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CINEMA. MINISTRO RUTELLI, METTA FINE A PRATICHE ILLEGALI SALE CINEMATOGRAFICHE
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Comunicato 
14 giugno 2007 0:00
 

Firenze, 14 giugno 2007. Si e' svolta oggi nel Salone dei Corazzieri la cerimonia di presentazione dei candidati per i premi David di Donatello. In questa occasione, sia il Presidente della Repubblica, sia il ministro della Cultura Francesco Rutelli, hanno auspicato che il Parlamento intervenga presto con misure per incentivare le energie produttive e creative dell'industria cinematografica italiana.
Augurandoci che questi propositi non si traducano in un nuovo modo per finanziare (e quindi ulteriormente controllare) questo ambito della produzione culturale del nostro Paese, vorremmo far presente ancora una volta al ministro Rutelli il comportamento scorretto ed illegale di molte sale cinematografiche, e che da tempo segnaliamo: la proiezione di interminabili sequele di spot pubblicitari all'orario in cui sarebbe dovuto iniziare il film. Non abbiamo niente contro la pubblicita' al cinema, ma solo se essa non viene imposta ingannevolmente, spesso anche per 20-30 minuti, all'orario pubblicizzato per la proiezione della pellicola su cui si paga il biglietto. Si tratta di una strategia suicida, oltre che illegale, che scoraggia migliaia di utenti ogni anno dal recarsi nuovamente al cinema.
Sulla nostra denuncia si era gia' pronunciato il precedente ministro dei Beni Culturali, alle cui parole non e' seguito alcun fatto, e piu' recentemente il garante Antitrust. (1) Forse, questo ministro, apparentemente cosi' attento alle sorti del cinema italiano, potrebbe adoperarsi affinche' i gestori delle sale cinematografiche non continuino nell'opera di allontanamento del pubblico dal cinema, contando magari di sostituirne i proventi con maggiori finanziamenti pubblici.
Su questo abbiamo svolto una indagine che ha messo in luce come alcune delle maggiori catene di cinematografi, tra cui Medusa, Uci e Warner, siano i primi della classe nel calpestare i diritti dei propri utenti. (1) Se l'industria cinematografica non avra' la forza di rispettare la legge ed i propri utenti, e' difficile pensare che i cinematografi piu' piccoli facciano altrimenti.
Signor ministro, e' davvero il momento di dimostrare che a lei e a questo Governo il Cinema (che e' anche pubblico), e non solo l'industria cinematografica, sta veramente a cuore.

Pietro Yates Moretti, consigliere Aduc

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