potrebbero derivare dalla clonazione terapeutica, sicuramente promettenti", ma "la materia e' sommamente delicata, e da un uso indebito potrebbero derivare attivita' non desiderate come sarebbe la manipolazione a fini riproduttivi".
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