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GIORNATA MONDIALE DELL'AIDS: SICURI DEI DATI?
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Comunicato 
30 novembre 2005 0:00
 

Roma, 30.11.2005. La giornata mondiale sull'Aids del 1 dicembre, ci offre lo spunto per alcune considerazioni sulla diffusione della malattia, in relazione ai dati che vengono forniti sulla diffusione dell'Aids in Africa. Sicuri dei dati? Vediamo.
La diagnosi che viene effettuata su persone affette da Aids e' prevalentemente sintomatica: febbre prolungata, perdita di peso del 10% e diarrea (1). La sintomatologia descritta e' la stessa che puo' essere provocata da malaria, tubercolosi, dissenteria, schistosomiasi e tripanosomiasi o dall'insieme di una o piu' di queste malattie. Difficile distinguere un quadro clinico dall'altro. La presenza di particolari malattie puo' inoltre indurre una reazione positiva al test Hiv; infatti uno studio condotto in Africa centrale, ha rilevato che i batteri, che causano la tubercolosi e la febbre, erano cosi' diffusi da indurre risultati positivi al virus HIV nel 70% dei soggetti esaminati; percentuale che non fu riscontrata nelle successive indagini (2).
Aggiungiamo altre considerazioni. Nel 1988 la mortalita' in Africa era del 17,5 per mille; nel 1995 e' scesa al 15,3 per mille e nel 1997 al 14 per mille (3). Nel 1997 in Africa ci sarebbero stati 2 milioni di morti per Aids (4), il che significa che la percentuale di mortalita' sarebbe del 22 per mille invece che del 14 per mille. Percentuali in evidente contraddizione. I dati vanno presi con le molle, considerato che in Africa non si sa quanti Stati possiedano statistiche demografiche attendibili.
Allora l'Aids e' la piu' grave minaccia alla vita in Africa? Forse. Certo e' che sulla questione si muovono circa 750 organizzazioni umanitarie, con i relativi stanziamenti, se poi il Vaticano consentisse l'uso dei profilattici, probabilmente avremmo una minore diffusione della malattia.
Primo Mastrantoni, segretario dell'Aduc
(1) Mc Cormick JB, Level 4: Virus Hunters of CDC (Atlanta: Turner Publishings, 1996).
(2) Kashala O, J. Inf. Deseases, febb.1994.
(3) Annuario Demografico dell' ONU.
(4) "Sei miliardi", pubblicazione ONU.
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