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Comunicato
6 maggio 2006 0:00
Firenze, 6 maggio 2006. Il Comitato Nazionale di Bioetica (Cnb) ha fatto sapere che ritiene immorale il taglio delle orecchie e della coda ai cani, auspicando che questa indicazione sia presa in considerazione dai veterinari che si prestano a questo tipo di operazioni. Un taglio che, sempre secondo il Cnb, sarebbe invece giustificabile solo quando ci sono problemi di salute che lo rendono inevitabile.
In quanto amico e padroncino di un pitbull (Leon, quattro anni) senza coda e senza orecchie tagliate, dovrei essere contento di questo pronunciamento, ma proprio non ci riesco. Cosi' come ho sempre giudicato degli incivili coloro che praticano queste amputazioni, sono altrettanto convinto che l'appello del Cnb non serva a nulla nei confronti di chi decide di farle.
Non solo, ma mi domando: perche' ci deve essere un Comitato di nomina governativa che ci deve indicare cosa sia morale o meno in questo come in altri ambiti?
La morale di Stato credo che sia nociva allo Stato stesso oltre che a tutti coloro che ne sono amministrati. Uno Stato non ha bisogno di morali, che fanno tanto buonismo (per chi le condivide), ma che nella pratica servono solo a solcare maggiormente le differenze e ad alimentare l'odio/disapprovazione dei "pasdran" di una causa ritenuta giusta contro i partigiani dell'altra; situazione che poi si esprime con maggiore conflittualita' e stimolo della clandestinita'.
Per quanto mi riguarda, e non credo di essere isolato, quando qualcosa si ritiene lesivo per la comunita', nella fattispecie dei diritti e della salute dei cani, si impedisce con la legge che sia pratica e si sanziona chi non vi si attiene.
In Italia norme del genere non esistono, anche se alcuni testi di riferimento a livello Ue ci sono: una convenzione del Consiglio d'Europa per la protezione degli animali che bandisce queste mutilazioni e' stata firmata, ma non ratificata, dall'Italia. Cosa si aspetta a farlo?
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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