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CODICE DELLA STRADA. CON LE NUOVE NORME, SE FAI UN INCIDENTE NON SAI COME E DOVE DIFENDERTI. E' NECESSARIO UN INTERVENTO DEL GOVERNO
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Comunicato 
28 aprile 2006 0:00
 

Firenze, 28 Aprile 2006. Lo scorso 1 aprile e' entrata in vigore la legge 102/2006 che, oltre ad inasprire alcune sanzioni e pene gia' previste per chi provoca incidenti con lesioni personali, colpose o morte, modifica le procedure riguardanti le cause. La novita' piu' importante e' nelle tre righe dell'art. 3: "Alle cause relative al risarcimento danni per morte o lesioni, conseguenti ad incidenti stradali, si applicano le norme processuali di cui al libro II, titolo IV, capo I del codice di procedura civile". Traducendo l'ultima parte, significa che a tutte le cause dev'essere, a partire dal 1/4/2006, applicata la normativa processuale relativa al rito del lavoro.
In termini pratici significa caos.
Se finora le cause potevano dividersi tra giudice ordinario e quello di pace secondo l'importo, adesso tale distinzione e' dubbia. E' paradossale, infatti, pensare che un giudice di pace applichi il rito del lavoro, quando questo e' di competenza del giudice ordinario. Inoltre non viene chiarita la sorte di tutte le cause pendenti alla data di entrata in vigore della legge: devono essere sottoposte al nuovo rito, possono rimanere presso i giudici davanti ai quali sono state presentate o devono passare nelle mani dei giudici ordinari?
L'ultima lacuna riguarda le conciliazioni. Per il rito del lavoro sono obbligatorie e devono essere fatte davanti ad apposite commissioni presso gli uffici provinciali del lavoro o presso gli ispettorati. Si deve pensare che la conciliazione diventi obbligatoria anche per le cause conseguenti ad incidenti stradali? E ci si deve rivolgere ad un ispettorato del lavoro come prevede la normativa richiamata dalla nuova legge? Una assurdita'.
E' prematuro prevedere le conseguenze dell'entrata in vigore di questa legge, ma la mancanza di certezza ci pare piu' che evidente.
Per questo sara' necessario un intervento chiarificatore del nuovo Governo, perche', se l'intento originario di queste norme era la semplificazione, non ci pare che sia proprio cosi'.

Vincenzo Donvito, presidente Aduc
Pubblicato in:
Consulenza
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