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Comunicato
4 marzo 2005 0:00
Firenze, 4 Marzo 2005. Se qualcuno credeva che lo scandalo del colorante tossico "Sudan 1" fosse qualcosa che non ci riguardava piu', si e' sbagliato. Non e' una cosa dei soliti inglesi (che sono in pieno scandalo sulla materia dopo averlo rilevato in 428 pietanze) che, dopo mucca pazza chissa' cos'altro ci riservano: da questo punto di vista i britannici sono una miniera e vanno seguiti con attenzione.
Ma tornando ai nostri lidi, solo oggi e' stato comunicato che il Corpo Forestale dello Stato, su decreto della Procura di Fermo (Ap), a novembre e a febbraio ha sequestrato a Modena alcune confezioni di cibi pronti surgelati che, fra gli ingredienti, contenevano peperoncino rosso trattato con il "Sudan Rosso 1". Questa procura sta coordinando le indagini a livello nazionale, dopo che l'anno scorso, proprio nella provincia di Ascoli Piceno furono scoperti 15 mila chilogrammi di peperoncino trattato con questo colorante che era finito all'interno di 1100 quintali di cibi pronti surgelati e di preparati a base di sughi al peperoncino.
Considerato il tempo che e' passato dal rilievo della massiccia presenza di questo colorante sul nostro territorio, e che i cibi sequestrati a Modena sono surgelati (quindi non di scadenza lunga), non e' fantasioso credere che questo Sudan 1 sia stato usato anche per molto tempo dopo il suo divieto sul mercato. Ed e' bene ricordare che anche l'Ue, che l'aveva messo al bando nel 2003, ha nei giorni scorsi disposto indagini a tappeto in 12 Paesi della Comunita', tra cui anche il nostro. Tra l'altro in Germania e' dei giorni scorsi il ritrovamento in tre Laender della salsa Worcester contenente il colorante, mentre in Spagna sono state rinvenute 2.746 bottiglie sempre di salsa Worcester.
Tutte buone ragioni per cui invitiamo i consumatori a prestare molta attenzione ai cibi preparati e alle salse che acquistano e, ben muniti di occhiali, controllare attentamente sulle etichette, segnalando il dovuto alle autorita'.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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