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Comunicato
20 ottobre 2004 0:00
Roma, 20 ottobre 2004. L'occasione della festa del cioccolato che si svolge a Perugia, ci da' spunto per sfatare alcune leggende metropolitane e analizzare le etichette di un prodotto che, nel 1620, fu definito da un ecclesiastico francese "dannato intermediario di negromanti e stregoni". Una delle leggende metropolitane piu' diffuse riguarda la relazione tra cioccolato e brufoli. Niente di piu' falso perche' i brufoli sono il prodotto della infezione delle ghiandole sebacee, cosi' come l'acne adolescenziale e' il prodotto del terremoto ormonale che induce una maggiore produzione di grasso per la gioia dei batteri che, trovando abbondante nutrimento, si moltiplicano a dismisura. Vero e' che il cioccolato risulta particolarmente calorico, un etto infatti fornisce 500 calorie e la presenza di teobromina e caffeina nel cacao puo' rendere un po' nervosi i consumatori golosi. Non ci stancheremo mai di sollecitare la lettura delle etichette, perche' solo cosi' il consumatore puo' scegliere con accortezza e risparmiare. La quantita' degli ingredienti e' indicata in ordine decrescente, quindi se al primo posto c'e' lo zucchero, significa che nella tavoletta di cioccolato ve n'e' contenuto almeno il 50% (se non di piu'). Occorre scegliere i prodotti che indicano la quantita' di cacao almeno al 60%. Il cioccolato bianco e' un... non cioccolato, perche' non contiene cacao ma zucchero, burro di cacao e latte (in polvere). La parziale sostituzione del burro di cacao con altri grassi vegetali, stabilita da una direttiva comunitaria, ci sembra una doppia fregatura: per il sapore (ma e' un problema di gusti) e perche' i minori introiti dei Paesi produttori di burro di cacao saranno compensati da sovvenzioni comunitarie, pagate cioe' dai contribuenti (1); tanto vale comperare cioccolato senza altri grassi vegetali aggiunti!
Primo Mastrantoni, segretario Aduc.
(1) Accordi Stabex relativi alla IV Convenzione di Lome' (Togo, Africa)
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