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Daniele Ciampi 24 luglio 2009 00:00
Come potete paragonare il mercato del Chianti Classico a quello del petrolio?

Qui abbiamo dei costi di produzione (>180€/ql) che sono già superiori ai prezzi che offrono i soliti, pochi compratori dello sfuso (150€, ma qualcuno sta già approfittando della crisi per accaparrarsi il prodotto a 120€).

Qualsiasi variazione dei prezzi dello sfuso non ha mai riguardato il consumatore finale. Andate a guardare ciò che è successo sui mercati negli ultimi venti anni: cicli con prezzi dello sfuso alti e poi bassi, ma il prezzo alla bottiglia non è mai stato influenzato da questo. Quello che il Consorzio sta cercando di fare e di proteggere e salvare le aziende che producono Chianti Classico per venderlo principalmente a quella decina di grossi acquirenti e imbottigliatori.
Impedire questa protezione significa fare ancora una volta il gioco dei grandi imbottigliatori e mandare in malora i coltivatori.

Ma è possibile che debbano sempre essere gli agricoltori a prenderla in tasca e a pagare i conti degli altri? E adesso vi ci mettete anche voi! Andiamo bene...

Cercate di capire che non siamo di fronte ad una normale concorrenza né ad una possibile turbativa di mercato, perché "questo" mercato è pilotato da una sola decina di compratori. Sono loro che hanno in mano il mercato dello sfuso, e noi abbiamo sempre dovuto assoggettarci. Se non lo avete capito, fatevelo spiegare bene prima di intraprendere azioni su argomenti che non conoscete alla perfezione.

Volete proprio fare qualcosa con l'antitrust? Evitate che quei compratori non facciano cartello per strozzare i piccoli coltivatori.

Cordiali saluti
EH NO! 27 luglio 2009 00:00
Caro Ciampi,
non mi venire a dire che gli agricoltori pagano i conti degli altri!

Per gli agricoltori, in pratica, il rischio di impresa non esiste: hanno i rimborsi per la maggior parte degli eventi "straordinari" (grandine...) e sono sotto l'ombrello della PEC.

Se i compratori fanno cartello, beh, organizzatevi per creare nuove vie distributive.

Come fanno gli altri imprenditori, senza fare "chiagni e fotti".
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