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BANCA DEL CORDONE OMBELICALE
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Comunicato 
29 aprile 2004 0:00
 

DOPO IL CASO DI SCIACCA, PERCHE' SOLO PUBBLICA AFFIDANDO TUTTO SOLO AL CASO FORTUNATO DI COMPATIBILITA'? E PERCHE' NON RENDERE OBBLIGATORIE LE ANALISI AL MOMENTO DELLA NASCITA?

Firenze, 29 Aprile 2004. Il caso del piccolo bimbo di Sciacca che ha ricevuto il trapianto delle cellule staminali provenienti dal suo stesso cordone ombelicale, e che per questo dovrebbe facilmente guarire, ci fa fare piu' che una riflessione sullo stato normativo per l'applicazione della medicina rigenerativa tissutale.
Infatti solo un caso ha voluto che il cordone del bimbo siciliano fosse proprio il suo, quello che i genitori avevano donato due anni fa dopo il parto, e che, nonostante fosse stato inserito nel circuito internazionale per la donazione, alcuno lo avesse richiesto grazie alla mancanza di compatibilita' tra le cellule staminali in esso contenute e altri casi di bambini ammalati.
La domanda che sorge spontanea e': perche' affidarsi al caso? E non andare a colpo sicuro? Cioe' perche' deve essere vietata la conservazione del proprio cordone ombelicale per un altrettanto proprio uso? L'intento della norma e' far si' che un bene tanto prezioso possa esser messo a disposizione di chiunque, ed e' comprensibile. Ma consideriamo:
- quanto accaduto a Sciacca, con soluzione casualmente fortunata e dopo un anno di ricerca di compatibilita' per il trapianto di midollo osseo prima di scegliere la strada delle staminali del cordone ombelicale;
- la scarsa diffusione di donazioni di cordone ombelicale dovuta, in primis, alla non-conoscenza dei vantaggi delle cellule staminali ivi contenute, e, per chi ne e' a conoscenza, alla scarsa percettibilita' d'uso nel momento in cui se ne avesse bisogno: la compatibilita' sicura piu' che potenziale e casuale (come nel caso di Sciacca), e' sicuramente disincentivante.
Per questo crediamo che andrebbe cambiato l'attuale divieto di conservazione privata, cercando una soluzione mista che, se da una parte ne garantisce l'uso al donatore, dall'altra possa alimentare una banca a disposizione di chiunque anche non donatore. Il cordone ombelicale contiene un numero limitato di cellule staminali che, quando vengono usate, lo esauriscono. Ma possono essere usate solo quando si e' in tenera eta', che' dopo sarebbero inutili. Quindi, per esempio, chi conserva il cordone a proprie spese in una banca privata, superata l'eta' per l'utilizzo del donatore stesso, potrebbe affidare la conservazione alla banca pubblica a disposizione di chiunque.
Le soluzioni sono possibili, ed e' l'invito che rivolgiamo al ministro della Salute Girolamo Sirchia, con l'intento di far si' che queste donazioni siano all'ordine del giorno, con relativa moltiplicazione di banche pubbliche e private e, di conseguenza, una maggiore attenzione a questa medicina rigenerativa tissutale per le sue attuali e potenziali applicazioni.
Nello stesso tempo, proprio sulla scia di quanto sta accadendo a Sciacca, crediamo sia opportuno prendere in considerazione un obbligo di analisi del sangue immediatamente dopo la nascita. Perche', come fa sapere uno studio condotto per 22 anni dal "Duke University Medical Center" (Usa), le speranze di sopravvivenza per quei bambini a rischio di immunodeficienza gravi combinate (Scid: severe combined immunodeficiency disease), sono maggiori se si interviene entro i primi tre mesi e mezzo con un trapianto di cellule staminali, che non dopo quest'eta' (97% di possibilita' di sopravvivenza rispetto al 67% dopo i tre mesi e mezzo).
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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