Antonio_Calosci
05 maggio 2012 01:02
Mi spiace, ma lei parte da presupposti completamente errati!
Lei non può paragonare uno STUDENTE UNIVERSITARIO "non frequentante" con un candidato privatista!
Lo STUDENTE UNIVERSITARIO è pur sempre un ISCRITTO, cosa che non è un "privatista".
Il candidato privatista era previsto nel SOPPRESSO ORDINAMENTO DIDATTICO.
La legge TUTELA chi è ISCRITTO e quindi GIURIDICAMENTE ESISTE consentendo al GIÀ ISCRITTO di poter terminare con l'ordinamento che aveva iniziato a FREQUENTARE.
Il "privatista" GIURIDICAMENTE non è uno STUDENTE.
Infatti, cito un solo esempio ma potrei citeree infiniti, un orfano di un lavoratore riceve la PENSIONE DI REVERSIBILITÀ solo se è minorenne o, se MAGGIORENNE (con il limite massimo di 26 anni), deve essere uno STUDENTE. Lo Stato GIURIDICO DI STUDENTE deve essere certificato presentando il CERTIFICATO DI ISCRIZIONE E FREQUENZA presso una scuola/università pubblica o legalmente riconosciuta (pareggiata alle corrispondenti statali).
La legge 508/99 è del 16 dicembre 1999 (in vigore dal 20 gennaio 2000).
Il DPR 212/05 è in vigore dal 2 novembre 2005.
I DM 90 e 124 rispettivamente del 3 luglio 2009 e del 30 settembre 2009 sono anche essi operativi da tempo.
I privatisti hanno avuto un mucchio di tempo per correre ai ripari ISCRIVENDOSI.
I Conservatori rilasciano titoli equipollenti alle lauree universitarie (il vecchio e soppresso ordinamento è laurea di I livello L. 268/02 art. 6).
Lei che è avvocato per laurearsi e sostenere gli esami del suo corso di laurea DOVETTE ISCRIVERSI.
Da privatista non avrebbe potuto fare nulla!
Lei lavora presso lo ADUC e dovrebbe anche dare consigli NEL SENSO DELLA LEGGE, non assecondare chi la legge la calpesta per ignoranza o per INTERESSE PRIVATO.
Si perché il privatista per un insegnante privato è una bella VACCA da mungere!
Signor consulente Francesca del Giudice per non fare figuracce prima si studi bene le leggi dello Stato.
Dott. Prof. Antonio Calosci
Professore di Violino presso Conservatorio di Pesaro
Direttivo Nazionale Unione Artisti UNAMS
Per dimostrare
FillMess
05 maggio 2012 01:28
Ottima e articolata la risposta del Prof. Antonio Calosci.
Voorei aggiungere che per essere studenti non basta studiare, ma occorre ISCRIVERSI ad una scuola o università statale o parificata.
Come detto al Prof. Calosci si tratta di STATO GIURIDICO.
Segnalo anche che sono stati presentati molti esposti a varie Procure direttamente a tramite la Guardia di Finanza aventi per oggetto la verifica della LEGALITÀ (e se il caso l'annullamento) dei titoli di studio rilasciati a privatisti dal 2011 (a regolamenti della L. 508/99 pienamente operativi).
Una Istituzione Statale non può rilasciare titoli di studio di SOPPRESSI ORDINAMENTI che restano in vigore ad esaurimento per gli aventi diritto perché STUDENTI GIÀ ISCRITTI ALLA DATA DI ENTRATA IN VIGORE DEI REGOLAMENTI DIDATTICI (DPR 212/05, art. 12 - norme transitorie - comma 2).
Gentile Avvocato ribadisco quello che le ha scritto il Dott. Antonio Calosci: legga con più attenzione LEGGI, DPR E DM prima di dare fiato alle trombe!
Dott. Avv. Filippo Messina
Egregio Prof. Calosci,
mi sento in dovere di rispondere alle Sue affermazioni, sentendomi chiamata personalmente in causa.
Sono una studentessa privatista quasi alla fine del proprio percorso di studi; dico “quasi” perché sulla carta mi mancherebbero due esami del previgente ordinamento.
Sono consapevole del fatto che in nessun’altra Università italiana sia stata data la possibilità, come nei Conservatori, di poter sostenere degli esami ai privatisti. Sono consapevole anche che uno studente privatista non è da paragonare, almeno giuridicamente, ad uno studente iscritto ad una Università e non frequentante. Ma se nei Conservatori, fino a poco tempo fa, si dava questa possibilità, perché sprecarla?
Parlando della mia esperienza, ho scelto di studiare da privatista perché, all’età di 19 anni, sono stata scartata perché troppo vecchia e perché, al momento del mio tentativo, avrebbero ammesso un numero veramente limitato di persone. Lei potrebbe essere un sostenitore dei talenti precoci, presumo, e quindi potrebbe domandarsi come mai ho provato ad entrare al Conservatorio alla veneranda età di 19 anni. Semplicemente perché ho cominciato a suonare relativamente tardi, non provenendo da una famiglia di musicisti e non avendo avuto prima alcuna ispirazione a riguardo. C’è qualcosa di male? La musica è forse qualcosa di esclusivo per alcune persone soltanto? Stia tranquillo, se mai dovessi terminare il mio percorso di studi, non ruberò il lavoro a nessun “talento precoce”, in quanto, teoricamente, anche la musica dovrebbe essere meritocratica ed avvantaggiare i più bravi.
La domanda che potrebbe farsi ora è: perché non ci ho riprovato? Ero troppo vecchia e, ai tempi, non potevo prospettare neanche di entrare ad un triennio, perché non sarei stata in grado di sostenere l’esame di ammissione. In più, ho cominciato a lavorare, e gli orari non mi permettevano di garantire una presenza costante alle eventuali lezioni che avrei potuto frequentare; aggiungo anche che il Conservatorio non era proprio dietro casa, e quindi sarei stata impossibilitata a conciliare lavoro e frequenza alle lezioni.
Capisce dunque che l’iscrizione per cui abbiamo avuto “un mucchio di tempo”, in certi casi diventava veramente difficoltosa, e quindi molte persone hanno approfittato di questa opportunità, accettando chiaramente tutte le conseguenze che ne derivavano. Non per vittimismo elenco che i privatisti: sono interessati al coltivare lo studio della musica tanto quanto gli studenti interni iscritti, altrimenti non si metterebbero neanche in gioco; studiano tanto quanto i Vostri studenti interni, e se non accade, i professori possono bocciarli allo stesso modo; spendono soldi non solo per gli esami, ma anche per cercare di avere un’accurata preparazione per potersi presentare agli esami ed essere allo stesso livello degli studenti iscritti (che splendide vacche che siamo!).
Nelle Sue parole percepisco, oltre a riferimenti a norme giuridiche, una sorta di avversione verso i privatisti. Quello che chiediamo noi non è sopprimere l’attuale riforma vigente, bensì di poter terminare il nostro percorso. Le sembra così strano? Qui non si tratta solo del mio personale interesse, ma del bene di tanti ragazzi e ragazze che fino ad ora hanno avuto l’unica colpa di non essersi iscritti ad un Conservatorio, per svariati motivi che sopra ho elencato. Non ha senso troncare a metà o, peggio ancora, quasi al traguardo, un percorso ormai iniziato con studio, sacrifici e dispendio di denaro; questa riforma avrebbe dovuto darci la possibilità di terminare. Fissare un limite: entro l’anno “x” tutti i privatisti devono terminare. Tutti i Conservatori italiani ci hanno sopportato fino ad ora… potrebbero fare lo sforzo per qualche annetto ancora, o sbaglio? Almeno fino a quando anche gli studenti interni potranno continuare.
Non starò qui a quantificare quanto ho “speso” in studio, denaro e dedizione per dedicarmi alla musica che, a prescindere dal discorso del diploma, è il mio principale interesse; voglio solo che arrivi il messaggio di migliaia di persone che non chiedono altro di terminare un percorso iniziato e portato avanti con convinzione, dedizione e sacrificio, al pari dei Vostri studenti iscritti.
Arrivederci.
Sergio_Caldiero
05 maggio 2012 19:30
Ho letto con interesse quest’ articolo e non posso esimermi dal condividerne i contenuti e dal fare alcune considerazioni.
La musica è la lingua universale per eccellenza. Il mezzo di comunicazione più potente mai esistito. Ebbene quando si decide, per la valorizzare la didattica, per ottimizzare le risorse e le strutture dello Stato, di mettere mano ad un settore importante come questo lo si dovrebbe fare con serietà e cognizione di causa.
Tutti abbiamo visto quali sono stati gli effetti della riforma “Gelmini”. Senza scendere nei dettagli e nei tecnicismi legali basta osservare quanti “esodati” ha prodotto. Migliaia di docenti precari che da un giorno all’altro hanno visto svanire il sogno di poter fare il loro lavoro. Persone titolate che a 40-50-60 anni si devono reinventare una vita lavorativa.
Stesso discorso nel settore previdenziale, in nome del ripianamento del debito pubblico si interviene con la scure in un settore nevralgico e si sono prodotti migliaia di “esodati” i quali dovranno anche loro reinventarsi una vita in età matura.
Ora arriviamo anche a loro, gli “esodati” del diritto allo studio, i musicisti. Ebbene, non entrando nello specifico normativo, si rileva chiaramente un’errata interpretazione delle norme. Non c’è norma che vieti ai privatisti di fare esami del vecchio ordinamento. Certo ognuno cerca, anche legittimamente, di fare l’interesse per la propria categoria o partito o sindacato ma non possiamo giocare con le scelte di vita di ragazzi che hanno programmato il proprio futuro. Non possiamo stare a discutere se il privatista dei conservatori può o non può essere considerato uno studente.
Quando un giovane, da interno o da privatista, impegna il suo lavoro per raggiungere un obbiettivo ed è prossimo al conseguimento di un titolo non gli si può sbarrare la strada! Si deve assolutamente consentire il completamento degli studi. Attualmente un privatista che si appresta a sostenere l’esame finale di diploma è impedito da norme mal interpretate dai vertici AFAM e dagli stessi conservatori. Non si può, in virtù di una mera convenienza economica, imporre ad un diplomando privatista vecchio ordinamento, ad un passo dall’esame finale, di iscriversi e fare altri 5 anni.
Non c’è logica o Legge che possa ritenersi giusta a fronte di una tale ingiustizia.
Auspicando, al pari dell’autore, un intervento delle istituzioni colgo l’occasione per complimentarmi con la redazione!
dott. ing. Sergio Caldiero
Antonio_Calosci
05 maggio 2012 20:16
Gentile, quanto anonima, "
[email protected]",
Devo precisare alcune cose circa la sua lacrimevole lettera.
Primo non ho nulla contro i privatisti in quanto tali.
Però sono per il RISPETTO DELLE LEGGI VIGENTI.
La legge del 1999, non di ieri e neppure di ieri l'altro!, di ben 13 anni fa!
È chiara!
Quello che lei sta vivendo oggi doveva essere già accaduto da molti anni.
Invece grazie a ritardi nella applicazione delle norme regolamentari il privatista ha potuto continuare ad esistere.
Ora la LEGGE ha SOPPRESSO in vecchio ordinamento che non esiste più (se non per gli STUDENTI già iscritti al momento dell'emanazione dei regolamenti didattici).
Se il privatista non è più previsto non è perché sia vietato, ma perché non esiste più l'ORDINAMENTO DIDATTICO che lo prevedeva.
La LEGGE è chiara. Solo chi era GIURIDICAMENTE STUDENTE al momento della soppressione del vecchio ordinamento manteneva IL DIRITTO di proseguire.
Lei come privatista non è GIURIDICAMENTE una studentessa e quindi non ha nessun diritto.
Non a caso in Parlamento tentarono di far passare l'assurdo emendamento che il privatista poteva esistere fino al 2018 col risultato che «chi troppo vuole nulla stringe».
Proprio io ho scritto e fatto presentare un emendamento che consente a chi ha conseguito il compimento che dà accesso al corso superiore /IX e X per strumento decennale e VI e VII per strumenti settennali) potrà ISCRIVERSI al vecchio ordinamento entro 30 giorni dalla approvazione della LEGGE.
Ma il DDL c4822 deve prima diventare LEGGE.
Mi stupisce anche un'altra cosa leggendo la sua lettera.
A 19, per entrare in conservatorio si è vecchi per entrare cominciando da ZERO a degli strumenti (eccezione fanno contrabbasso e canto).
Se è davvero così indietro negli studi prosegua privatamente come ha fatto e quando sarà in grado di accedere al trienni sostenga l'esame di ammissione.
Se invece non è così indietro poteva iscriversi anche solo un anno fa.
Se era a livello di V corso, per uno strumento come pianoforte o violino, 19 anni non sono età da VECCHI. Sapesse quanti ne entravano con quel livello anche ad età ben maggiori!
Probabilmente la hanno mal consigliata per carpirle quei soldi che ha speso /lo dice lei stessa «"Non starò qui a quantificare quanto ho “speso”»).
Mi spiace, ma quello che stava per accadere lo si sapeva da molto tempo.
L'italica abitudine di cercare a babbo morto sanatorie, scappatoie e sotterfugi è dura a morire.
C'è una legge, tra l'altro in vogare dal 20 gennaio 2000, che è andata in APPLICAZIONE un anno fa.
È fatto obbligo a tutti di rispettarla e farla rispettare!
questo recita, come ogni altra legge dello Stato, nelle sue ultime righe!
Odissea1978
05 maggio 2012 20:34
Mah rimango basito dalla spietatezza di quest' intervento, si evince che il Signore in questione non abbia dei figli o piu' probabilmente sia poco sensibile ai giovani..
Io sono una persona comune ma mi stupisce enormemente vedere con quanta cattiveria lei dipendente pubblico si accanisca contro la ragazza che ha solo cercato di dare una spiegazione alla cosa e forse pensava che lei da gentil'uomo potesse dare una risposta anziche' accanirsi come un' avvoltoio su di un cadavere.
Il suo atteggiamento e' del tutto ingiustificato, a domanda e' lecito rispondere e questo da dipendente pubblico lei dovrebbe tenerlo in considerazione Egregio Signore non lo dimentichi.
Un Dipendente Pubblico.
Silvia_1983
05 maggio 2012 21:19
Egregio Prof. Calosci,
spero non me ne voglia se non aggiungo anche il titolo di Dottore, sa di ridondante.
Lei è molto preparato in materia privatisti, non lo si può negare: del resto, ricoprendo un ruolo di rilievo all'interno di un'organizzazione sindacale importante quale è quella dell'UNAMS, non me ne stupisco.
Debbo però, altresì, farle presente che nella sua esposizione vi sono dei piccoli vizi che compromettono l'efficacia delle argomentazioni a favore della sua tesi, nonché delle inesattezze che, a mio modesto avviso, andrebbero corrette.
Lei si sofferma a lungo sullo stato giuridico della figura del privatista: fa bene, il nocciolo della questione è proprio questo! E però v'è una pericolosa deriva nel suo ostinato ragionamento: lei confonde lo stato giuridico con quello ontologico! Parlare di "esistenza" del privatista, mi scusi, è quantomeno ridicolo, sempre che si voglia discutere partendo dalle leggi, come mi pare sia sua intenzione fare. Dovrebbe sapere, meglio di me, che la figura del privatista, legalmente, e giuridicamente, è prevista sin da quando è nato lo statuto dei conservatori italiani. Quindi questa figura c'è, e non si può negarlo con supponenza. E i privatisti, dato che, con o senza la sua approvazione, fino all'anno passato, sono stati accolti nelle sessioni d'esame, esistono, c'è poco da fare. Posto che una serie di lungaggini burocratiche e politiche hanno rallentato la messa in atto della riforma, prescindere dall'esistenza di questa tipologia di studente, la quale abbiamo poco sopra dimostrato, è ottuso e controproducente. Lei, a quanto mi è dato di capire, sostiene che il tempo per iscriversi ai corsi V.O., per i privatisti, c'è stato: ha ragione! E però c'è un difetto di fondo nella catena inferenziale che propone, lei tralascia un particolare che particolare non è, tanta importanza riveste: se fino all'anno trascorso sono stati ammessi agli esami di compimento candidati privatisti, significa che lo Stato ha garantito, tacitamente, che il percorso di studi di quei candidati si sarebbe potuto portare a termine. Allora le cose sono due: o si consente, tramite proroga, fissando un limite ultimo, di terminare un certo cursus nello stesso identico modo in cui è stato consentito che si iniziasse, o si modificano i criteri di ammissioni ai N.O. rivedendo il riconoscimento di crediti a favore degli studenti V.O.
Mi rendo conto che lei abbia combattuto per questa riforma che, a lungo termine, spero ponga fine alle tante ingiustizie a cui io come tanti altri è toccato assistere (insegnanti di conservatorio latitanti e impreparati, gente completamente priva di talento e professionalità con cattedre da destinare a solisti consumati, burocrati spacciati per musicisti di razza, discriminazioni in sede d'esame di ogni tipo). Mi rendo conto di questo. L'errore non è del privatista, non è dei Conservatori: l'errore sta nel non aver fornito normative univoche e chiare per tutti. Non c'è autonomia statuaria che tenga di fronte a questioni simili. Se si vuole equiparare l'Istituzione Musicale all'Università occorre farlo, ma con tutti i crismi del caso. E con cognizione di causa. Qui mi pare che finora ce ne sia stata davvero poca.
Antonio_Calosci
06 maggio 2012 01:07
Lei non si firma con il termine dottore... poco male!
Educazione vorrebbe che almeno si firmasse con nome e cognome!
Detto questo passo a risponderle.
La legge non tiene conto di cognizioni ontologiche o metafisiche, ma si limita, molto più terra terra, a ciò che è GIURIDICO.
Che c'entra lo statuto? Forse intendeva gli ORDINAMENTI DIDATTICI.
I Conservatori hanno sempre accettato candidati privatisti non per TRADIZIONE, ma perché l'ORDINAMENTO DIDATTICO che esisteva prima della piena entrata in vigore della riforma prevedeva tale figura.
Per la cronaca ci sono da sempre corsi che non hanno mai previsto la figura del privatista (Musica Elettronica, Jazz, Clavicembalo, Didattica, ecc...). Questo significa che la figura del privatista non era per TRADIZIONE ma per previsione dell'ORDINAMENTO DIDATTICO vigente!
Giuridicamente il privatista non è MAI esistito. Egli esisteva solo nel preciso momento in cui si presentava quale "candidato privatista" ad un esame per il quale era prevista la figura del CANDIDATO privatista.
La legge di riforma e i suoi DPR applicativi hanno previsto l'immediata cessazione del vecchio ordinamento in favore dei nuovi ordinamenti.
Infatti il DPR 212 entrato in vigore i 2 novembre 2005 all'art. 3 indica in modo perentori quali sono i corsi e i titoli che i conservatori possono rilasciare.
Tra questi NON COMPAIONO più né il vecchio ordinamento né i relativi titoli.
La legge 508/99 all'art. 7 testualmente recita:
"I regolamenti didattici delle istituzioni di cui all'articolo 1 disciplinano le modalità per il passaggio degli STUDENTI ai nuovi ordinamenti didattici, ferma restando la possibilità per gli stessi di completare i corsi iniziati."
Come vede parla:
A) di STUDENTI ovvero coloro che godono dello STATO GIURIDICO di studente;
B) possibilità per gli STUDENTI di completare i CORSI INIZIATI.
Corsi iniziati significa averli frequentati perché iscritti. Il privatista non ha mai seguito corsi di alcun genere.
Il DPR 212/05 è ancora più esplicito:
Infatti l'art. 12, comma 2 testualmente recita:
"Le istituzioni assicurano la conclusione dei corsi e il rilascio dei relativi titoli, secondo gli ordinamenti didattici vigenti, agli STUDENTI GIÀ ISCRITTI alla data di entrata in vigore dei nuovi ordinamenti didattici e disciplinano altresì la facolta' per gli studenti di optare per l'iscrizione a corsi dei nuovi ordinamenti. Ai fini dell'opzione le istituzioni riformulano, in termini di crediti, gli ordinamenti didattici vigenti e le carriere degli studenti già iscritti."
Come vede la LEGGE è perentoria e oltre modo chiara ed UNIVOCA.
Questo significa che il vecchio ordinamento esiste ancora solo per gli aventi diritto (STUDENTI GIÀ ISCRITTI) e te chiunque altro non esiste più.
I Conservatori, fino a quando il vecchio ordinamento è esistito, non potevano esimersi dall'accettare candidati privatisti a qualunque esame.
Ovviamente noi professori di Conservatorio (almeno nella commissioni ove sono stato commissario interno o esterno) ad ogni esame abbiamo sempre detto: "iscrivetevi altrimenti non potrete terminare".
Cosa lasciata sempre lettera morta.
Ora ne pagheranno lo scotto!
La legge consente, basta leggersi i regolamenti didattici interni approvati dal MIUR, di riconoscere come crediti gli esami sostenuti del vecchio ordinamento anche chi deciderà di iscriversi al triennio.
D'altronde tutti sapevano, ma seguendo l'italica moda di non curarsi delle leggi sperando in successive sanatorie o condoni hanno preferito rischiare!
Poi i nodi arrivano al pettine e.. è storia di questi giorni!
Mi spiace ma la legge c'è e deve essere rispettata.
Infatti i conservatori non accettano più privatisti perché il vecchio ordinamento non esiste più.
Per il resto, o anonima scrittrice, le sue sono solo chiacchiere.
Romantiche quanto si vuole, ma senza alcun fondamento GIURIDICO.
Le Istituzioni e noi PUBBLICI UFFICIALI siamo tutti obbligati e rispettare le LEGGI.
Dott. Prof. Antonio Calosci
Professore di Violino presso Conservatorio di Pesaro
Direttivo Nazionale Unione Artisti UNAMS
P.S.
Rispondo brevemente anche all'altro ANONIMO (Odissea1978).
Ho due figli. Uno fa il musicista ed è violinista. Studiava con me. Poi, sapendo gli effetti della legge, l'ho fatto iscrivere in Conservatorio.
Come PUBBLICO DIPENDENTE e quindi come PUBBLICO UFFICIALE rispondo dicendo come realmente stanno le cose.
Comprendo che non facciano piacere, ma è inutile dare speranze quando non ci sono soprattutto dopo che volutamente, o mal consigliati da insegnanti privati che non volevano perdere la vacca da mungere, si sono persi tutti i treni della ultim'ora!
Paolo_84
06 maggio 2012 01:38
Eg. Prof. Dottor Antonio Calosci, secondo me lei sta esagerando!
Per citarla:
"che non volevano perdere la VACCA da mungere"
Da persona, da studente, da insegnante e da STUDENTE privatista, mi sento profondamente oltraggiato e DIFFAMATO dalla sua affermazione, la invito pertanto a scusarsi pubblicamente, e se proprio desidera continuare a commentare, ad utilizzare toni più consoni e civili !
Silvia_1983
06 maggio 2012 02:04
Caro Calosci,
mi dispiace doverla informare che la sottoscritta può fregiarsi del titolo di Dottoressa, dato che possiede una laurea in Filosofia cum laude.
Premessa doverosa, dato che mi ha dato della maleducata. Non chiederebbero un nickname se fosse obbligatorio presentarsi con nome e cognome, non trova?
Posto ciò, mi domando cosa lei trovi di romantico nel mio intervento!
Peraltro, quando ho discusso circa la confusione argomentativa della sua esposizione, mi riferivo chiaramente non alle leggi, ma ai suoi interventi. Noto però una certa strafottenza nel suo modo di interloquire, non vedo margine di intesa nè di dialogo.
Cordialità.
Antonio_Calosci
06 maggio 2012 02:04
Non ho nessun motivo per scusarmi, e soprattutto con chi non si firma.
Ho detto che molti insegnanti privati vedono i priori allievi come vere e proprie VACCHE DA MUNGERE e lo ribadisco nuovamente.
Un insegnante serio avrebbe consigliato ai propri allievi privati di iscriversi soprattutto se arrivato in vista del diploma per consentire loro di terminare col vecchio ordinamento.
Per cui non solo non mi scuso ma lancio pesanti accuse verso chi come lei si definisce STUDENTE PRIVATISTA cosa che non è mai esistita nei nostri ordinamenti almeno giuridicamente!
Comunque la discussione è diventata inutile.
La legge la conoscete e la conoscevate, gli effetti pure.
Chi è causa del proprio male non pianga se stesso!
Paolo_84
06 maggio 2012 02:13
Per prima cosa, sui forum e varie si utilizzano i nickname per ovvie ragioni ( e non sono dunque tenuto a dirle il mio nome e cognome.)
Per seconda, secondo me e credo secondo tutti, ci sono delle ottime ragioni per cui lei dovrebbe scusarsi pubblicamente.
Per terza e concludo, lo status giuridico di Studente ce l'ho per Decreto Luogotenenziale 5 maggio 1918 n. 1852 ( che lei dovrebbe conoscere molto bene ) !
La saluto
Paolo.
Antonio_Calosci
06 maggio 2012 02:17
Per Silvia_1983
Perché, anonima interlocutrice, dovrei dispiacermi della sua laurea cum laude? ne sono felice per lei.
Le ho dato della maleducata non perché dottoressa, ma perché non ha il coraggio di firmarsi e nascondersi dietro l'anonimato!
Certo è consentito, ma dal mio punto di vista non è educato!
Lei nota strafottenza? Io noto precisione nella esposizione delle leggi il resto è solo accademia!
Per chiudere quale dialogo vorrebbe? Come può pensare che si abbia voglia di dialogare con chi, non avendo argomenti, se ne esce con i soliti luoghi comuni sparando nel mucchio (insegnanti latitanti, impreparati, privi di talento e professionalità....).
Prof. Calosci,
mi scusi se mi permetto di dire che, probabilmente, non ha capito il punto della questione da me esposta. Lei continua ad insistere sull’iscrizione: io, e come me credo quasi tutti gli altri, lavoro a tempo pieno per esigenze personali, dunque la strada del privatista è attualmente l’unica a disposizione.
A 19 anni non ero a livello ZERO, ero a livello “non da triennio”, e non mi dica che adesso potrei fare l’esame di ammissione, altrimenti la rimanderei alle righe precedenti. Secondo lei non ero troppo vecchia, probabilmente per tanti altri professori invece è il contrario. Ho amici e conoscenti nella mia stessa identica situazione, persone già a livello di 3° - 4° anno V.O. scartate per l’età, perché si preferiva scegliere ragazzini più giovani.
Sarà che ho frequentato le persone sbagliate, ma 13 anni fa avevo 9 anni e non conoscevo la legge in merito alla questione; nel corso degli anni, i miei professori non mi hanno mai ostacolata sulla scelta che avevo fatto, e non perché fossero persone disoneste in cerca di soldi (anche perché sarei andata a lezione a prescindere dagli esami). Le vorrei fare presente che ho provato a contattare negli ultimi due anni le segreterie di quasi tutti i conservatori italiani (c’è un sito che elenca tutti i recapiti) e non ho mai trovato una persona veramente competente in materia che potesse indirizzarmi. La risposta comune era “siamo in attesa di indicazioni”.
Vorrei precisare, anche se non è necessario che io mi giustifichi, che il mio anonimato è dovuto ad un errore nella compilazione del modulo di iscrizione.
Con la mia lettera “lacrimevole” non volevo commuovere nessuno, non si preoccupi. Purtroppo tutto ciò che ho cercato invano di spiegarLe è un dato di fatto.
Antonio_Calosci
06 maggio 2012 02:55
Per Paolo_84
Mi spiace per lei che è affetto da codardia e non ha il coraggio di palesarsi.
Conosco quasi a memoria il D.Lgt 1852/18.
Parla effettivamente di studenti privatisti.
Mi spiace darle il sommo dolore che tale dizione è stata corretta dall'art. 250 del DlGs 297/94.
In esso (si trova nella parte comune per conservatori e accademie "Capo V - Alunni, esami e tasse") specifica che nelle ACCADEMIE non sono ammessi CANDIDATI PRIVATISTI (lasciando intendere che i nei conservatori continuano ad essere ammessi). Non parla di STUDENTI PRIVATISTI, ma di CANDIDATI.
Ovviamente l'intero articolo cessa di avere efficacia ai sensi di quanto disposto dall'art. 14, D.P.R. 8 luglio 2005, n. 212, con la decorrenza ivi indicata.
Se non è convinto provi a candidarsi o a far candidare qualche suo allievo privato a esami del vecchio ordinamento e vediamo se ci riesce!
Inoltre, chissà perché in Senato qualcuno tentò di far passare un emendamento salva-privatisti? Ricorda ? quale assurdità che le avrebbe mantenuti fino al 2018! poi per il chi troppo vuole nulla stringe fu bocciato!
Antonio_Calosci
06 maggio 2012 03:14
Per
[email protected]
Cominciamo dalla fine.
Come ha scritto il testo della sua lettera è in grado di inserire alla fine del testo il suo nome e cognome come fatti io.
Per quanto alle informazioni che nessuno le ha saputo dire, in extrema ratio, avrebbe potuto scrivere a me attraverso il sito UNAMS. Rispondo sempre a tutti, purché non anonimi. Tutti mi hanno sempre ringraziato per le soluzioni LEGALI trovate.
Come lei saprà "la legge non ammette ignoranza".
Non so in quali conservatori ha tentato di entrare e non so neppure quale strumento suona.
Certo per pianoforte a 19 anni con un livello di III anno è difficile entrare a meno che non si ravvisino le "eccezionali" doti che consentono di soprassedere dai limiti di età che per un III anno sono di 17 anni.
Lei lavora a tempo pieno.
Lo sa che la legge (soprattutto se lavora nel pubblico impiego), iscrivendosi, le dà la possibilità di usufruire delle 150 ore per frequentare?
Lo sa che i conservatori favoriscono, nei limiti del possibile, gli studenti lavoratori?
Come trova il tempo di frequentare privatamente un insegnante avrebbe trovato lo stesso tempo in conservatorio.
DI studenti lavoratori ne abbiamo davvero tanti.
Comunque stiano le sue vicende personali la legge è questa e per essere modificata deve arrivare un'altra legge che al momento non c'è.
In ogni caso se viene data possibilità ai privatisti di diplomarsi sarà ancora per un anno al massimo.
Da quello che comprendo lei non dovrebbe rientrarci.
Io ho scritto un emendamento che verrà è stato presentato da chi di dovere e riguarda la possibilità di ISCRIZIONE al conservatorio entro trenta giorni dalla approvazione della legge (almeno altri 6 mesi e se passa l'emendamento) per chi è in possesso del compimento medio (inferiore per strumenti a fiato).
Prof. Dott. Antonio Calosci
Titolare di Violino presso Conservatorio di Pesaro
Direttivo UNAMS.
veritas
06 maggio 2012 09:29
calosci, calosci...
"Mi spiace per lei che è affetto da codardia e non ha il coraggio di palesarsi."
ELEMENEMtare Watson!
Da Edumus con furore, come la peste!
dareus
06 maggio 2012 12:43
Calosci... ancora qui stai? Ma non ti sei stancato? vuoi tramutare il sito dell'ADUC in edumus 2 la vendetta? tutto il mondo si è stancato di sentirti. di sentirti ripetere sempre le solite infondate, pretenziose, distorte e malate cose. Basta dai... se ami davvero la musica perchè non impiegare quel tempo a suonare, comporre o ancor meglio insegnare(.....)? Tutti oramai hanno capito il fondamento di tutto quell'odio che covi nei confronti dei privatisti... mi è giunta voce che tu stesso fosti e dichiarare che se non si fossero bloccati i privatisti che avevano già iniziato il loro percorso si sarebbe creato un grave danno economico al comparto afam... non è vero? certo è bello riempirsi le classi di chi come gli interni ha iniziato col vecchio ordinamento (pagando tasse e sostenendo esami senza sconti!), ma viene costretto a transitare in quel fasullo 3+2 che tu chiami università! mi sorge un dubbio.... tu il secondo livello ce l'hai? secondo te uno col compimento medio dovrebbe transitare al triennio che corrisponde esattamente alla fine dell'ottavo anno vecchio ordinamento? su dai... questa è stata un riforma fatta ad hoc da quelli come te che non vedevano l'ora si sentirsi chiamare docenti universitari e bloccare i privatisti sarebbe significato avere le classi piene dei trienni! Tu che sbraiti tanto non te la puoi prendere con gli studenti se lo stato ha garantito nella legalità di iniziare e continuare gli studi secondo un tale ordinamento! se fosse come dici tu allora anche tutti gli interni iscritti dopo il 2005 dovrebbero essere trasferiti d'ufficio al nuovo ordinamento! Sarebbe bastato che si fosse detto: chi ha iniziato finisca (interni e privatisti) chi inizia da zero rientra nel nuovo ordinamento! si tratta di logica, buon senso e onestà intellettuale! Ma figurati se gente che mira a sentirsi chiamare professore ordinario di un'istituzione che ha preso lo stampo dell'università(ma mai lo sarà)può capire certe cose. Il bello di prendere un titolo in conservatorio era quello di potersi chiamare Maestro (dalla saggezza che ne derivava), ma ora è più importante sfornare "dottori" che non capiscono una beneamata cippa di musica e da quello che dici e fai sei complice se non artefice di questo sistema. Un privatista ad esempio di un corso decennale e 1000 volte migliore di tutti quei "laureati" della triennale che tu chiami laurea! Però forse vi rode che un persona possa diventare un validissimo musicista preparandosi privatamente e non essendo "formato" (plagiato) dalla tua casta. Ora ti prego non venire a dirmi io quà io là io vado dalla finanza io denuncio.... stai calmo calmino. Te sei il primo ad aver calunniato tutti i privatisti appellandoli come ladri, fuorilegge, falsi studenti eccetera. e poi, per inciso, dal momento che dichiari di essere così famoso e conosciuto in tutta italia nei conservatori per le tue lotte sindacali (lotte di interesse personale) ti assicuro che nel mio conservatorio non sanno neanche della tu esistenza. e poi se vuoi far le cose per bene cerca di commentare con il tuo account fasullo a delle distanza più dilatate. "antonio calosci ha commentato all' 1:02" "fillmess all' 1:28".... dai su... giusto il tempo di ri-registrarti e scrivere il messaggino? ti lascio con un commento postato tempo fa da un tuo collega che giustamente nella sua carriera ha pensato solo a fare quello che doveva senza danneggiare nessuno:
“Sono stato docente di conservatorio per 30 anni, e posso dirvi che gli insegnanti hanno tutto l'interesse nel farvi iscrivere al nuovo ordinamento per riempirsi le classi, per questo si scagliano così fortemente contro di voi."
Intelligenti Pauca....
e ti prego non controbattere, lasciami perder per cortesia perché io non ho più intenzione, la voglia e soprattutto il tempo da perdere nel risponderti. se il tuo lavoro ti lascia così tanto tempo libero da stare tutto il giorno davanti al pc per fare la caccia al privatista... "beato" te ma io non go più tempo da perdere appresso a te.
Antonio_Calosci
06 maggio 2012 14:18
Il mio lavoro mi porta a viaggiare molto e in treno o aereo il tempo bisogna pur ammazzarlo!
Su Edumu sono anni che non partecipo.
Per il resto non rispondo perché, grazie al cielo, a rispondere è la legge quella stessa legge che quest'anno ha impedito l'accesso dei privatisti.
Ricordati solo che i privatisti, molto spesso fanno comodo per gonfiare le tasche di insegnanti privati che vogliono tenerseli fino alla fine pur sapendo che non potranno diplomarsi. Fanno credere che esiste la figura dello STUDENTE PRIVATISTA che giuridicamente non esiste.
Liberi di credere anche a Peter Pan... ma senza diploma!
Antonio_Calosci
06 maggio 2012 14:20
ahhh... dimenticavo!
Ieri sera Filippo ed io eravamo a Sarnano (MC) in occasione di una mostra fotografica e di un corso di perfezionamento violinistico che sta per iniziare!
Paolo_84
06 maggio 2012 15:34
@ dareus, Hai perfettamente ragione al 100%
Infine vorrei chiedere due cose al Prof. Antonio Calisci:
1) Qual'è il testo di legge vigente, che regola il percorso dei candidati Interni, vecchio ordinamento ( a me risulta esser proprio il D.Lgt 1852/18.
2) Volevo sapere dal prof. Calosci, se oltre al suo titolo di Dottore e professore devo aggiungerci anche quello di Onorevole deputato o senatore, in questo caso mi scuso in anticipo perché non ne ero a conoscenza.
Per citarla : "Io ho scritto un emendamento" ?!?!?
Sagredo Salviati
06 maggio 2012 16:29
La logica giuridica ineffabile (del Prof. Calosci e dell'Avv. Messina) e la teoria delle vacche grasse.
C'è abbastanza confusione sotto la volta del cielo, sopratutto nelle povere menti dei privatisti dei Conservatori di musica, novelli esodati incompresi dall'AFAM, che – a giudizio di taluni – sono pure ignoranti, nel senso letterale del termine, dato che ignorano le leggi che li riguardano.
Soltanto due, in tutto l'orbe terraqueo, sono gli spiriti illuminati, che conoscono i segreti reconditi e la ratio profonda della legge, in base alla quale sarebbero stati legittimamente aboliti gli esami per i privatisti. E non si tratta di una legge qualsiasi, bensì della migliore legge possibile, di cui - a loro dire - un stato moderno poteva dotarsi. E in effetti a questi spiriti illuminati non sfugge il paradosso che dopo ben 13 anni dall'inizio del primo provvedimento legislativo di riforma, la migliore delle leggi possibili non risulta a tutt'oggi ancora completata nei suoi elementi fondamentali, sia legislativi sia regolamentari, per non parlare della prassi amministrativa instaurata nella nuova fase ordinamentale, di natura esoterica e come tale riservata alla sfera conoscitiva di solo sé medesimi, unici conoscitori dei misteri dell'Afam.
Procediamo con ordine, con alcune osservazioni e domande:
1 – l'avv. Francesca Del Giudice e la Sig.a Crisaktis hanno espresso il punto di vista dei candidati privatisti che non solo si sentono fatti oggetto di una ingiusta discriminazione da parte della P.A., ma hanno dimostrato, attingendo ai dati della vita vissuta, che tale discriminazione (tanto arbitraria, quanto illegittima) è nei fatti, nella prassi amministrativa e nei regolamenti emanati dalla P. A. Il Prof. Calosci e l'Avv. Messina intendono forse sostenere che questa discriminazione è insita ed esplicita nella legge? In tal caso non sarebbero loro stessi i primi a denunciare l'obbrobrio giuridico, discriminatorio nei confronti di una categoria di cittadini, illegittimamente ostacolati nel diritto allo studio?. E' paradossale e sintomatico, invece, che l'Avv . Messina si premuri di far sapere "che sono stati presentati molti esposti a varie Procure [...] aventi per oggetto la verifica della LEGALITÀ dei titoli di studio rilasciati a privatisti dal 2011", omettendo di rivelare che l'Afam aveva rilasciato le preventive autorizzazioni all'effettuazione degli esami;
2 - il Prof. Calosci e l'Avv. Messina si limitano a richiamare gli estremi delle leggi, ma non forniscono mai alcuna indicazione sulle precise norme che avrebbero abolito il diritto ai privatisti di sostenere gli esami del vecchio ordinamento, tuttora vigente in via transitoria sino all'anno 2018 per espressa previsione normativa. Per converso ed in ogni caso il Prof. Calosci ed il suo alias, l'Avv. Messina, conoscono perfettamente che l'art. 3 comma 9 del DPR 212/2005 (contrariamente a quanto si è voluto far credere) non fa divieto ai privatisti di sostenere gli esami del vecchio ordinamento;
3 – il Prof. Calosci e l'Avv. Messina sostengono che il vecchio ordinamento è vigente per gli studenti interni e contemporaneamente non è più vigente per i privatisti (per lo più studenti lavoratori). E' veramente una logica ineffabile quella che riconosce l'efficacia giuridica degli effetti discendenti da un determinato ordinamento ad alcuni soggetti (studenti) e nello stesso tempo dichiara decaduto quello stesso ordinamento nei confronti di altri soggetti (privatisti o studenti lavoratori) non percependo che studenti interni e candidati privatisti sono in possesso degli stessi titoli di studio, che promanano dallo stesso ordinamento didattico che li originati;
4 – la giustificazione di tale logica ineffabile si basa, per esplicita ammissione del Prof. Calosci e dell'Avv. Messina, sulla teoria delle vacche grasse, che gli illuminati autori, con raffinato umorismo, racchiudono nel seguente sillogismo:
Premessa maggiore: l'avvocato dell'ADUC deve dare consigli NEL SENSO DELLA LEGGE
Premessa minore: l'avvocato dell'Aduc non deve assecondare chi la legge la calpesta per ignoranza o per interesse privato,
Conclusione: il privatista per un insegnante privato è una bella VACCA da mungere!.
Ecco finalmente svelata la verità arcana che sorregge la legge di riforma dell'Afam secondo quegli spiriti illuminati, che appartengono a vario titolo a quella stessa classe dirigente, che (a giudizio di molti) ha impiegato ben 13 anni per ideare, programmare e attuare la riforma dei Conservatori, producendo come risultato finale un desolante, evanescente e farraginoso quadro giuridico normativo, discriminatorio e lesivo dei più elementari diritti. Costoro hanno pure la pretesa di impartire lezioni di vita e direttive etiche, nonché di elargire, sempre gratuitamente, spassionati consigli e pareri legali.
La prassi instaurata dai c. d. nuovi ordinamenti didattici, tutti da verificare nella concretezza dei contenuti dei programmi dei corsi dell'offerta formativa, e consistente nell'imposizione del divieto di sostenere gli esami ai candidati privatisti, dimostra, allo stato attuale, non tanto la volontà di perseguire un reale obiettivo di riforma, quanto il tentativo di accaparrarsi dell'esclusiva della mungitura (sic.) imposta in nome di una fantomatica norma di legge, operazione questa che manifesta il pregiudizio ideologico che è alla base della discriminazione nei confronti dei privatisti nell'attuale fase transitoria.
5 - A proposito di interessi privati: in materia di equiparazione dei diplomi di conservatorio alle lauree universitarie, il Prof. Calosci e l'Avv. Messina sostengono tout court che "il vecchio e soppresso ordinamento è laurea di I livello (L. 268/02 art. 6)". Dalla lettura dell'art. 6, si evince al più che " i diplomi del vecchio ordinamento, conseguiti da coloro che siano in possesso del diploma di istruzione secondaria di secondo, sono equiparati alle lauree previste dal regolamento di cui al decreto ministeriale 3 novembre 1999, n. 509". Va rilevato al riguardo che il decreto ministeriale n. 509/1999 (cui l'art. 6 della L. 268/02 rinvia), si limita a definire le norme regolamentari sull'autonomia didattica degli atenei, individua la tipologia delle lauree e degli altri titoli di studio accademici, ma non dichiara in alcun modo – né poteva farlo - alcuna equipollenza o equivalenza tra diploma di Conservatorio vecchio ordinamento e laurea di 1° livello. Questa equiparazione – ove sussista – non è rinvenibile nell'art. 6 della L. 268/02, né risulta sia stata ancora formalmente dichiarata altrove. E' vero invece che nel testo del disegno di legge, già approvato dal Senato – in discussione alla Camera – è presente invece la formale dichiarazione di equiparazione dei diplomi di conservatorio vecchio ordinamento alla laurea di 2° livello.
Ciò posto, Prof. Calosci, dove sta il problema del conflitto di intessi? E che c'entrano i candidati privatisti, cui è illegittimamente negato, in base ad un pregiudizio discriminatorio vietato dalla legge, il diritto di sostenere gli esami, atteso che i regolamenti organizzatori e didattici dei Conservatori non possano modificare norme di legge ancora vigenti, né possano predisporre atti ed azioni omissive o discriminatorie per impedire l'iscrizione ad esami, né possano determinare l'esclusione di candidati dagli esami in assenza di specifiche norme di legge, nè possano surrogare le competenze normative e regolamentari che la legge attribuisce ai poteri di organi superiori?
Prof. Calosci, a suo giudizio, chi si deve ritenere responsabile del caos normativo in cui si trova l'Afam?, e chi ne deve pagare le conseguenze? I privatisti ?.
E quant'altro ancora ci sarebbe da dire ...
Prof. Calosci,
Suo figlio è sicuramente molto fortunato ad avere un padre che, oltre ad avergli insegnato la musica, l’ha pure indirizzato sulla retta via. La maggior parte delle persone non sanno dove andare a parare, e sinceramente non sapevo neanche chi Lei fosse prima di leggere questa conversazione. In ogni caso, se i Conservatori hanno dato la possibilità fino ad ora ai privatisti di dare esami, non vedo perché un ragazzo avrebbe dovuto preoccuparsi in alcun modo.
Conosco il diritto alle 150 ore, ma se non ne usufruisco ho i miei buoni motivi, non sono masochista. E, per la cronaca, le mie lezioni si svolgono prevalentemente di sera, quando i Conservatori chiudono le porte.
Questo giusto per puntualizzare, ma mi fermerò qui, in quanto sono vicende mie personali che vanno fuori dal discorso qui proposto.
Antonio_Calosci
07 maggio 2012 00:51
Per Paolo_84
Il titolo che può mettere accanto a quelli di Prof. e Dott. è Ing.
Ma se proprio vuole.
Niente Onorevole, Niente Senatore!
Gli emendamenti li ho scritti io, ma saranno presentati, se non già fatto, da Onorevoli e Senatori (molteplici) interessati a dare una risposta ai ritardi della 508!
Antonio_Calosci
07 maggio 2012 01:21
Procediamo con ordine, con alcune osservazioni e domande:
«1 –Il Prof. Calosci e l'Avv. Messina intendono forse sostenere che questa discriminazione è insita ed esplicita nella legge?»
No. Nessuna discriminazione.
Si tratta solo di verificare ciò che esiste GIURIDICAMENTE ciò che non esiste.
Il privatista esiste solo quando si presenta ad un esame. Non esiste prima, non esiste dopo. GIURIDICAMENTE.
«E' paradossale e sintomatico, invece, che l'Avv . Messina si premuri di far sapere "che sono stati presentati molti esposti a varie Procure [...] aventi per oggetto la verifica della LEGALITÀ dei titoli di studio rilasciati a privatisti dal 2011", omettendo di rivelare che l'Afam aveva rilasciato le preventive autorizzazioni all'effettuazione degli esami;»
Anche qua lei erra pesantemente.
L’AFAM, nella persona del Direttore Generale Dr. Civello, ha emanato una NOTA nella quale scriveva “È OPINIONE CHE”. Non ha impartito ORDINI per i quali doveva assumersi responsabilità. Per ordinare doveva emette quanto meno una ORDINANZA.
E in ogni caso una nota, ma neppure un DECRETO del MINISTRO in persona, potevano modificare ciò che la LEGGE 508/99 e il DPR 212/05 hanno stabilito.
«2 - il Prof. Calosci e l'Avv. Messina si limitano a richiamare gli estremi delle leggi, ma non forniscono mai alcuna indicazione sulle precise norme che avrebbero abolito il diritto ai privatisti di sostenere gli esami del vecchio ordinamento, tuttora vigente in via transitoria sino all'anno 2018 per espressa previsione normativa. Per converso ed in ogni caso il Prof. Calosci ed il suo alias, l'Avv. Messina, conoscono perfettamente che l'art. 3 comma 9 del DPR 212/2005 (contrariamente a quanto si è voluto far credere) non fa divieto ai privatisti di sostenere gli esami del vecchio ordinamento;»
Caro signore con l’entrata in vigore dei REGOLAMENTI DIDATTICI il vechio ordinamento NON ESISTE PIÙ come stabilito dall’art. 3 e con l’emanazione e approvazione dei REGOLAMENTI DIDATTICI di cui all’art. 10.
Con l’art. 12 comma 2 il DPR 212 assicura la CONCLUSIONE dei corsi e il rilascio dei relativi titoli agli STUDENTI GIÀ ISCRITTI.
«3 –E' veramente una logica ineffabile quella che riconosce l'efficacia giuridica degli effetti discendenti da un determinato ordinamento ad alcuni soggetti (studenti) e nello stesso tempo dichiara decaduto quello stesso ordinamento nei confronti di altri soggetti (privatisti o studenti lavoratori) non percependo che studenti interni e candidati privatisti sono in possesso degli stessi titoli di studio, che promanano dallo stesso ordinamento didattico che li originati;»
In tutto questo c’è un primo errore.
Una cosa è il privatista e altra cosa è lo STUDENTE LAVORATORE che è un ISCRITTO e al tempo stesso LAVORATORE.
Al Conservatorio di Pesaro ne abbiamo più di uno!
Il fatto che sono in possesso degli stessi titoli (STUDENTI E PRIVATISTI) non ha alcun senso perché i privatisti non rientrano nelle tutele di legge.
Come già detto NON ESISTONO GIURIDICAMENTE.
Provi a far valere la pensione di reversibilità a PRIVATISTI maggiorenni. È obbligo presentare CERTIFICATO DI ISCRIZIONE E FREQUENZA.
Le ripeto: GIURIDICAMENTE il privatista non esiste.
«Conclusione: il privatista per un insegnante privato è una bella VACCA da mungere!.»
Nel momento in cui continua ad illudere il discente che potrà terminare col vecchio e soppresso ordinamento si.
Un insegnate serio di fronte ad un discente arrivato ad un passo dal diploma, soprattutto 18 mesi fa, avrebbe dovuto avvisarlo che doveva iscriversi.
«Costoro hanno pure la pretesa di impartire lezioni di vita e direttive etiche, nonché di elargire, sempre gratuitamente, spassionati consigli e pareri legali.»
Allora, visto che noi diciamo fesserie, provveda a trovarsi un solo conservatorio che quest’anno ammetterà privatisti agli esami del soppresso ordinamento.
Persino Civello nella sua nota (quella che credere essere una autorizzazione) un anno fa scriveva che quello era l’ULTIMO ANNO per i privatisti!
«La prassi instaurata dai c. d. nuovi ordinamenti didattici, tutti da verificare nella concretezza dei contenuti dei programmi dei corsi dell'offerta formativa, e consistente nell'imposizione del divieto di sostenere gli esami ai candidati privatisti, dimostra, allo stato attuale, non tanto la volontà di perseguire un reale obiettivo di riforma, quanto il tentativo di accaparrarsi dell'esclusiva della mungitura (sic.) imposta in nome di una fantomatica norma di legge, operazione questa che manifesta il pregiudizio ideologico che è alla base della discriminazione nei confronti dei privatisti nell'attuale fase transitoria.»
Errato caro signore!
A noi lo stipendio non cambia se abbiamo molti o pochi STUDENTI.
E il numero di cattedre non è subordinato, come nelle secondarie, al numero di studenti.
E le tasse Accademiche che annualmente pagano gli studenti sono immensamente inferiori a quello che pagano ad un insegnante privato!
«5 - A proposito di interessi privati: in materia di equiparazione dei diplomi di conservatorio alle lauree universitarie, il Prof. Calosci e l'Avv. Messina sostengono tout court che "il vecchio e soppresso ordinamento è laurea di I livello (L. 268/02 art. 6)". Dalla lettura dell'art. 6, si evince al più che " i diplomi del vecchio ordinamento, conseguiti da coloro che siano in possesso del diploma di istruzione secondaria di secondo, sono equiparati alle lauree previste dal regolamento di cui al decreto ministeriale 3 novembre 1999, n. 509". Va rilevato al riguardo che il decreto ministeriale n. 509/1999 (cui l'art. 6 della L. 268/02 rinvia), si limita a definire le norme regolamentari sull'autonomia didattica degli atenei, individua la tipologia delle lauree e degli altri titoli di studio accademici, ma non dichiara in alcun modo – né poteva farlo - alcuna equipollenza o equivalenza tra diploma di Conservatorio vecchio ordinamento e laurea di 1° livello. Questa equiparazione – ove sussista – non è rinvenibile nell'art. 6 della L. 268/02, né risulta sia stata ancora formalmente dichiarata altrove. E' vero invece che nel testo del disegno di legge, già approvato dal Senato – in discussione alla Camera – è presente invece la formale dichiarazione di equiparazione dei diplomi di conservatorio vecchio ordinamento alla laurea di 2° livello.»
Lei è fuori come un balcone.
Nella legge 268/02 l’equiparazione avviene alle LAUREE e non alle LAUREE SPECIALISTICHE (diventate poi lauree magistrali col DM 270/04).
Quindi al momento l’equiparazione è alle LAUREE (quelle di I livello).
La presenza nel DDL c4822 di una equiparazione dei diplomi alle lauree di II livello non ha alcun valore fino a quando questo DDL non diventerà legge.
Io me lo auguro perché sono tra coloro che hanno sprinto per questa equiparazione. Ma fino a che non diventerà legge ai fini GIURIDICI il DDL non ha alcun effetto!
«Ciò posto, Prof. Calosci, dove sta il problema del conflitto di intessi? E che c'entrano i candidati privatisti, cui è illegittimamente negato, in base ad un pregiudizio discriminatorio vietato dalla legge, il diritto di sostenere gli esami, atteso che i regolamenti organizzatori e didattici dei Conservatori non possano modificare norme di legge ancora vigenti, né possano predisporre atti ed azioni omissive o discriminatorie per impedire l'iscrizione ad esami, né possano determinare l'esclusione di candidati dagli esami in assenza di specifiche norme di legge, nè possano surrogare le competenze normative e regolamentari che la legge attribuisce ai poteri di organi superiori?»
I Conservatori, come un Dirigente Generale, come un Ministro, non hanno possibilità di modificare una LEGGE.
Per modificare una LEGGE ci vuole una successiva LEGGE che solo il Parlamento può approvare.
Non a caso qualcuno aveva provato a introdurre nel DDL quando era al Senato una modifica tesa a mantenere la figura del privatista fino al 2018.
Chi troppo vuole nulla stringe e il progetto è naufragato!
dareus
07 maggio 2012 11:20
calsoci, quell'emendamento al senato è stato ritirato per una "semplice" guerra civile di partito tra alcuni rappresentanti della lega e gli ha astenuti che dopo (non) aver votato si sono scusati ed hanno dichiarato di non sapere per cosa stessero (non) votando! quindi.... NON DIRE BALLE! OGNI TUA AFFERMAZIONE E FALSA E VOLTA ALL'IGNORANZA. BASTA CON STE FALSE LEGGI CHE CITI! CHE NON TI SI PUO' PIU' SENTIRE PIU'! SEI UN OLTRAGGIO ALL'INTELLIGENZA!
Antonio_Calosci
07 maggio 2012 11:43
Se le piace crederlo.... faccia pure!
Posso solo dirle che dietro quel voto c'é stato un intenso lavoro.
Persino il rappresentate del Governo si era dichiarato contrario....
Creda pure ciò che vuole, anche alla befana, tanto e in ogni caso contano i risultati.
Noi li abbiamo ottenuti!
Se l'emendamento fosse restato nella sua versione iniziale (privatisti fino al 2012) sarebbe passato!
Antonio_Calosci
07 maggio 2012 11:45
Un proverbio cinese dice:
"prima pecca con gusto e poi chiedi perdono sentitamente"!
dareus
07 maggio 2012 12:02
CON TE è INUTILE PARLARE.... IL TUO SOLO INTENTO è TIRARE ACQUA AL TUO MULINO! IL 2012 NON SAREBBE BASTATO PER UN SEMPLICE MOTIVO: I PRIVATISTI DEVONO AVERE IL TEMPO DI TERMINARE CON IL LORO ORDINAMENTO! AMEN! CI FATE PASSARE COME MENDICANTI CHE CHIEDONO L'ELEMOSINA! QUI NON SI TRATTA DI PECCARE E CHIEDERE PERDONO! QUI SI TRATTA DI DIRITTI CALPESTATI DALLA VOSTRA CASTA! IL PROBLEMA DOVE STA? INTERNO E PRIVATISTA?! C'è GENTE INTERNA CHE STA AL SECONDO ANNO V.O.! LORO POSSONO CONTINUARE PER ALMENO ALTRI 8 ANNI ED UN PRIVATISTA CHE HA INIZIATO IL PROPRIO PERCORSO NO? PALESIAMO LA VERITA'! A VOI DA FASTIDIO CHE FUORI CI SIA GENTE PIU' CAPACE DI VOI E CHE PREPARA VALIDI MUSICISTI! CI SONO GRANDI MUSICISTI PRIVATISTI DIPLOMATI A PIENI VOTI E GENTE INTERNA DIPLOMA ANCHE CON 10 CHE VARREBBE SI E NO 7! E' QUESTA LA VERITA'! SE FOSSE STATI PIU' COERENTI AVRESTI ELIMINATO I PRIVATISTI ANCHE DAI PREACCADEMICI ED INVECE PERCHE' VI PIACCIONO I DINDINI FATE CREDERE CHE I PREACCADEMICI SIANO ORO COLATO! MA NON VALGONO NULLA PERCHE' TANTO PRIMA O POI PER DIPLOMARSI DEVONO ENTRARE NELLA VOSTRA CASA DEGLI ORRORI! A VOI QUESTO NON ANDAVA. CHE QUALCUNO SI DIPLOMASSE STUDIANO FUORI! IO HO PARLATO DI TE AD UN GRANDE CONCERTISTA E DOCENTE DI CONSERVATORIO E MI CHIEDEVO COME MAI CI FOSSE GENTE A DARTI SEGUITO. EGLI MI HA RISPOSTO: ANCHE HITLER AVEVA TANTI SEGUICI, MA QUESTO NON TOGLIE CHE FOSSE UN PAZZO. EGLI DAVA LA COLPA AGLI EBREI E QUESTO TIPO, QUASI SICURAMENTE PER FRUSTRAZIONE, LA DA AI PRIVATISTI! CHISSA' FORSE LO ERA (PRIVATISTA) E DA PICCOLO SOGNAVA SI ESSERE INTERNO! UN PO' COME GLI OMOFOBI!
dareus
07 maggio 2012 12:10
COMUNQUE DEVO DARTI RAGIONE SU UNA COSA: E' VERO CONTANO I RISULTATI! I RISULTATI MALATI DI CHI E' DA 15 ANNI CHE CERCA DI ROVINARE LA VITA DELLE PERSONE PER I PROPRI INTERESSI PERSONALI E SENTIRSI MIGLIORE E IMPORTANTE! QUESTA TIPOLOGIA DI PERSONA SI PUO' SOSTANTIVARE, MA QUI NON LO POSSO FARE! MANCA SOLO CHE MANDI LA DIGOS ASSIEME A QUALCHE SANTONE A SOPPRIMERE E REDIMERE I PRIVATISTI! VECCHIO ORDINAMENTO SIA CHIARO EH.....