L'attivita' del ministro delle Politiche Agricole, Luca Zaia, per cercare di contrastare la contraffazione alimentare e per cercare di abbassare i prezzi dei prodotti al dettaglio, e' notevole e, caso per caso, criticabile o accettabile (1). E' di oggi, sul Quotidiano Nazionale, un'intervista del nostro ministro dove, a precisa domanda del giornalista sul rischio di frodi alimentari, Zaia dice
"esistono casi.... dove si contrabbandano alimenti contraffatti o avariati come il formaggio. Ma qui siano di fronte a comportamenti da Codice Penale. E contro chi attenta alla salute pubblica servono sanzioni molto piu' severe".
E' cosi' il nostro ministro ha risolto il problema delle contraffazioni: sanzioni molto piu' severe! Sai quanto si spaventeranno i delinquenti che immettono sul mercato prodotti contraffatti... quasi come i narcotrafficanti che di penne severissime ne hanno a disposizione ovunque nel mondo e continuano a inondare ovunque con le loro merci illegali.
Quello che dice Zaia e' preoccupante, perche' significa che nel nostro Governo non ci sono politiche per contrastare un fenomeno in forte ascesa come la contraffazione alimentare. I Nas dei Carabinieri e le altre autorita' di polizia preposte sono quindi l'unico riferimento e, siccome il Governo ha anche tagliato loro i fondi, oltre quello che gia' fanno ci sembra molto difficile che possano andare. La giustizia, che dovrebbe essere l'altro punto cardine delle politiche di Zaia, e' quella che e', civile e penale, per cui i delinquenti, ammesso che le varie autorita' di polizia li pizzichino, sara' altrettanto difficile che riescano ad ottenere una condanna equa in tempo utile.
Quello che manca, nelle parole e nella politica del Governo, e' l'unica cosa possibile contro la contraffazione: mercato, informazione e prevenzione.
Mercato. Ridurre la fiscalita' e semplificare produzione e commercializzazione, si' da far crollare i prezzi, favorire maggiore offerta e rendere poco invitante il business clandestino.
Informazione. Campagne per sfavorire l'acquisto di prodotti di dubbia provenienza anche se presumibilmente interessanti nel prezzo. Campagne che in parte gia' vengono fatte con la promozione del 'made in Italy' ma che, evidentemente, visto che il mercato delle contraffazioni ha sempre un maggiore seguito, non e' sufficiente e, probabilmente,
non basta che siano basate sull'italianita' nel prodotto. Dovrebbero anche concentrarsi sulle caratteristiche degli stessi perche' i consumatori siano in grado da se stessi di fare scelte salubri e oculate.
Prevenzione. Difficile migliorarla quando le autorita' preposte sono a confrontarsi coi tagli economici che il Governo ha messo in atto.
Ma, pur in questa difficolta', siamo sicuri che, nella suddivisione delle specifiche autorita' di polizia, le suddivisioni di competenze siano all'altezza della situazione o continuino a seguire schemi di quando questi problemi erano marginali? Del resto, l'invasione dei prodotti a basso costo dai mercati asiatici e' fenomeno abbastanza recente e lo stesso ministro Zaia ha piu' volte fatto notare che la possibilita' che vengano usati per le coltivazioni prodotti da noi vietati perche' pericolosi, e' molto alta.
Ci domandiamo se le suddivisioni degli organici e delle competenze siano all'altezza di questa nuova situazione. Non ci sembra.
Questi sono alcuni modesti consigli che offriamo sul piatto al ministro delle Politiche Agricole, perche' ne faccia tesoro. Per far fronte ai problemi, crediamo sia sbagliato mostrare solo la mascella dura della legge come fa lui.
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