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ABORTI IN AUMENTO. PERCHE'? CONTRACCEZIONE E PILLOLA DEL GIORNO DOPO
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Comunicato 
26 ottobre 2005 0:00
 

Firenze, 26 Ottobre 2005. il ministero della Salute ha inviato al Parlamento i dati preliminari sulle interruzioni di gravidanza relativi al 2004, e, rispetto al 2003, si registra un aumento del 3,4%. Il tasso di abortivita', l'indicatore ritenuto piu' accurato per una corretta valutazione della tendenza del ricorso all'aborto, e' risultato pari al 9,9 per mille, con un incremento del 2,6% rispetto al 2003 e un decremento del 42,4% rispetto al 1982, l'anno in cui e' stato registrato il picco massimo di ricorsi all'aborto. Interessante anche il ricorso da parte di donne non-italiane, il 25,9% nel 2003 rispetto al 10,1% del 1998. Infine, probabilmente proprio per la maggiore presenza di donne immigrate la cui presenza e' ufficializzata, gli aborti aumentano di piu' a nord (4,8%) e nel centro (6%) mentre calano nel sud e nelle isole (-0,1%).
136.715 interventi di aborto nel 2004, e in aumento, che devono a nostro avviso stimolare piu' di una riflessione.
Perche' significa che la prevenzione ha fallito
. Certamente c'e' il dato delle donne immigrate che fa sballare un po' tutti i numeri. Queste donne sono quelle meno informate e che meno fruiscono dei servizi di prevenzione del sistema sanitario. Ma nonostante siano inserite in questo sistema, se quest'ultimo non riesce a tutelare le cosiddette fasce piu' deboli, vuol dire che ha fallito uno dei principali obiettivi della legge sull'aborto: la prevenzione.
I motivi sono molteplici, ma a nostro avviso ce n'e' uno in particolare che contribuisce in modo determinante: la mancanza di informazione fin dalla scuola. Perche' e' evidente che il problema matura e diventa talvolta anche enorme proprio tra le ragazze teenager, tra le quali non ci sembra che furoreggi l'informazione in materia. La funzione della pillola del giorno dopo diventa in questo contesto determinante, e il fatto che per acquistarla occorra una ricetta del medico e' senz'altro uno delle maggiori cause al ricorso all'aborto.
E' evidente che fintanto nel Paese e nel Governo si continua a perdere tempo per mettere ostacoli a tecniche abortive meno invasive, come quella farmacologica con la pillola RU486, il tempo e le energie da dedicare al vero nocciolo del problema -informazione e prevenzione- vengono sempre a mancare, e i risultati sono quelli che abbiamo nei dati diffusi dal ministero.

Ovviamente c'e' sempre qualcuno che sostiene -anche con enorme impegno- che non si dovrebbe consentire l'aborto e la pillola del giorno dopo in alcun caso, e quindi le statistiche di cui sopra non le avremmo piu' e -sempre a loro avviso- sparirebbe il fenomeno. Purtroppo non e' cosi' semplice, perche' il risultato sarebbe che, alle attuali statistiche con numeri tutto sommato bassi, si passerebbe alle stime stratosferiche degli aborti clandestini. Siccome continuiamo a credere che la miglior ricetta di fronte ad una pratica umana (per quanto da alcuni deprecabile) e' la legalizzazione (e quindi controllarla essenzialmente in termini sanitari), continuiamo ad impegnarci perche' questo controllo sia fatto in termini meno dannosi per la salute fisica e psichica di chi -per qualunque motivo- ne rimane coinvolto.
Per questo crediamo che il ministro Francesco Storace dovrebbe, come atto di una sua politica improntata all'attenzione dei pazienti, liberalizzare la vendita della pillola del giorno dopo e avviare accurate indagini sull'attuazione di quelle parti della legge sull'aborto che prevedono politiche preventive, oltre a non ostacolare le innovazioni meno invasive per l'aborto (RU486).
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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