Roma, 2 Febbraio 2005. "......In quanto il decreto legislativo (del Governo italiano) 13 gennaio 1999, n.18, recante attuazione della direttiva 96/67/CE relativa all'accesso al mercato dei servizi di assistenza a terra negli aeroporti della Comunita', ha introdotto, al suo art.14, una misura sociale incompatibile con l'art.18 della direttiva del Consiglio 15 ottobre 1996, 96/67/CE, e ha previsto, al suo art.20, un regime a carattere transitorio non consentito da tale direttiva, la Repubblica italiana e' venuta meno agli obblighi che ad essa incombono in forza della detta direttiva."
Cosi' la sentenza della Corte di Giustizia europea (causa C-460/02) che e' intervenuta sul ricorso dell'Aduc (1), in merito alla liberalizzazione dei servizi aeroportuali, attuato con decreto legislativo, dell'allora Governo presieduto da Massimo D'Alema. Il decreto legislativo italiano, infatti, non liberalizzava un bel niente, consentendo la conservazione degli assetti monopolistici, a danno dei consumatori sotto il profilo economico, dell'efficienza e della qualita' dei servizi. Evidentemente il nostro Bel Paese di vere liberalizzazioni non ne vuol sentir parlare, che' altri esempi sono evidenti. Siamo certamente soddisfatti della sentenza, sfortunatamente i tempi (il ricorso e' del 1999) sono stati un pochino lunghi. Meglio tardi che mai, purtroppo il danno e' stato fatto.
Primo Mastrantoni, segretario Aduc
(1) Il testo del ricorso e' al seguente indirizzo:
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