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Adozione maggiorenni. Ricorso alla Corte di Strasburgo contro normativa italiana
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Comunicato di Isabella Cusanno
7 gennaio 2016 12:49
 
 E’ stata iniziata la prima procedura per richiedere alla Corte Europea a Strasburgo la condanna dell’Italia in quanto la normativa in vigore relativa alle adozioni dei maggiorenni viola la Convenzione Europea dei diritti dell’uomo nel momento in cui non prevede l’equiparazione o l’assimilazione dell’adozione di un maggiorenne compiuta dalla famiglia o dalle persone che lo hanno seguito e se ne sono presi cura da minore a quella dell’adozione di un minorenne
La normativa attuale è stata impugnata per violazione a diritti fondamentali come il diritto alla famiglia ed al riconoscimento del nucleo familiare naturale, il diritto al nome ed alla identità, il divieto di discriminazione, violazione delle normative internazionali e dei trattati a cui ha aderito l’ Italia nella materia in oggetto
L’impugnazione pur nascendo dal caso specifico dei recepimenti in Bielorussia delle sentenze di adozione maggiorenni in Italia, riguarda nel suo complesso la normativa attuale anche con riferimento ad adozioni di maggiorenni tra italiani.
Al contrario della maggioranza delle Nazioni Europee,la normativa italiana non prevede alcuna eccezione o contemperamento alla previsione generale nel caso in cui il maggiorenne adottato sia in realtà un ragazzo che non ha potuto essere adottato da minore.
Inoltre lo Stato Italiano prevede per ogni adozione di maggiorenne proveniente da una Nazione ( anche della UE) che preveda l’equiparazione ad adozione di minore , che la sentenza o gli atti di stato civile relativi siano oggetto di procedura giudiziaria per poter essere recepiti o registrati in Italia
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