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Comunicato
22 dicembre 2005 0:00
Firenze, 22 dicembre 2005. L'Aduc ha diffuso il seguente appello:
Per semplificare e rendere piu' diretta la procedura di importazione dall'estero del mifepristone (principio attivo della pillola RU486), facciamo appello a coloro a cui la legge offre la possibilita' di richiedere presso l'Agenzia italiana del farmaco (AIFA) l'allargamento delle indicazioni terapeutiche del Mifepristone, attualmente previsto solo per il trattamento della sindrome di Cushing. Oltre alle istituzioni pubbliche, tuttora inadempienti, possono fare tale richiesta:
associazioni di malati,
- societa' scientifiche,
- organismi sanitari pubblici e privati (e quindi anche singole Aziende Sanitarie Locali, Assessori alla Sanita' Regionali e studi medici privati).
- Ci rivolgiamo in particolar modo a questi ultimi per sottolineare che, anche se l'interruzione di gravidanza e' fatta solo in strutture sanitarie pubbliche, cio' non costituisce impedimento ad una loro richiesta. Con l'istanza all'AIFA si instaura un procedimento amministrativo svincolato dal singolo paziente, volto al miglioramento del nostro sistema sanitario e al completamento della tutela del diritto alla salute. Ci auguriamo che ciascun ginecologo che operi in privato accolga questo appello ad attuare a pieno le risorse legali per attuare un diritto disapplicato.
Ancora oggi, contrariamente a quanto accade in quasi tutta l'Ue, alle donne italiane che decidono di interrompere la gravidanza e' imposto l'aborto chirurgico, piu' invasivo che non quello farmacologico. E quindi meno rispettoso di quella integrita' psicofisica che la legge 194 sull'aborto tutela.
La richiesta che proponiamo crediamo sia un buon metodo perche' ognuno dia il suo contributo per cercare di porre rimedio alla continua violazione del diritto alla salute e alla scelta terapeutica.
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