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ENERGIA: BLACK OUT E DISINFORMAZIONE. FARSI RISARCIRE. LE PROPOSTE
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Comunicato 
29 settembre 2003 0:00
 

Roma, 29 Settembre 2003. "E' un problema della gestione tecnica della rete", cosi la dichiarazione di Jorge Vasconcelos, Presidente del Consiglio dei regolatori europei dell'energia (CEER), a proposito del black out elettrico, ma la maggior parte dei media ha puntato il dito sulla mancanza delle centrali elettriche e anche il Presidente della Repubblica e' caduto nella trappola. Si sta facendo insomma la medesima operazione che si e' fatta con l'aumento dei prezzi, attribuendone la colpa all'euro. Un bambino, e chi dovrebbe informare non lo e', saprebbe mettere in fila qualche numero e fare le somme, considerando che durante la notte e nei giorni festivi la richiesta di energia elettrica e' molto bassa, attestandosi su 21.000 megawatt a fronte di una capacita' produttiva reale di 48.950 megawatt e teorica di 76.950 megawatt (che coprirebbe abbondantemente le richieste diurne di un giorno feriale). Dunque cosa c'entrano la produzione di energia elettrica e le nuove centrali se con la potenza a disposizione (48.950 megawatt) si puo' coprire piu' che abbondantemente la richiesta notturna di 21.000 megawatt? Il Gestore di rete, ovvero il suo presidente Carlo Andrea Bollino, preferisce importarla perche' costa di meno, attuando di fatto il black out, che e' costato ai consumatori, dai singoli alle imprese, centinaia di miliardi. Da ricordare che in tre anni, dal 2000 al 2003 il costo dell'energia elettrica e' aumentato del 30%, come dire che si paga di piu' per avere di meno. Dunque Bollino dovrebbe essere messo alla porta, senza tante scuse e si dovrebbero rivedere le norme per la fornitura dell'energia elettrica.
Nel frattempo i consumatori devono farsi valere rivendicando cio' che gli spetta ed organizzandosi.
Nel primo caso (farsi rivalere) ricordiamo che il gestore dell'erogazione del servizio, in caso di interruzione dello stesso per guasto oltre 90 minuti, deve corrispondere ad ogni utente l'importo di euro 25,82 da accreditare sulla bolletta successiva. Sara' bene che ogni utente lo ricordi al suo fornitore (Enel, Acea, Aem, etc..) inviandogli, entro 30 giorni dal fatto, una raccomandata A/R cosi' come da modulo predisposto che si puo' scaricare da Internet al seguente indirizzo:
clicca qui
a cui puo' aggiungere, in caso ci fossero danni e si fosse in grado di documentarli, la richiesta di risarcimento degli stessi, riservandosi, in caso contrario e se non dovesse rispondere entro 15 giorni, di adire le vie legali. Sicuramente i fornitori di energia (Enel, Acea, Aem,etc.) sosterranno che la responsabilita' non e' loro ma del Gestore di rete, il quale ovviamente sosterra' che la colpa e' dell'Ente svizzero o francese. Il solito scaricabarile. Sta di fatto che il consumatore ha firmato un contratto con quelle societa' e non con il Gestore di rete e, in caso di violazione delle norme contrattuali (io ti pago per avere un servizio, se non me lo dai sei tu il responsabile), e' alla controparte contrattuale che ci si rivolge.
Nel secondo caso -organizzarsi per non subire ancora danni- il Governo, che sta stilando proprio in questi giorni la Finanziaria, potrebbe defiscalizzare l'acquisto dei generatori di emergenza, in modo che ogni condominio, ogni piccola azienda che gia' non lo abbia e ogni esercizio commerciale, ne sia avvantaggiato nell'acquisto e, ai futuri black-out -da guasto o programmati- dei prossimi mesi (la situazione sicuramente non si risolvera' nel giro di pochi mesi e anni), potra' ovviare con un piccolo investimento.
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