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IMMIGRATI. I TEMPI DI UN RICONGIUNGIMENTO FAMILIARE: 14 MESI!!! . SE TUTTO VA BENE.
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Comunicato 
20 agosto 2004 0:00
 

Firenze, 20 Agosto 2004. Il servizio di informazione e assistenza "Aduc-immigrazione" ci da' occasione per venire a conoscenza di alcune storie incredibili e decisamente poco consone a quello che dovrebbe essere uno Stato di diritti, dove questi ultimi dovrebbero essere garantiti a chiunque, soprattutto ai soggetti piu' deboli.
Vediamo cosa e' accaduto, presso la Questura di Firenze, ad un cittadino dello Sri Lanka regolarmente soggiornante sul nostro territorio, vicenda per ora non ancora risolta. Chi di noi pensa di vivere in un Paese fondato sul matrimonio e sulla famiglia? Chi lo pensa, dovrebbe ricredersi, o quantomeno cominciare a realizzare che l'unita' familiare e' di fatto garantita ai soli cittadini italiani.
Di fatto. Si', perché come al solito, in diritto tutto sembrerebbe funzionare a meraviglia per uno straniero che intende ricongiungersi con il proprio coniuge che vive ancora all'estero: certificato di matrimonio, alloggio grande e spazioso, dichiarazione dei redditi e marca da bollo. E tutto e' pronto affinche' la Questura ordini all'ambasciata di autorizzare l'ingresso del coniuge.
Ecco invece come vanno, spesso purtroppo, le cose.
Il Sig. K., gia' regolarmente residente in Italia, si sposa con una propria connazionale,i primi di gennaio, in Sri Lanka. Il dovere lo richiama al suo posto di lavoro e subito dopo il viaggio di nozze rientra in Italia, convinto e sicuro di poter, se non addirittura entrare immediatamente con la moglie (cosa che la legge autorizza ma che le ambasciate negano!!), quantomeno di poterla riabbracciare al piu' presto in Italia, previo nulla osta della Questura, come detto.
E qui cominciano i guai. Trovare una casa piu' grande, una stanza non basta. Attendere la documentazione relativa al matrimonio, tradotta e legalizzata dall'Ambasciata italiana in Sri Lanka. Finalmente in aprile gli viene concesso un appuntamento con la Questura, non gia' per la definizione della pratica, che precisiamo- e' esclusivamente cartolare, ma per il semplice deposito dell'istanza di rilascio del nulla osta al ricongiungimento familiare e relativa documentazione. Niente. Il sig. K. non riesce a farsi accettare la domanda: manca ancora qualche documento. Dunque, previa telefonata riesce a prendere un nuovo appuntamento per luglio.Si reca di nuovo in Questura.ancora niente! Manca stavolta il certificato del Comune comprovante che l'alloggio, di cui si esibisce contratto registrato di locazione, e' "idoneo", ossia grande abbastanza per due persone. Il sig. K. prova in tutti i modi a depositare l'istanza: "Ma quando posso tornare?" "Riprenda appuntamento telefonico". "Ma non posso integrare la documentazione via fax o posta?" "No. Avanti il prossimo".
E il nuovo appuntamento per il deposito della domanda? A novembre! E poi, una volta depositata domanda di ricongiungimento familiare? Quanto ancora dovranno attendere i due sposi, non piu' tanto novelli? Altri tre mesi per il rilascio del suddetto nulla osta, che dovra' poi esser inoltrato all'ambasciata italiana in Sri Lanka per l'apposizione del visto d'ingresso sul passaporto della moglie, che a sua volta richiedera' almeno un altro mese (siamo ottimisti). Dunque a marzo 2005 i coniugi K. potranno forse stabilirsi nella propria dimora coniugale, se tutto -d'ora in poi- andra' bene.
Questa e' la misera tutela riservata all'unità familiare nel Pianeta Immigrazione. Dal punto di vista della strategia d'integrazione e della pace sociale, ostacolare al ricongiungimento familiare e' un errore: un individuo socialmente sereno e inserito in un contesto affettivo familiare e' senz'altro meno aggressivo e ostile di chi non ha questa opportunita'.
Da un punto di vista umano e', ovviamente, un'aberrazione.

Claudia Moretti, avvocato
responsabile servizio "Aduc-immigrazione" - clicca qui
(tutti i martedi' ore17-20. Tel.055282168)
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