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Comunicato
4 maggio 2006 0:00
Roma, 4 Maggio 2006. I prezzi della benzina sono alle stelle, siamo ormai a 1,4 euro al litro, cioe' 2.710 delle vecchie lire, e occorre intervenire per abbassarne i costi divenuti insostenibili per i consumatori. Per questo motivo l'Aduc ha rivolto un appello al futuro presidente del Consiglio dei Ministri, Romano Prodi, affinche' uno dei primi atti del prossimo governo sia la riduzione delle accise che gravano sul costo del carburante. E' noto che le accise (imposta di fabbricazione) e l'Iva gravano per circa il 70% sul prezzo della benzina, il che rappresenta una inverosimile e intollerabile prelievo di denaro dalle tasche del cittadino, inoltre il rincaro di riversa sul sistema economico complessivo determinando un aumento dei prezzi di tutti I prodotti.
Ricordiamo che nel prezzo della benzina e' compreso anche il costo per la guerra in Abissinia. Incredibile? No, e' proprio cosi' e non solo. Riportiamo qui sotto tutti gli eventi che hanno determinato un aumento delle accise (imposte) sulla benzina.
* 1,90 lire per la guerra di Abissinia del 1935;
* 14 lire per la crisi di Suez del 1956;
* 10 lire per il disastro del Vajont del 1963;
* 10 lire per l'alluvione di Firenze del 1966;
* 10 lire per il terremoto del Belice del 1968;
* 99 lire per il terremoto del Friuli del 1976;
* 75 lire per il terremoto dell'Irpinia del 1980;
* 205 lire per la missione in Libano del 1983;
* 22 lire per la missione in Bosnia del 1996;
* 39 lire (0.020 euro) per il rinnovo del contratto degli autoferrotranviari del 2004.
Il tutto per 0,25 euro, cioe'486 lire. Naturalmente la motivazione si e' persa perche' l'aumento e' stato assorbito come entrata ordinaria. In un Paese civile al cessare della causa che determina una tassa cessa la tassa stessa. In Italia non e' cosi'. I valori riportati sono comprensivi di IVA, questo vuol dire che ad una imposta, l'accisa che in sostanza e' una tassa, si e' applica l'IVA, cioe' una tassa sulla tassa!
Primo Mastrantoni, segretario Aduc
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