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Comunicato
9 gennaio 2007 0:00
Roma, 9 Gennaio 2006. L'imponente mole di evasione fiscale, 115 miliardi di euro (1), ripropone il tema della capacita' dello Stato di far pagare le tasse a chi le deve pagare e di indirizzare le risorse cosi' ottenute alla soluzione dei problemi che il cittadino-contribuente si attende. Sta di fatto che se tutti pagassero le tasse, con l'attuale quota impositiva, si arriverebbe al 49% del PIL, con probabile collasso di moltissime imprese e famiglie. L'evasione e il lavoro nero sono la risposta dei cittadini allo Stato impositore e invasore che non riesce a diminuire tasse e spese. L'attuale Finanziaria si caratterizza proprio con l'aumento delle tasse e una sostanziale incapacita' di diminuire le spese. Ovvio che i cittadini devono pagare le tasse, occorre pero' che lo Stato attivi meccanismi che li incoraggino e, allo stesso tempo, scoraggino chi non le paga. L'ex presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, dichiaro' che le imprese, e le famiglie, potevano sopportare un carico fiscale fino al 30% del reddito, limite oltre il quale si generano meccanismi di evasione difficilmente controllabili; nel suo programma in 5 punti propose una forbice che andava dal 23 al 33%. Peccato che si fece poco o niente. Oggi il problema si ripropone, ma la strada imboccata dall'attuale Governo e' in tutt'altra direzione e la lotta all'evasione andra' incontro ad una ennesima sconfitta. Lo Stato, e le sue articolazioni, sono pessimi amministratori che non riescono a dare risposte alle esigenze degli amministrati. L'immagine odierna del degrado degli ospedali, che riempie le pagine dei giornali, ne e' l'ennesima prova. E allora perche' pagare le tasse, si chiedono imprese e cittadini?
Primo Mastrantoni, segretario Aduc
(1) Il Sole24Ore 8.1.07
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