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FOCUS INVEST: UNICREDIT FA LA FURBA E LA CONSOB STA ZITTA? L'AUMENTO DELLE COMMISSIONI DI GESTIONE E' ILLEGITTIMO
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Comunicato di Alessandro Pedone, responsabile Aduc per la tutela del risparmio
24 giugno 2008 0:00
 
Fino ad oggi, un risparmiatore che investe in una gestione patrimoniale in quote di fondi (GPF) e' danneggiato da un perverso meccanismo: la gestione non sceglie il fondo comune migliore, ma quello che gli conviene. Accade che uno stesso fondo comune venga distribuito in una versione che costa, mettiamo, il 3% all'anno ed un'altra versione che costa il 2%. Il gestore della GPF che fa? Sceglie quella piu' costosa perche' una parte di questi maggiori costi finiscono nelle sue tasche. Ora, la direttiva europea sui servizi d'investimento (Mifid) vieta questa pratica. Le banche si devono adeguare entro fine mese. Si tratta di un grosso problema per le societa' di gestione del risparmio, come Pioneer Investment del gruppo Unicredit, che guadagnavano molti soldi proprio con il giochino delle doppie commissioni.
Tutti i gestori hanno cercato di eludere la normativa chiudendo le vecchie gestioni e proponendone nuove con commissioni piu' alte o con altri trucchetti. Unicredit e' stata fra le piu' aggressive anche perche' ha una delle gestioni in quote di fondi fra le piu' diffuse: la Focus Invest.
Da prima, tutti gli sportelli ed i promotori finanziari del gruppo Unicredit hanno cercato di convincere i clienti a cambiare la gestione, dalla Focus Invest alla Focus Invest Plus. Molti sono stati convinti, ma non tutti.
Per i clienti piu' "rognosi" che non ne volevano sentire di cambiare il prodotto, hanno scelto di aumentare le commissioni di gestione, modificando il contratto, ma l'hanno fatto facendo i furbi e commettendo un errore.
Pioneer Investment ha inviato una lettera semplice (datata 9 Giugno 2008, ma arrivata alla maggior parte dei clienti solo la settimana scorsa - a molti non e' ancora arrivata) nella quale comunica che a seguito della normativa Mifid sono stati costretti a modificare il contratto. Dopo decine di pagine di informazioni meno rilevanti, comunicano l'aumento delle commissioni di gestione, specificando che "l'onerosita' complessiva restera' invariata" e' che se la modifica non viene accettata, entro il 1 Luglio 2008 si dovrebbe comunicare il recesso. Dove sta la furbata?
1)       Le modifiche al contratto relative alla Mifid non necessitano di nessuna approvazione da parte del cliente perche' sono, ai sensi del contratto, recepite di diritto.
2)       Se non si accetta l'aumento delle commissioni di gestione, non si deve recedere dal contratto (come dice la comunicazione) ma si deve semplicemente comunicare di non accettare la variazione, e' la banca che puo' (se lo vuole) recedere dal contratto. La differenza non e' poca, perche' in questo caso sarebbe assurdo se la banca applicasse le commissioni di uscita.
A proposito di commissioni di uscita, una prima furbizia e' stata fatta nel contratto della Focus Invest: si sono inventati la commissione d'ingresso posticipata! "La suddetta commissione" recita il contratto "e' prelevata in via posticipata all'atto di ogni disinvestimento effettuato entro quattro anni dalla data di ciascun conferimento iniziale e successivo." Se si tratta di una commissione che si preleva all'atto del disinvestimento, di cos'altro si tratta se non di una commissione di uscita? In ogni caso, ci sembra palese che qualora fosse la Pioneer a recedere dal contratto, non potrebbero applicare tale commissione poiche' il cliente non ha disposto alcun disinvestimento. E' per questo che nella lettera del 9 Giugno 2008, per evitare il problema, la banca suggerisce a chi non accetta le variazioni di recedere dal contratto. Se e' il cliente che da' la disposizione di recesso, e' evidente che paga le commissioni di uscita (comunque le voglia chiamare la banca).
Ma come spesso accade, il diavolo fa le pentole ma si dimentica i coperchi!
Ai sensi del contratto "GP Focus Invest" articolo 16 comma 3, le variazioni riguardanti le commissioni di gestione devono essere comunicate per lettera raccomandata, cosa che la Piooner non ha fatto. L'aumento delle commissioni di gestione, a partire dal 1 Luglio prossimo, quindi, sara' illegittimo!
Per questa ragione abbiamo inviato a Pioneer Investiment, e per conoscenza alla Consob (alla quale ci risulta che siano arrivate segnalazioni in merito senza che fino ad oggi abbia fatto nulla) una formale diffida ad aumentare le commissioni di gestione della GP Focus Invest senza aver prima comunicato nei modi corretti l'aumento delle commissioni di gestione (1).

(1)     La lettera inviata puo' essere consultata qui:
clicca qui  
 
 
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