FABRIZIO
13 aprile 2007 00:00
Chi mi conosce di "penna" sa che non nutro simpatie per i "sinistri" attuali governanti.
Non sono però neppure così "catechizzato" dall'affermare che l'onda lunga di Berlusconi sia così lunga come altri vorrebbero far credere e dispensatrice di benessere all'infinito, specie dopo un anno di danni irreversibili causati dai prodi-vischi-schiopppi.
l'ho già scritto altre volte:
L'economia produttiva é atea, laica e apartitica.
La produzione industriale é un meccanismo complesso che risponde a delicati equilibri mondiali i quali, a loro volta, risentono spesso in maniera sensibile e a volte isterica dell'umore delle persone, cioé dei consumatori.
Un buon governo, liberale, positivo, non catigatore, può certo avere effetti benefici sull'umore dei consumatori e aiutare una economia che, ovviamente, deve però marciare innanzi tutto con le proprie gambe (per fortuna).
Peraltro, un governo ottuso, castigatore, oppressore per definizione e che vede ad ogni angolo un cittadino evasore da punire prima ancora di accertarne l'onesta, può avere effetti nefasti sui consumi e sullo sviluppo.
Se la gente sente odere di bruciato, la prima cosa che fa é di chiudere il borsellino e ritirarsi in trincea.
I consumi crollano e i mercati languiscono.
E se oggi il mercato italiano tira é comunque merito di un mercato mondiale che sta facendo faville.
E se in Italia tira comunque meno che negli altri paesi é perché l'italiano é stato comunque bastonato ed ha paura ad esporsi con le spese, viste le premesse !
Un governo che, a fronte di promesse di diminuire le tasse, fare dei cu---nei, esporre lenzuolate e amenità varie e che, alla prova dei fatti ha tolto qualche euro di ricariche permettendo però a comuni e regioni di abbattere la mannaia delle tasse "libere e a volontà" sul collo dei cittadini, non può certamente creare quall'ottimismo che invece sarebbe necessario ad espandere i consumi.
L'italiano, in fondo in fondo, é un buon diavolo, timoroso, giudizioso ma sopratutto con buona memoria.
Spero solo che la buona memoria duri abbastanza, almeno sino alle prossime elezioni.
POPOLOBUE
13 aprile 2007 00:00
VANNA M. E´ UNA DILETTANTE RISPETTO a ROMANO detto ER MORTADELLA!<b>CATTOBUGIARDO</b>
GIURATO
14 aprile 2007 00:00
PRIMO PREMIO EXAEQUO a VANNA m. ROMANO p.<b>ENTRAMBI CONTABALLE!!!!</b>
disilluso
15 aprile 2007 00:00
se la domenica andate a Porteportese, ci potrete trovare ancora i banchetti del gioco delle tre carte; IL BELLO E' CHE C'E' ANCORA QUALQUNO CHE SI FA FREGARE!
PINOCCHIO-ROMANO
15 aprile 2007 00:00
a Genova chiudono panettieri per omesso scontrino di euro 5.....poi vai in zona ACQUARIO e non riesci a camminare causa LENZUOLATE di MERCE dei VuCumpra'(povera gente...pero'dannosissima per la nostra economia...ISTIGANO ALL'EVASIONE i COMMERCIANTI!!!!!!!!!!!!!!!!!!)che vendono di TUTTO CONTRAFFATTO e di CONTROLLI NEPPURE L'OMBRA.....FORSE SONO I RIFONDAROLI CHE LI PROTEGGONO??
Nazione di FIGLI&FIGLIASTRI.....e per noi dipendenti <b>NESSUN MIGLIORAMENTO CON PRODI SOLO GRANDI BUGIE BALLE SCOOP ANTI BERLUSCONI FALSI.......</b>
stefano rollero
15 aprile 2007 00:00
Gli stipendi italiani sono i più bassi d’Europa.
Le retribuzioni dei grandi manager e dei parlamentari sono le più alte d’Europa.
L’Eurispes ha reso pubblico un dato sconvolgente sui salari italiani. In pochi anni sono diventati i più bassi d’Europa e, vista la dinamica degli aumenti, possono ancora andare peggio.
Negli stessi giorni sono state rese pubbliche le retribuzioni da sogno dei principali manager italiani. Ognuno di loro prende in un anno l’equivalente di quello che ricevono molte centinaia di lavoratrici e lavoratori normali.
Sono stati da poco resi pubblici anche i confronti tra gli stipendi dei parlamentari italiani e quelli dei loro colleghi dei principali paesi europei: bene, in questa classifica l’Italia è in testa.
Ciò nonostante la Banca d’Italia continua a parlare di moderare l’aumento degli stipendi e la Confindustria chiede ulteriori sacrifici ai lavoratori sullo stato sociale e sui loro diritti.
Per quanto tempo ancora andranno avanti queste ingiustizie? Questo mondo rovesciato, nel quale il lavoro e il suo valore non viene considerato?
E' inaccettabile una situazione che non premia il lavoro, in più prevede tagli alle pensioni, ai diritti, ai servizi sociali. Nulla giustifica la continuazione di una politica che ha portato i salari italiani a sprofondare e a portarci ai margini dell' Europa, se non l’arroganza e la sfacciataggine di ricchezze prive di qualsiasi giustificazione.
Un’indagine della Caritas torinese stabilisce in 100 mila i poveri a Torino. Mi è sembrato un dato impressionante: in una città come Torino, che è al di sotto di un milione di abitanti, 100 mila persone sono una città nella città. Poi mi ha fatto riflettere la descrizione di questa povertà, che non si esaurisce con i cosiddetti senza fissa dimora, ma che sta assumendo sempre più una connotazione “grigia”, propria di quanti, ad esempio, famiglie che sono costretti a vivere con circa 1000,00 euro al mese, i pensionati che hanno lavorato tutta una vita e non ce la fanno più ad arrivare alla fine del mese, o chi ha perso il lavoro ma è troppo anziano per reinserirsi nel circuito lavorativo – oppure di quanti un lavoro lo stanno cercando e non lo trovano, specialmente i giovani condannati alla precarietà.
«Una riduzione di tasse deve arrivare anche «per i salariati e pensionati non solo per le imprese». Lo ha detto il presidente del Senato Franco Marini al forum di Confcommercio a Cernobbio, il 18 Marzo 2007, «Le riduzioni per le imprese e per le famiglie devono andare di pari passo, bisogna far camminare le due cose insieme». Secondo il presidente del Senato una parte dell’extragettito entrato nelle casse dello Stato deve dunque andare nella direzione di una riduzione della pressione fiscale delle famiglie per riavviare il ciclo della domanda interna e dei consumi.
UNA LETTERE AL CORRIERE DELLA SERA CHE BEN FARA' SPERARE.............(vedremo......)
Il presidente del consiglio Romano Prodi vuole destinare il 66% del tesoretto ai lavoratori, ai pensionati, ai disoccupati e alle famiglie che non riescono ad arrivare alla fine del mese. Il restante 33% andrà alle imprese e alle politiche per la crescita, lo sviluppo e gli investimenti in infrastrutture. Lo scrive lo stesso Prodi in una lettera al 'Corriere della Sera'. Prodi dichiara che non ci sarà "nessuna concessione ai calendari elettorali", anche se il premier ha "più volte ricevuto forti e comprensibili inviti perchè le eventuali decisioni possano entrare in vigore prima delle elezioni amministrative. Ma credo che questo sia incompatibile con il nostro programma elettorale, dedicata ad impiegare tutti i cinque anni della legislatura per risanare le finanze pubbliche e rilanciare con forza la nostra economia".
Sulla destinazione del tesoretto Prodi afferma testualmente: "Due di queste tre parti (il 66%) andranno, in diverse forme, a favore di chi, lavoratore, pensionato o disoccupato, affronta con maggiore difficoltà il cammino della propria esistenza. Troppe sono le persone che non riescono ad arrivare alla fine del mese e troppe sono le famiglie che non riescono a costruire un futuro per i propri figli. E a loro va il primo e più corposo pensiero. Il restante terzo (33%) - continua Prodi - andrà alle imprese e alle politiche per la crescita, lo sviluppo e gli investimenti in infrastrutture di una economia che si sta risanando ma che ha ancora bisogno di stimoli e di incentivi, soprattutto alla ricerca, all'innovazione e al rilancio delle risorse umane.
Stimoli e incentivi che si sommano al forte aiuto della riduzione delle tasse sul lavoro che comincerà a produrre i propri effetti già dal 1 luglio di quest'anno". Prodi preferisce chiamare il tesoretto: "La meritata 'ricompensa' di quanto fatto dai cittadini, dai lavoratori e dalle imprese in questi primi 11 mesi di legislatura
sostenere la ripresa del paese e alleviare alcune tra le maggiori ingiustizie che pesano sulla nostra società, una società che oggi tenta di ricucire i danni del passato Governo di centro-destra in cui si erano rotti tutti i vincoli di solidarietà; i lavoratori hanno diritto di partecipare ai vantaggi del recupero di competitività.
pignolino pisellino
16 aprile 2007 00:00
popolobue, posso permettermi?
bugiardo, condivido senz'altro...
ma catto?... sicuro?... quelli so' furbi!
FELICE
16 aprile 2007 00:00
SONO FELICE APPRENDERE CHE TUTTI GLI ITALIANI SOTTO IL GOVERNO BERLUSCONI NON ARRIVAVANO A FINE MESE CONTRAENDO PERSINO I CONSUMI DI LATTE PER I PROPRI BIMBI(ERA SOLO PROPAGANDA????COME IL FAMOSO CARBURANTE PER LE AUTO DELLE FORZE DELL'ORDINE?????)ORA HANNO SUPERATO BRILLANTEMENTE QUESTE DIFFICOLTA'CON IL GOVERNICCHIO PRODI,BRINDANO A CHAMPAGNE COME FECE LUI AL SUO COMPLEANNO LOSCORSOANNO CON TANTO DI FOTO CHE EVIDENZIAVA NOTA MARCA FRANCESE!!!!...NON CON SPUMANTE ITALIANO....EVVIVA EVVIVA EVVIVA.. SIAMO TUTTI PIU'FELICI CON STIPENDI PIU'MAGRI......POPOLO BUE!!!!!!!
salumiere
16 aprile 2007 00:00
non batto scontrino su vendita di MORTADELLA.....la REGALO