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21 febbraio 2017 23:43 - ennius4531
... il disagiato23 è da decenni che sta riempiendo di gas tossico il suo comprendonio con il risultato di emettere ululati dai contenuti psicotici privi di ogni aggancio con la realtà .

Gli specialistici ci dicono che ..

Giuseppe Ducci psichiatra direttore del reparto di psichiatria del San Filippo Neri di Roma.

"Se magicamente si potesse cancellare la cannabis dal mondo, avremmo una diminuzione dei casi di schizofrenia del 40 per cento" ..

Alcune persone sono tre o quattro volte più a rischio di disturbi psicotici perchè hanno meno enzimi Comt, che metabolizzano la dopamina, sostanza che in alcune aree del cervello produce deliri e allucinazioni.

"Oggi registriamo disturbi psicotici gravi sempre più precoci" informa Ducci. "Abbiamo persone di 24-25 anni che, dopo anni di abuso, hanno il cervello di un novantenne e un futuro da lungoassistiti".
21 febbraio 2017 17:12 - ennius4531
É noto che il pattume ludico porta i suoi aficionados a negare qualsiasi ricerca che ne attesti la tossicità e a negare che possa provocare la dipendenza anche se il disagiato23 ne é una prova quando afferma che ..l'iniziazione sua incominciò a 14 anni .
Quindi é da decenni che sta riempiendo di gas tossico il suo comprendonio con il risultato di emettere ululati dai contenuti psicotici privi di ogni aggancio con la realtà ......
21 febbraio 2017 15:20 - Starfighter23
MA NON ERI TU CHE SPACCIAVI L'EROINA NEI TUOI CENTRI DI RECUPERO FIGLIO DI PUTTANA SPACCIATORE NON TE LO RICORDI PIU SACCO DI MERDA4531?
21 febbraio 2017 8:35 - ennius4531
...di schiavitù ne puoi parlare in quanto la stai sperimentando in quanto servo del pattume ludico la cui dipendenza ti limita a fare il piazzista di sative e vaporizzatori che è l'unica attività consentitagli da neuroni esausti e affumicati come anche strumentalmente provato....
20 febbraio 2017 22:10 - Starfighter23
DEFICENTE4531 SCHIAVO DI MERDA TANTO TI FACCIAMO FUORI,PARLACI DEGLI EFFETTI COLLATERALI DI TUTTE LE PASTICCHE CHE PRENDI PER TIRARE AVANTI VECCHIO DI MERDA GRAZIE AD UNA ALIMENTAZIONE DA ITALIANO MEDIO A BASE DI SCORIE ACIDE E VELENI VARI COME VINO E CAFFE COGLIONEEEEEEEEE
20 febbraio 2017 14:36 - ennius4531
... il disagiato23 rappresenta la prova che tanto pattume fumogeno dentro produce altrettanto pattume verbale demenziale fuori.
19 febbraio 2017 20:39 - Starfighter23
SCHIAVOOOOOOOOOOO SCHIAVOOOOOOOOOOO !!! SACCO DI MERDAAAAAAA !!!! DEVI TORNARE A LAVARE IL CULO AI TOSSICI STRIZZACERVELLI FALLITO,VECCHIO DI MERDAAAAA
16 febbraio 2017 8:50 - ennius4531
... esce dalla sua tana fumogena ringhiando farneticazioni frutto di neuroni ormai sfatti dall'erba magica.

Il deficit cognitivo é tale da renderlo incapace di sbloccare il tasto delle maiuscole della sua tastiera....
16 febbraio 2017 1:54 - Starfighter23
SCHIAVOOOOOOOOOOO SCHIAVOOOOOOOOOOO !!! SACCO DI MERDAAAAAAA !!!! DEVI TORNARE A LAVARE IL CULO AI TOSSICI STRIZZACERVELLI FALLITO,VECCHIO DI MERDAAAAA
14 febbraio 2017 17:16 - ennius4531
... il disagiato23 rappresenta la prova che tanto pattume fumogeno dentro produce altrettanto pattume verbale demenziale fuori.

P.s. Il deficit cognitivo é tale da renderlo incapace di sbloccare il tasto delle maiuscole della sua tastiera....
13 febbraio 2017 22:20 - Starfighter23
DEFICENTE4531 SCHIAVO DI MERDA TANTO TI FACCIAMO FUORI,PARLACI DEGLI EFFETTI COLLATERALI DI TUJTTE LE PASTICCHE CHE PRENDI PER TIRARE AVANTI VECCHIO DI MERDA GRAZIE AD UNA ALIMENTAZIONE DA ITALIANO MEDIO A BASE DI SCORIE ACIDE E VELENI VARI COME VINO E CAFFE COGLIONEEEEEEEEE
13 febbraio 2017 18:07 - ennius4531
Da Aduc ..

Notizia 10 settembre 2014
Chi usa regolarmente cannabis prima dei 17 anni ha una probabilità di oltre il 60% maggiore di abbandonare gli studi secondari ed è a rischio significativamente più alto di non completare quelli universitari, di usare altre droghe e di tentare il suicidio, rispetto a chi non l'ha mai fumata.

Uno studio australiano del Centro Nazionale di Ricerca su Droghe e Alcool dell'Università del Nuovo Galles del Sud conclude inoltre che non vi è un livello 'sicuro' di uso da parte di adolescenti, e che i risultati educativi più scarsi e i rischi accresciuti si verificano anche fra chi usa la droga meno di una volta al mese.

Gli studiosi hanno elaborato i dati di 3765 partecipanti che hanno usato cannabis, da tre ampi studi di lunga durata sulla frequenza e sugli effetti del suo uso. Secondo gli autori della ricerca, pubblicata su The Lancet Psychiatry, si tratta della dimostrazione più fondata dei danni della marijuana negli anni dell'adolescenza. I ricercatori hanno esaminato una serie di aspetti dello sviluppo fino all'età di 30 anni: completamento degli studi secondari, conseguimento di una laurea, dipendenza dalla cannabis, uso di altre droghe illegali, tentativi di suicidio, e depressione. Gli adolescenti sotto i 17 anni che assumevano cannabis quotidianamente avevano una probabilità di oltre il 60% minore di completare la scuola superiore o l'università, sette volte più alta di tentare il suicidio, 18 volte maggiore di sviluppare dipendenza dalla cannabis e otto volte maggiore di usare altre droghe illegali più tardi nella vita.

"I risultati sono particolarmente tempestivi, dato che diversi Stati Usa e paesi dell'America Latina si muovono verso la depenalizzazione o legalizzazione della cannabis, che la renderebbero più accessibile ai più giovani", scrive il principale autore dello studio, Edmund Silins. "Le autorità devono essere consapevoli che un suo uso in adolescenza è associato a una serie di esiti negativi sulla salute, sul benessere e sull'affermazione personale", aggiunge.


... il disagiato23 rappresenta la prova che tanto pattume fumogeno dentro produce altrettanto pattume verbale demenziale fuori....
13 febbraio 2017 2:21 - Starfighter23
DEFICENTE4531 SCHIAVO DI MERDA TANTO TI FACCIAMO FUORI,PARLACI DEGLI EFFETTI COLLATERALI DI TUJTTE LE PASTICCHE CHE PRENDI PER TIRARE AVANTI VECCHIO DI MERDA GRAZIE AD UNA ALIMENTAZIONE DA ITALIANO MEDIO A BASE DI SCORIE ACIDE E VELENI VARI COME VINO E CAFFE COGLIONEEEEEEEEE
9 febbraio 2017 8:37 - ennius4531
Aduc
Legalizzazione cannabis. Cnr: rischi per sviluppo mentale
22 luglio 2016

.... il Dr. Vincenzo di Marzo (1) ricercatore del Cnr tra i massimi esperti degli effetti che i cannabinoidi possono avere sul fisico.

Esistono degli studi condotti sull`uomo che indicano che l`utilizzo continuo, eccessivo, di preparati a base di Thc possono portare ovviamente effetti sulla cognizione, sulla memoria e sulla percezione anche di lunga durata", continua Di Marzo.
Per Di Marzo "si possono avere dei disturbi anche profondi dello sviluppo neuronale. Questo, ovviamente, ancora una volta si verifica quando si utilizzano dosi molto elevate di Thc.

Il Thc come molecola non è un attivatore molto potente dei ricettori degli endocannabinoidi presenti nel cervello, però è chiaro che se si consumano alte dosi di Thc si possono avere degli effetti sullo sviluppo neuronale molto profondi".
.......

(1) direttore di ricerca presso l'Istituto di. Chimica Biomolecolare del Consiglio Nazionale delle Ricerche (ICB-CNR) di. Pozzuoli, Napoli

Primo Ricercatore dell' Endocannabinoid Research Group dell' Istituto per la Chimica di Molecole di Interesse Biologico del CNR di Napoli.

E’ fra i 400 scienziati migliori del mondo secondo lo European Journal of Clinical

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Ecco, una ulteriore conferma di quanto l'erba magica riduca la massa cerebrale la possiamo arguire dalle espressioni banditesche del disagiato23 ridottosi a utilizzare la poca parte rimastagli che è quella.... demenziale. ....
8 febbraio 2017 22:00 - Starfighter23
DEFICENTE4531 SCHIAVO DI MERDA TANTO TI FACCIAMO FUORI,PARLACI DEGLI EFFETTI COLLATERALI DI TUJTTE LE PASTICCHE CHE PRENDI PER TIRARE AVANTI VECCHIO DI MERDA GRAZIE AD UNA ALIMENTAZIONE DA ITALIANO MEDIO A BASE DI SCORIE ACIDE E VELENI VARI COME VINO E CAFFE COGLIONEEEEEEEEE
8 febbraio 2017 14:07 - ennius4531
Da Aduc .. 

Notizia 10 settembre 2014
Chi usa regolarmente cannabis prima dei 17 anni ha una probabilità di oltre il 60% maggiore di abbandonare gli studi secondari ed è a rischio significativamente più alto di non completare quelli universitari, di usare altre droghe e di tentare il suicidio, rispetto a chi non l'ha mai fumata. 

Uno studio australiano del Centro Nazionale di Ricerca su Droghe e Alcool dell'Università del Nuovo Galles del Sud conclude inoltre che non vi è un livello 'sicuro' di uso da parte di adolescenti, e che i risultati educativi più scarsi e i rischi accresciuti si verificano anche fra chi usa la droga meno di una volta al mese. 

Gli studiosi hanno elaborato i dati di 3765 partecipanti che hanno usato cannabis, da tre ampi studi di lunga durata sulla frequenza e sugli effetti del suo uso. Secondo gli autori della ricerca, pubblicata su The Lancet Psychiatry, si tratta della dimostrazione più fondata dei danni della marijuana negli anni dell'adolescenza. I ricercatori hanno esaminato una serie di aspetti dello sviluppo fino all'età di 30 anni: completamento degli studi secondari, conseguimento di una laurea, dipendenza dalla cannabis, uso di altre droghe illegali, tentativi di suicidio, e depressione. Gli adolescenti sotto i 17 anni che assumevano cannabis quotidianamente avevano una probabilità di oltre il 60% minore di completare la scuola superiore o l'università, sette volte più alta di tentare il suicidio, 18 volte maggiore di sviluppare dipendenza dalla cannabis e otto volte maggiore di usare altre droghe illegali più tardi nella vita.

"I risultati sono particolarmente tempestivi, dato che diversi Stati Usa e paesi dell'America Latina si muovono verso la depenalizzazione o legalizzazione della cannabis, che la renderebbero più accessibile ai più giovani", scrive il principale autore dello studio, Edmund Silins. "Le autorità devono essere consapevoli che un suo uso in adolescenza è associato a una serie di esiti negativi sulla salute, sul benessere e sull'affermazione personale", aggiunge.


... il disagiato23 rappresenta la prova che tanto pattume fumogeno dentro produce altrettanto pattume verbale demenziale fuori....
8 febbraio 2017 12:01 - Starfighter23
DEFICENTE4531 SCHIAVO DI MERDA TANTO TI FACCIAMO FUORI,PARLACI DEGLI EFFETTI COLLATERALI DI TUJTTE LE PASTICCHE CHE PRENDI PER TIRARE AVANTI VECCHIO DI MERDA GRAZIE AD UNA ALIMENTAZIONE DA ITALIANO MEDIO A BASE DI SCORIE ACIDE E VELENI VARI COME VINO E CAFFE COGLIONEEEEEEEEE
8 febbraio 2017 11:56 - Starfighter23
MESSAGGIO PER TUTTI GLI SMANETTONI E HACKER VARI VOGLIAMO SAPERE L'IDENTITA' DI QUESTO SCIACALLO DEI CENTRI DI RECUPERO TALE ENNIUS4531 E DIVULGARLA SU QUESTE PAGINE,IL DEFICENTE IN QUESTIONE E' 10 ANNI CHE FA LA PIU GRANDE PROPAGANDA ANTICANNABIS MAI VISTA IN ITALIA FORNENDOSI DI PUTTANATE DAL SUO TRAFFICANTE DI BUFALE DI FIDUCIA VINCENZO DONVITO

DIAMO UN NOME E COGNOME A QUESTO FIGLIO DI PUTTANA CHE ASSIEME AL SUO PADRONE DANNEGGIA TUTTI I PAZIENTI E CONSUMATORI DI CANNABIS IN ITALIA,SCHERNENDO ADDIRITTURA MALATI DI CANCRO E SLA
8 febbraio 2017 11:03 - ennius4531
Aduc
Legalizzazione cannabis. Cnr: rischi per sviluppo mentale
22 luglio 2016

.... il Dr. Vincenzo di Marzo (1) ricercatore del Cnr tra i massimi esperti degli effetti che i cannabinoidi possono avere sul fisico.

Esistono degli studi condotti sull`uomo che indicano che l`utilizzo continuo, eccessivo, di preparati a base di Thc possono portare ovviamente effetti sulla cognizione, sulla memoria e sulla percezione anche di lunga durata", continua Di Marzo.
Per Di Marzo "si possono avere dei disturbi anche profondi dello sviluppo neuronale. Questo, ovviamente, ancora una volta si verifica quando si utilizzano dosi molto elevate di Thc.

Il Thc come molecola non è un attivatore molto potente dei ricettori degli endocannabinoidi presenti nel cervello, però è chiaro che se si consumano alte dosi di Thc si possono avere degli effetti sullo sviluppo neuronale molto profondi".
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(1) direttore di ricerca presso l'Istituto di. Chimica Biomolecolare del Consiglio Nazionale delle Ricerche (ICB-CNR) di. Pozzuoli, Napoli

Primo Ricercatore dell' Endocannabinoid Research Group dell' Istituto per la Chimica di Molecole di Interesse Biologico del CNR di Napoli.

E’ fra i 400 scienziati migliori del mondo secondo lo European Journal of Clinical Investigation.

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Ecco, una ulteriore conferma di quanto l'erba magica comporti deficit cognitivi la possiamo arguire dalle espressioni banditesche del disagiato23 ridottosi a utilizzare la poca parte rimastagli che è quella.... demenziale. ....
8 febbraio 2017 9:51 - Starfighter23
MESSAGGIO PER TUTTI GLI SMANETTONI E HACKER VARI VOGLIAMO SAPERE L'IDENTITA' DI QUESTO SCIACALLO DEI CENTRI DI RECUPERO TALE ENNIUS4531 E DIVULGARLA SU QUESTE PAGINE,IL DEFICENTE IN QUESTIONE E' 10 ANNI CHE FA LA PIU GRANDE PROPAGANDA ANTICANNABIS MAI VISTA IN ITALIA FORNENDOSI DI PUTTANATE DAL SUO TRAFFICANTE DI BUFALE DI FIDUCIA VINCENZO DONVITO

DIAMO UN NOME E COGNOME A QUESTO FIGLIO DI PUTTANA CHE ASSIEME AL SUO PADRONE DANNEGGIA TUTTI I PAZIENTI E CONSUMATORI DI CANNABIS IN ITALIA,SCHERNENDO ADDIRITTURA MALATI DI CANCRO E SLA
7 febbraio 2017 20:33 - ennius4531
Da Aduc 12 novembre 2014 10:52

USA - Uso di marijuana puo' far ridurre la massa cerebrale. Studio.

. "E' una ricerca complessa e interessante che mostra come l'utilizzo frequente di marijuana, soprattutto in giovane eta', ha significative conseguenze negative sul cervello", ha sottolineato Weiss, precisando che tali risultati rappresentano una sfida alla convinzione diffusa che la cannabis sia una droga innocua. ....." .


Ecco, una ulteriore conferma di quanto l'erba magica riduca la massa cerebrale la possiamo arguire dalle espressioni banditesche del disagiato23 ridottosi a utilizzare la poca parte rimastagli che è quella.... demenziale. ....
7 febbraio 2017 19:20 - Starfighter23
MESSAGGIO PER TUTTI GLI SMANETTONI E HACKER VARI VOGLIAMO SAPERE L'IDENTITA' DI QUESTO SCIACALLO DEI CENTRI DI RECUPERO TALE ENNIUS4531 E DIVULGARLA SU QUESTE PAGINE,IL DEFICENTE IN QUESTIONE E' 10 ANNI CHE FA LA PIU GRANDE PROPAGANDA ANTICANNABIS MAI VISTA IN ITALIA FORNENDOSI DI PUTTANATE DAL SUO TRAFFICANTE DI BUFALE DI FIDUCIA VINCENZO DONVITO

DIAMO UN NOME E COGNOME A QUESTO FIGLIO DI PUTTANA CHE ASSIEME AL SUO PADRONE DANNEGGIA TUTTI I PAZIENTI E CONSUMATORI DI CANNABIS IN ITALIA,SCHERNENDO ADDIRITTURA MALATI DI CANCRO E SLA
7 febbraio 2017 8:30 - ennius4531
Da Aduc ..

Notizia 10 settembre 2014
Chi usa regolarmente cannabis prima dei 17 anni ha una probabilità di oltre il 60% maggiore di abbandonare gli studi secondari ed è a rischio significativamente più alto di non completare quelli universitari, di usare altre droghe e di tentare il suicidio, rispetto a chi non l'ha mai fumata.
Uno studio australiano del Centro Nazionale di Ricerca su Droghe e Alcool dell'Università del Nuovo Galles del Sud conclude inoltre che non vi è un livello 'sicuro' di uso da parte di adolescenti, e che i risultati educativi più scarsi e i rischi accresciuti si verificano anche fra chi usa la droga meno di una volta al mese.

Gli studiosi hanno elaborato i dati di 3765 partecipanti che hanno usato cannabis, da tre ampi studi di lunga durata sulla frequenza e sugli effetti del suo uso. Secondo gli autori della ricerca, pubblicata su The Lancet Psychiatry, si tratta della dimostrazione più fondata dei danni della marijuana negli anni dell'adolescenza. I ricercatori hanno esaminato una serie di aspetti dello sviluppo fino all'età di 30 anni: completamento degli studi secondari, conseguimento di una laurea, dipendenza dalla cannabis, uso di altre droghe illegali, tentativi di suicidio, e depressione. Gli adolescenti sotto i 17 anni che assumevano cannabis quotidianamente avevano una probabilità di oltre il 60% minore di completare la scuola superiore o l'università, sette volte più alta di tentare il suicidio, 18 volte maggiore di sviluppare dipendenza dalla cannabis e otto volte maggiore di usare altre droghe illegali più tardi nella vita.

"I risultati sono particolarmente tempestivi, dato che diversi Stati Usa e paesi dell'America Latina si muovono verso la depenalizzazione o legalizzazione della cannabis, che la renderebbero più accessibile ai più giovani", scrive il principale autore dello studio, Edmund Silins. "Le autorità devono essere consapevoli che un suo uso in adolescenza è associato a una serie di esiti negativi sulla salute, sul benessere e sull'affermazione personale", aggiunge.


... il disagiato23 rappresenta la prova che tanto pattume fumogeno dentro produce altrettanto pattume verbale demenziale fuori....
6 febbraio 2017 22:04 - Starfighter23
MESSAGGIO PER TUTTI GLI SMANETTONI E HACKER VARI VOGLIAMO SAPERE L'IDENTITA' DI QUESTO SCIACALLO DEI CENTRI DI RECUPERO TALE ENNIUS4531 E DIVULGARLA SU QUESTE PAGINE,IL DEFICENTE IN QUESTIONE E' 10 ANNI CHE FA LA PIU GRANDE PROPAGANDA ANTICANNABIS MAI VISTA IN ITALIA FORNENDOSI DI PUTTANATE DAL SUO TRAFFICANTE DI BUFALE DI FIDUCIA VINCENZO DONVITO

DIAMO UN NOME E COGNOME A QUESTO FIGLIO DI PUTTANA CHE ASSIEME AL SUO PADRONE DANNEGGIA TUTTI I PAZIENTI E CONSUMATORI DI CANNABIS IN ITALIA,SCHERNENDO ADDIRITTURA MALATI DI CANCRO E SLA
6 febbraio 2017 18:32 - lucillafiaccola1796
ma chiamate lo stregone del villaggio che vi ipnotizza senza oppiacei o LSD o altro, oppure andate dallo psicologo che vi ipnotizza e vi fa sentire qualcuno, succhiando dal vostro portafoglio. E mi raccomando, niente cannabis che quando la cogliete la pianta soffre....ennio 4.3.51 fiumi di sangue e strilli allucinanti, come quelli delle povere Bestiole maiali, vitelli, mucche, agnellini, cavalli, pecore, montoni, eccetera portate ai macelli, dopo una vitaccia di torture.
28 dicembre 2016 22:47 - ennio4531
Regolamentazione della Cannabis porta a diminuzione di mortalità negli incidenti stradali


La legalizzazione della cannabis – tra cui dispensari medici – è associata ad una riduzione delle vittime del traffico. Questo è quanto apprendiamo da un nuovo studio pubblicato dal Journal of Public Health.

Utilizzando i dati tra il 1985-2014 del Fatality Analysis Reporting System , i ricercatori “hanno esaminato l’associazione tra le leggi sulla cannabis medica e gli incidenti stradali in modelli di regressione multilivello con il controllo per le tendenze secolari contemporanee.”

Hanno esaminato questa associazione “separatamente per ciascuno Stato”, ed hanno anche” valutato l’associazione tra i dispensari della marijuana e gli incidenti stradali “.

Lo studio ha trovato che “in media, gli stati con leggi sulla cannabis medica legale avevano tassi di mortalità di traffico inferiori rispetto agli stati senza alcuna regolamentazione.

Le leggi sulla marijuana medica sono state associate con riduzioni immediate degli incidenti stradali in quelli di età compresa da 15 a 24 e da 25 a 44 anni, e con ulteriori riduzioni annuali graduali in quelli di età da 25 a 44 anni. ”

I ricercatori notano che “i risultati specifici di ciascun stato hanno mostrato che 7 stati hanno registrato una riduzione del traffico di mortalità in quelle di età compresa tra i 25 ei 44 anni.”

Lo studio conclude che; “ Sia le leggi sulla legalizzazione ed i dispensari medici sono stati associati con una riduzione negli incidenti stradali, soprattutto tra quelli di età compresa tra 25 e 44 anni. L’Analisi specifica di ciascun Stato ha mostrato eterogeneità della associazione, suggerendo moderazione da altri fattori locali. Questi risultati potrebbero influenzare le decisioni politiche sulla promulgazione e su come debba essere la loro applicazione. “

Secondo Silvia Martins, autore principale dello studio, la diminuzione è probabilmente associata ad una diminuzione del consumo di alcol.


“Abbiamo trovato la prova che indica come gli stati con le leggi sulla marijuana rispetto agli stati che non le hanno fatte hanno riferito, in media, più bassi tassi di driver alla guida dopo aver bevuto troppi drink”, ha detto Martins in un comunicato stampa.

Lo studio è stato condotto presso Mailman School of Public Health della Columbia University








































































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28 dicembre 2016 18:21 - ennius4531
L'interesse della collettività va tutelato da chi, scambiando per diritti i propri capricci, può rappresentare un pericolo per gli altri come le ricerche specialistiche hanno messo in luce ..

Da Aduc

Notizia 12 maggio 2016 11:56

USA - Cannabis legalizzata. Incidenti stradali raddoppiati

Incidenti stradali raddoppiati negli Stati americani che hanno recentemente legalizzato la marijuana fra chi fa uso di questa sostanza. Lo rivela l'ultima ricerca della AAA Foundation for Traffic Safety, secondo cui i limiti di legge sul consumo di cannabis consentito per guidare sono arbitrari e non supportati dalla scienza, cosa che potrebbe tradursi in un pericolo concreto per gli automobilisti.

Washington è stato uno dei primi Stati a legalizzare l'uso ricreativo di marijuana, e questi risultati sollevano preoccupazione, dato che almeno altri 20 Stati Usa stanno considerando di fare la stessa scelta quest'anno. La Fondazione ha esaminato proprio la situazione dello Stato di Washington, che ha legalizzato la marijuana nel dicembre del 2012. I ricercatori hanno scoperto che la percentuale di conducenti coinvolti in incidenti mortali che avevano recentemente consumato cannabis è più che raddoppiata: dall'8 al 17% tra il 2013 e il 2014.

E' inoltre emerso che un conducente su 6 coinvolto in incidenti mortali nel 2014 aveva recentemente usato marijuana. "Questo aumento significativo è allarmante", ha detto Peter Kissinger, presidente e Ceo della Fondazione AAA. "Washington deve servire come 'caso studio' per aprire gli occhi su quello che può verificarsi negli altri Stati per quanto riguarda la sicurezza stradale, dopo la legalizzazione della droga".

Altra ricerca ..

La Cannabis triplica gli incidenti mortali sulle strade .

Incidenti mortali che coinvolgono l’uso di marijuana sono triplicati nell’ultimo decennio, lo sostengono i ricercatori in Rapporto elaborato dalla Mailman School of Public Health della Columbia University.

Chi assume marijuana guida più o meno allo stesso modo di chi ha abusato di alcol, ha spiegato Jonathan Adkins, vice direttore esecutivo dell’Associazione Governors Highway Safety. Si altera la capacita’ di giudizio, riduce la vista e rende una persona più distratta e con più probabilità di correre rischi durante la guida.

"E ‘un campanello d’allarme per noi nella Sicurezza stradale”, ha detto Adkins . “La legalizzazione della cannabis sta per diffondersi ad altri stati. Non è nemmeno una questione di parte, a questo punto. La nostra previsione è questa situazione diventerà la norma piuttosto che l’eccezione”.

Il problema è anche che assumere marijuana, e le altre droghe, prima di mettersi alla guida non ha lo stesso stigma che la società ha acquisito nel corso degli anni verso chi guida ubriaco. “Le persone sanno se chi guida e’ un ubriaco, ma non credo abbia la stessa consapevolezza verso chi guida drogato, quindi questo è un problema enorme”, ha detto Adkins .

“Abbiamo bisogno di sensibilizzare il pubblico sul fatto che se hai utilizzato qualsiasi tipo di sostanza psicoattiva, non si dovrebbe mettersi al volante. Dobbiamo creare quella stessa cultura per cui, come per la guida per un ubriaco, non è accettabile.”

I risultati sono stati pubblicati on-line il 29 gennaio scorso nell’American Journal of Epidemiology.

Il team di ricerca ha tratto le sue conclusioni dalle statistiche sugli incidenti provenienti da sei Stati che abitualmente eseguono test tossicologici su conducenti coinvolti in relitti stradali mortali – California, Hawaii, Illinois, New Hampshire, Rhode Island e West Virginia. Le statistiche comprendono oltre 23.500 di conducenti deceduti entro un’ora da un incidente nel periodo compreso tra il 1999 ed il 2010. "
27 dicembre 2016 16:29 - ennio4531
Regolamentazione della Cannabis porta a diminuzione di mortalità negli incidenti stradali


La legalizzazione della cannabis – tra cui dispensari medici – è associata ad una riduzione delle vittime del traffico. Questo è quanto apprendiamo da un nuovo studio pubblicato dal Journal of Public Health.

Utilizzando i dati tra il 1985-2014 del Fatality Analysis Reporting System , i ricercatori “hanno esaminato l’associazione tra le leggi sulla cannabis medica e gli incidenti stradali in modelli di regressione multilivello con il controllo per le tendenze secolari contemporanee.”

Hanno esaminato questa associazione “separatamente per ciascuno Stato”, ed hanno anche” valutato l’associazione tra i dispensari della marijuana e gli incidenti stradali “.

Lo studio ha trovato che “in media, gli stati con leggi sulla cannabis medica legale avevano tassi di mortalità di traffico inferiori rispetto agli stati senza alcuna regolamentazione.

Le leggi sulla marijuana medica sono state associate con riduzioni immediate degli incidenti stradali in quelli di età compresa da 15 a 24 e da 25 a 44 anni, e con ulteriori riduzioni annuali graduali in quelli di età da 25 a 44 anni. ”

I ricercatori notano che “i risultati specifici di ciascun stato hanno mostrato che 7 stati hanno registrato una riduzione del traffico di mortalità in quelle di età compresa tra i 25 ei 44 anni.”

Lo studio conclude che; “ Sia le leggi sulla legalizzazione ed i dispensari medici sono stati associati con una riduzione negli incidenti stradali, soprattutto tra quelli di età compresa tra 25 e 44 anni. L’Analisi specifica di ciascun Stato ha mostrato eterogeneità della associazione, suggerendo moderazione da altri fattori locali. Questi risultati potrebbero influenzare le decisioni politiche sulla promulgazione e su come debba essere la loro applicazione. “

Secondo Silvia Martins, autore principale dello studio, la diminuzione è probabilmente associata ad una diminuzione del consumo di alcol.


“Abbiamo trovato la prova che indica come gli stati con le leggi sulla marijuana rispetto agli stati che non le hanno fatte hanno riferito, in media, più bassi tassi di driver alla guida dopo aver bevuto troppi drink”, ha detto Martins in un comunicato stampa.

Lo studio è stato condotto presso Mailman School of Public Health della Columbia University




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27 dicembre 2016 8:39 - ennius4531
L'interesse della collettività va tutelato da chi, scambiando per diritti i propri capricci, può rappresentare un pericolo per gli altri come le ricerche specialistiche hanno messo in luce ..

Da Aduc

Notizia 12 maggio 2016 11:56

USA - Cannabis legalizzata. Incidenti stradali raddoppiati

Incidenti stradali raddoppiati negli Stati americani che hanno recentemente legalizzato la marijuana fra chi fa uso di questa sostanza. Lo rivela l'ultima ricerca della AAA Foundation for Traffic Safety, secondo cui i limiti di legge sul consumo di cannabis consentito per guidare sono arbitrari e non supportati dalla scienza, cosa che potrebbe tradursi in un pericolo concreto per gli automobilisti.

Washington è stato uno dei primi Stati a legalizzare l'uso ricreativo di marijuana, e questi risultati sollevano preoccupazione, dato che almeno altri 20 Stati Usa stanno considerando di fare la stessa scelta quest'anno. La Fondazione ha esaminato proprio la situazione dello Stato di Washington, che ha legalizzato la marijuana nel dicembre del 2012. I ricercatori hanno scoperto che la percentuale di conducenti coinvolti in incidenti mortali che avevano recentemente consumato cannabis è più che raddoppiata: dall'8 al 17% tra il 2013 e il 2014.

E' inoltre emerso che un conducente su 6 coinvolto in incidenti mortali nel 2014 aveva recentemente usato marijuana. "Questo aumento significativo è allarmante", ha detto Peter Kissinger, presidente e Ceo della Fondazione AAA. "Washington deve servire come 'caso studio' per aprire gli occhi su quello che può verificarsi negli altri Stati per quanto riguarda la sicurezza stradale, dopo la legalizzazione della droga".

Altra ricerca ..

La Cannabis triplica gli incidenti mortali sulle strade .

Incidenti mortali che coinvolgono l’uso di marijuana sono triplicati nell’ultimo decennio, lo sostengono i ricercatori in Rapporto elaborato dalla Mailman School of Public Health della Columbia University.

Chi assume marijuana guida più o meno allo stesso modo di chi ha abusato di alcol, ha spiegato Jonathan Adkins, vice direttore esecutivo dell’Associazione Governors Highway Safety. Si altera la capacita’ di giudizio, riduce la vista e rende una persona più distratta e con più probabilità di correre rischi durante la guida.

"E ‘un campanello d’allarme per noi nella Sicurezza stradale”, ha detto Adkins . “La legalizzazione della cannabis sta per diffondersi ad altri stati. Non è nemmeno una questione di parte, a questo punto. La nostra previsione è questa situazione diventerà la norma piuttosto che l’eccezione”.

Il problema è anche che assumere marijuana, e le altre droghe, prima di mettersi alla guida non ha lo stesso stigma che la società ha acquisito nel corso degli anni verso chi guida ubriaco. “Le persone sanno se chi guida e’ un ubriaco, ma non credo abbia la stessa consapevolezza verso chi guida drogato, quindi questo è un problema enorme”, ha detto Adkins .

“Abbiamo bisogno di sensibilizzare il pubblico sul fatto che se hai utilizzato qualsiasi tipo di sostanza psicoattiva, non si dovrebbe mettersi al volante. Dobbiamo creare quella stessa cultura per cui, come per la guida per un ubriaco, non è accettabile.”

I risultati sono stati pubblicati on-line il 29 gennaio scorso nell’American Journal of Epidemiology.

Il team di ricerca ha tratto le sue conclusioni dalle statistiche sugli incidenti provenienti da sei Stati che abitualmente eseguono test tossicologici su conducenti coinvolti in relitti stradali mortali – California, Hawaii, Illinois, New Hampshire, Rhode Island e West Virginia. Le statistiche comprendono oltre 23.500 di conducenti deceduti entro un’ora da un incidente nel periodo compreso tra il 1999 ed il 2010. "
27 dicembre 2016 7:06 - ennio4531
Regolamentazione della Cannabis porta a diminuzione di mortalità negli incidenti stradali


La legalizzazione della cannabis – tra cui dispensari medici – è associata ad una riduzione delle vittime del traffico. Questo è quanto apprendiamo da un nuovo studio pubblicato dal Journal of Public Health.

Utilizzando i dati tra il 1985-2014 del Fatality Analysis Reporting System , i ricercatori “hanno esaminato l’associazione tra le leggi sulla cannabis medica e gli incidenti stradali in modelli di regressione multilivello con il controllo per le tendenze secolari contemporanee.”

Hanno esaminato questa associazione “separatamente per ciascuno Stato”, ed hanno anche” valutato l’associazione tra i dispensari della marijuana e gli incidenti stradali “.

Lo studio ha trovato che “in media, gli stati con leggi sulla cannabis medica legale avevano tassi di mortalità di traffico inferiori rispetto agli stati senza alcuna regolamentazione.

Le leggi sulla marijuana medica sono state associate con riduzioni immediate degli incidenti stradali in quelli di età compresa da 15 a 24 e da 25 a 44 anni, e con ulteriori riduzioni annuali graduali in quelli di età da 25 a 44 anni. ”

I ricercatori notano che “i risultati specifici di ciascun stato hanno mostrato che 7 stati hanno registrato una riduzione del traffico di mortalità in quelle di età compresa tra i 25 ei 44 anni.”

Lo studio conclude che; “ Sia le leggi sulla legalizzazione ed i dispensari medici sono stati associati con una riduzione negli incidenti stradali, soprattutto tra quelli di età compresa tra 25 e 44 anni. L’Analisi specifica di ciascun Stato ha mostrato eterogeneità della associazione, suggerendo moderazione da altri fattori locali. Questi risultati potrebbero influenzare le decisioni politiche sulla promulgazione e su come debba essere la loro applicazione. “

Secondo Silvia Martins, autore principale dello studio, la diminuzione è probabilmente associata ad una diminuzione del consumo di alcol.


“Abbiamo trovato la prova che indica come gli stati con le leggi sulla marijuana rispetto agli stati che non le hanno fatte hanno riferito, in media, più bassi tassi di driver alla guida dopo aver bevuto troppi drink”, ha detto Martins in un comunicato stampa.

Lo studio è stato condotto presso Mailman School of Public Health della Columbia University











































































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