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Otto per mille confessioni religiose. Erogare solo i contributi di chi indica il beneficiario
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Comunicato di Vincenzo Donvito
16 febbraio 2012 15:05
 
 Dopo che il Governo Monti ha chiarito quello che la legge gia' diceva in materia di Ici per le attivita' no-profit, unici beneficiari dell'esenzione, se il nostro presidente del Consiglio vuole andare ben avanti nell'abolizione di privilegi e fare risparmiare un po' di soldi allo Stato, metta mano anche all'otto per mille.
Il contributo dello Stato alle confessioni religiose oggi viene erogato con un metodo anomalo e discutibile: le confessioni ne beneficiano anche se sono indicate solo da una parte dei contribuenti perche', tale indicazione viene estesa a tutto il corpo dei contribuenti. Per cui accade, per esempio rispetto all'erogazione del 2009 (dichiarazione redditi 2006) che solo il 43,43% dei contribuenti abbia indicato a quale confessione devolvere il proprio otto per mille ma, nonostante questa bassa percentuale, l'erogazione viene fatta relativamente a tutto l'otto per mille delle entrate tributarie; le percentuali servono solo per capire quanto dare alla Chiesa cattolica (che raccoglie piu' del 90% delle indicazioni) piuttosto che alla Chiesa Avventista o Ebraica. Meccanismo per cui, anche chi decide di non voler erogare il proprio otto per mille ad un confessione religiosa, se lo vede comunque erogato nelle varie percentuali alle attuali 6 Chiese che sono riuscite a convenzionarsi con lo Stato.
Per un Governo come l'attuale, che dice di voler abolire i privilegi e le relative storture normative, sarebbe importante far si' che ogni Chiesa riceva quanto ognuno voglia dar loro rispetto a quanto fiscalmente versato allo Stato, non inibendo ovviamente la possibilita' che ognuno faccia ulteriori donazioni liberali, che sono sempre detraibili dalla propria denuncia dei redditi.
Un meccanismo, tra l'altro, che e' gia' tale per l'erogazione del cinque per mille alle attivita' di particolare pregio sociale, culturale ed assistenziale.
L'aver ribadito cio' che la legge gia' prevede in materia di Ici, dopo i diffusi abusi di cui soprattutto la Chiesa cattolica romana e' protagonista, e' un manifesto invito che' tutti rispettino le leggi. Giusto. Ma crediamo che prendere in considerazione i privilegi che sono invece diventati legge, senza ledere il diritto delle confessioni religiose a vedersi riconosciuto un sostentamento dallo Stato in virtu' della loro funzione essenziale sociale e culturale, sarebbe un buon segnale... da cui far partire tante altre modifiche.
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