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Bond Grecia di diritto estero: fare una scelta consapevole. Le Banche diano le informazioni adeguate
Comunicato di Alessandro Pedone
15 marzo 2012 10:31
 
La questione della ristrutturazione del debito Greco non è completamente conclusa, come molti pensano. E' conclusa certamente la parte maggioritaria che riguarda le obbligazioni di diritto greco, quelle -per semplificare- il cui codice ISIN inizia con “GR”.
Per tali titoli, come sappiamo, sono scattate le famigerate CAC (Clausole di Azione Collettiva) che hanno imposto la scambio anche a coloro che hanno rifiutato l'offerta (o semplicemente si sono astenuti dal rispondere come avevamo consigliato con un nostro comunicato del primo Marzo 2012).
La questione non è ancora conclusa per le obbligazioni di diritto estero. Per queste obbligazioni, infatti, non esistono le CAC e se non si aderisce entro il termine delle ore 9 di venerdì 23 Marzo 2012 (molte banche chiedono di fare la scelta prima, per avere il tempo materiale di trasmettere la documentazione) si rischia di rimanere con un titolo che non verrà onorato.
Sulla borsa italiana erano scambiati due titoli di questo tipo. Uno a tasso fisso con cedola 5% e scadenza 11 Marzo 2019, avente codice ISIN IT0006527532 ed uno con cedola variabile (così detti CMS) scadente il 13 Luglio 2020 ed avente codice ISIN XS0224227313.
Per il primo titolo, fra l'altro, la Grecia ha pagato la cedola prevista e questo ha fatto pensare ad alcuni risparmiatori che forse potranno ottenere il rimborso completo del titolo.
E' bene che questi investitori siano pienamente consapevoli che la possibilità di rimanere indenni dalla ristrutturazione del debito non aderendo alla proposta, è decisamente bassa.
Se un investitore sceglie di non aderire all'offerta deve essere pronto ad affrontare cause legali internazionali (che in questo caso, diversamente dagli obbligazionisti che avevano titoli di diritto greco, sono almeno ipotizzabile, sebbene molto difficoltose) con i tempi, i costi ed i rischi connessi. Specialmente per i piccoli risparmiatori non ci sentiamo di consigliare questa scelta.
Il nostro consiglio dello scorso 1 Marzo 2012, quindi, era valido nelle condizioni di allora perché non implicava nessun rischio reale. Oggi le condizioni sono diverse.
Chi decide di non aderire all'offerta (rifiutando o non rispondendo) corre un serio rischio e lo deve fare in maniera consapevole.
Le banche che hanno i clienti con questi titoli non stanno dando le corrette informazioni in merito e ciò è molto grave. Dovrebbero avere l'obbligo di informare che non aderendo all'offerta i clienti corrono un serio rischio di vedere svanire anche quel 30% circa del capitale che viene offerto dallo Swap.
In sintesi, quindi, se un investitore fa la scelta di non aderire all'offerta di scambio deve essere pronto ad affrontare una causa contro la Grecia.
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