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EUTANASIA/WELBY. IL MINISTRO TURCO NON CONTINUI AD IMPORRE LA SUA OPINIONE
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Comunicato 
6 dicembre 2006 0:00
 

Firenze, 6 Dicembre 2006. Il ministro della Salute Livia Turco ha detto che andra' a trovare Piergiorgio Welby, ma che e' contraria a staccare la spina, in quanto non "attiene all'esercizio della liberta' personale".
Se l'opinione personale e' rispettabilissima, il ministro dimostra di non capire due cose che ci auguriamo possa mettere a fuoco con la visita a Welby. Prima di tutto, oggi la pratica dello "staccare la spina" e' praticata diffusamente in moltissimi hospice e ospedali. Non si tratta neanche di eutanasia clandestina, un altro problema da affrontare, ma di una pratica normale che riguarda soprattutto pazienti oncologici in fase avanzata o terminale. Come ci dicono i moltissimi medici, sedare in maniera terminale e diminuire progressivamente le cure di sostegno vitale (alimentazione e respirazione artificiali fra queste) si puo' e lo si fa continuamente. Per molti non si tratta di eutanasia, ma del legittimo consenso o rifiuto delle cure mediche, garantito dall'articolo 32 della Costituzione.
Il problema si pone per Welby, in quanto caso pubblico e sotto gli occhi di tutti. Se la magistratura giudica legittimo o fa finta di non vedere cio' che accade negli hospice, non sara' cosi' per Welby. Non si tratta di promulgare una legge sull'eutanasia, come si rifiuta di fare il ministro, ma semplicemente di chiarire se le leggi attuali permettono questa pratica gia' diffusa o se la vietano con sanzioni che arrivano fino a 15 anni di carcere. E' una risposta che un ministro della Salute deve ai medici che rappresenta e soprattutto ai cittadini italiani.
La seconda cosa su cui forse il ministro potrebbe riflettere e' il fatto che oggi la sua -legittima- opinione e' imposta per legge a tutti, anche a coloro che non la condividono. Al contrario, chi chiede il diritto di staccare la spina non vuole imporre niente a nessuno, ma solo avere la possibilita' di scegliere liberamente e legalmente sul proprio corpo e sulla propria sofferenza.

Pietro Yates Moretti
Consigliere Aduc e responsabile del notiziario "Vivere & Morire" (clicca qui), dedicato ai temi dell'eutanasia e della liberta' terapeutica
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