Roma, 15 Marzo 2005. Le dichiarazioni dell'oncologo, ed ex ministro della Salute, Umberto Veronesi, ripropongono un tema specifico, quello degli Ogm (organismi geneticamente modificati), e quello, piu' generale, dell'informazione. Abbiamo gia' affrontato l'argomento Ogm (1) e documentato che non si tratta di salute ma di economia. Che le varie multinazionali siano interessate al settore ci sembra ovvio cosi' come qualsiasi impresa e' interessata a piazzare i propri prodotti. Si tratta di capire se il nostro Paese e' interessato a varare colture Ogm, cioe' se strategicamente e' conveniente (e' un calcolo anch'esso economico), oppure e meglio puntare su prodotti tipici della nostra area geografica. Non abbiamo grandi estensioni territoriali e non possiamo competere con Paesi che producono estensivamente e a basso costo (es. Cina). Dobbiamo puntare, purtroppo o meno male, su prodotti di nicchia, qualitativamente elevati e caratterizzati. E' evidente che gli Ogm sono in contrasto con questa strategia.
Il giudizio sul livello generale dell'informazione nel nostro Paese possiamo affidarlo a Reporter senza frontiere (2) che ha pubblicato la classifica mondiale sulla liberta' di stampa. Su 167 Paesi esaminati l'Italia si colloca al 39° posto dopo Trinidad e Tobago (11°), Benin (27°), El Salvador (28°), Repubblica Domenicana (31°), Costa Rica (35°), Bulgaria (36°), Capo Verde (38°). Spesso si preferisce demonizzare qualcuno o qualche cosa per distogliere l'attenzione dai problemi ben piu' importanti. Cosi' abbiamo i prodotti "Ogm free", tanto reclamizzati, e contemporaneamente pochi ricordano che da 30 anni mangiamo pasta geneticamente modificata.
Primo Mastrantoni, segretario Aduc.
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