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Farmacie e territorio. La burocrazia e le corporazioni ammazzano i diritti dei consumatori. Il caso di Bologna
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Comunicato di Vincenzo Donvito, presidente Aduc
3 ottobre 2009 12:29
 
In un paesino dell'area metropolitana bolognese i cittadini non potranno avere una quarta farmacia perche' il numero di abitanti non e' sufficiente rispetto ai parametri della cosiddetta pianta organica (1). Pianta organica che prevede almeno 14.000 abitanti, requisito che Castenaso ha per i dati Istat aggiornati a marzo 2009, ma che non aveva quando e' stata presentata la domanda per la nuova farmacia (13.982 a dicembre 2007) e, siccome la procedura della Provincia e' lunga, il rifiuto arriva solo ora...
Una beffa? Si', ma non solo. Anche l'ennesima conferma di un sistema che non rispondendo piu' alle esigenze dei cittadini consumatori continua ad alimentare i privilegi della corporazione dei farmacisti. Questo di Castenaso e' esemplare di come burocrazia e corporazioni ammazzino i diritti dei consumatori.
I rimedi ci sono e le sollecitazioni ci arrivano anche dalla Corte di Giustizia di Lussemburgo dove, proprio l'altro giorno, in merito alla normativa spagnola, l'Avvocato Generale ha sancito che e' incompatibile con il diritto comunitario limitare il numero di farmacie con riferimento alla popolazione di un determinato territorio: sarebbe stato violato il principio di liberta' di stabilimento sancito dal Trattato Ce (2). Conclusioni che potrebbero avere effetto su alcuni analoghi procedimenti italiani pendenti davanti alla medesima Corte, procedimenti che chiedono se il Testo unico italiano delle leggi sanitarie sia in conflitto coi principi del Trattato sulla protezione della salute pubblica e dei consumatori. Conclusioni, infine, che dovrebbero far riflettere i nostri legislatori nazionali e gli amministratori locali che, nel caso del paesino bolognese, invece di farsi travolgere da burocrazia e corporativismo, dovrebbero agire con fermezza per il rispetto e l'affermazione dei diritti dei loro amministrati.
 
 

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