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EVASIONE FISCALE. LA RAI NON VUOLE RISCUOTERE ALMENO UN MILIARDO DI EURO L'ANNO DI CANONE/TASSA DA IMPRESE ED ENTI LOCALI
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Comunicato 
26 ottobre 2007 0:00
 

Firenze, 26 ottobre 2007. L'evasione del canone/tassa Rai da parte delle imprese italiane e' intorno al 95%, per un valore tra 740 milioni e un miliardo di euro l'anno. La Rai, pero', si e' concentrata sulla presunta evasione delle famiglie (pagano "solo" il 71,30%), imbastendo una poderosa campagna con visite a domicilio di incaricati specifici e convocazioni della Guardia di Finanza, e milioni di lettere in cui intima il pagamento e minaccia azioni giudiziarie. Oltre a questo, la Rai continua a chiedere l'aumento oltre il tasso di inflazione del canone delle famiglie e rimediare cosi' ai propri conti in rosso. Tanta solerzia, invece, non c'e' nei confronti di imprese ed enti locali.

IL CANONE RAI - Il canone ordinario (quello delle famiglie) e' dovuto per il possesso di "apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle radioaudizioni". Oltre al televisore, per la Rai si deve pagare anche per computer e/o monitor e altri apparecchi multimediali (videofonino, videoregistratore, iPod, sistemi di videosorveglianza, ecc.).
Ma altrettanto non viene fatto per i canoni speciali, dovuti per il possesso di tali apparecchi fuori dall'ambito familiare, limitandosi piu' che altro a chiederne il pagamento per il possesso di soli televisori. E' evidente che l'espressione "apparecchi atti o adattabili" assume per la Rai due significati diversi: piu' ampio per i canoni ordinari, piu' ristretto per quelli speciali. La conferma giunge da questa nostra indagine su dati Istat.

L'INDAGINE ADUC - Secondo i dati dell'Istituto demoscopico del Governo, in Italia risultano 4.371.087 imprese; il 91,7% delle quali ha Internet e, di conseguenza, almeno un computer. Considerando solo queste ultime imprese, i canoni dovuti sarebbero 4.008.286. Ma dai dati pubblicati sul sito ad hoc della RAI (clicca qui) risulta che i canoni speciali riscossi al 31 dicembre 2006 erano 171.554. Ammesso e non concesso che il numero di abbonati speciali riportato dalla Rai sia costituito da sole imprese, l'evasione di questo canone da parte delle imprese e' apprezzabile intorno al 95,8%. Limitandosi ad applicare il canone speciale base (185,29 Euro) a quel 95,8% delle imprese, l'evasione e' di 742.695.000 Euro.
Se si considera che oltre alle imprese vi sono altri due milioni di lavoratori indipendenti, che il canone speciale va pagato per ciascuna sede o ufficio, e che lo stesso varia da 185,29 a 6.199,50 euro l'anno a seconda della tipologia commerciale, non ci sembra di esagerare nel valutare l'evasione come minimo sul miliardo di euro l'anno. *

Pietro Yates Moretti, consigliere Aduc

* Per il calcolo dell'evasione, si consideri anche che:
- oltre alle imprese, dovrebbero pagare il canone speciale anche gli oltre due milioni di lavoratori indipendenti che non risultano come imprese, gli enti locali, gli enti pubblici, i tribunali e le procure con relative sedi distaccate, associazioni, stazioni ferroviarie, banche, ecc., presumibilmente quasi tutti dotati di un computer o monitor, di un cellulare con video display o di altri apparecchi multimediali. Il numero di canoni speciali e' quindi considerevolmente piu' alto di quello dovuto dalle sole imprese.
- il canone speciale ha validita' limitata all'indirizzo per cui e' stipulato. Se una impresa o altro soggetto ha piu' di una sede o ufficio, dovra' pagare piu' canoni. Ad esempio, le Poste Italiane hanno ben 14.000 uffici sul territorio nazionale, e quindi dovrebbero pagare altrettanti canoni.
- il canone speciale varia da 185,29 a 6.199,50 euro l'anno a seconda del tipo di impresa e della locazione degli apparecchi (ad esempio, se posti in uffici privati o in luoghi accessibili al pubblico).

Qui tutte le informazioni del caso e la petizione per abolire il canone/tassa: clicca qui
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