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BENZINA: IL GATTO E LA VOLPE
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Comunicato 
1 marzo 2007 0:00
 

Roma, 1 marzo 2007. Il Gatto e la Volpe. Cosi' potremmo definire Pasquale De Vita, presidente dell'Unione Petrolifera, e il ministro dello Sviluppo Economico, Pier Luigi Bersani. In mezzo, ovviamente, Pinocchio, cioe' il consumatore, colui che acquista carburante per la propria autovettura e si lamenta degli eccessivi costi.
Il Gatto: nel 2006 solo la Exxon ha fatto profitti per 40 miliardi di euro, in Italia il costo del carburante e' di 3 centesimi in piu' rispetto alla media europea e considerando il fatto che il nostro Paese e' una piattaforma di raffinazione del petrolio, i prezzi dovrebbero essere inferiori. I punti di vendita sono troppi, si lamentano all'Unione Petrolifera, dimenticando che piu' della meta' sono sotto il loro controllo.
La Volpe: lo Stato tassa per circa il 67% il prezzo della benzina, 32 miliardi di euro l'anno; qualsiasi discorso di diminuzione dovrebbe partire da quella percentuale, ma nulla si muove. A ottobre scorso ha aumentato le accise sul gasolio. Per ogni centesimo di aumento della benzina lo Stato incassa 20 milioni di euro. Lo scorso anno l'Eni (ente sostanzialmente pubblico) ha fatto profitti per 9,2 miliardi di euro. Piu' del 40% della rete distributiva e' in mano all'Agip (Eni) e se il Governo chiede ai distributori di abbassare il costo della benzina e' come se lo chiedesse a se stesso. Paghiamo ancora sovrapprezzi anacronistici, confluiti nella contabilita' generale, che ancora una volta vogliamo ricordare:
* 1,90 lire per la guerra di Abissinia del 1935;
* 14 lire per la crisi di Suez del 1956;
* 10 lire per il disastro del Vajont del 1963;
* 10 lire per l'alluvione di Firenze del 1966;
* 10 lire per il terremoto del Belice del 1968;
* 99 lire per il terremoto del Friuli del 1976;
* 75 lire per il terremoto dell'Irpinia del 1980;
* 205 lire per la missione in Libano del 1983;
* 22 lire per la missione in Bosnia del 1996;
* 39 lire (0,020 euro) per il rinnovo del contratto degli autoferrotranviari del 2004.
Il tutto per 0,25 euro (486 lire).
Perche' ci prendono in giro con i tavoli di concertazione?
Primo Mastrantoni, segretario Aduc
Pubblicato in:
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