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PACE. LE PAROLE DI BENEDETTO XVI ATTACCANO LA MAGGIORANZA DEGLI ITALIANI FAVOREVOLI AD ABORTO ED EUTANASIA. IL GOVERNO E NAPOLITANO CI DIFENDANO
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Comunicato 
12 dicembre 2006 0:00
 

Firenze, 12 Dicembre 2006. Benedetto XVI ha affermato che l'aborto, la ricerca con le cellule staminali embrionali e l'eutanasia costituiscono un "attentato alla pace".
Come sostenitori della legalizzazione dell'aborto e dell'eutanasia, e della ricerca con le cellule staminali, non ci sentiamo attentatori della pace, ma persone che lottano per l'affermazione di diritti umani, quali l'autodeterminazione, la liberta' di ricerca, e la liberta' terapeutica.
Questo attacco, particolarmente denigratorio, e' solo l'ultimo di una serie di interventi dello Stato del Vaticano (non-democratico e teocratico) per influenzare la politica di un Paese sovrano e democratico qual e' l'Italia. L'attacco all'eutanasia e' esplicitamente mirato ad influenzare il dibattito in corso su Piergiorgio Welby.
Il papa, attraverso organi di stampa quali l'agenzia Sir e il quotidiano Osservatore Romano, attacca sia le istituzioni italiane -in particolare Governo e Parlamento- sia le forze politiche ed associazioni come la nostra.
Cosa accadrebbe se il Presidente Giorgio Napolitano affermasse -facendo riferimento al Vaticano- che e' complice di sterminio chi nega l'uso del profilattico contro le infezioni da Aids?
Ricordiamo che due forum del nostro sito Internet sono stati sequestrati da un Pm di Catania per vilipendio della religione cattolica, su segnalazione di don Fortunato di Noto. Fra le parole ritenute offensive vi sono quelle che negano la veridicita' storica dell'Immacolata concezione e quelle che accusano i cristiani di comprendere solo la violenza.
E' piu' offensivo definire guerrafondai o terroristi chi si batte per la liberta' di ricerca e per la legalizzazione dell'eutanasia, o mettere in dubbio la verginita' della Madonna?
Non ci risulta infatti che le opinioni su ricerca ed eutanasia abbiano creato sommosse popolari e morti in mezzo mondo, come invece e' accaduto per le parole del papa nel suo discorso di Ratisbona in Germania.
Contrariamente ai nostri accusatori, non solo non censuriamo le parole del Papa, ma daremmo anche la nostra liberta' perche' Benedetto XVI continui ad esprimere il proprio pensiero. Ci auguriamo pero' che il capo della Chiesa romana si rivolga alle coscienze dei fedeli piuttosto che alle istituzioni italiane.
Auspichiamo infine che i rappresentanti delle nostre istituzioni -Capo dello Stato e Governo in primis- rispondano al duro attacco di un capo di Stato estero fatto alla gran parte dei cittadini italiani, per l'appunto favorevoli alla legalizzazione dell'aborto e dell'eutanasia.

Pietro Yates Moretti, consigliere Aduc
Pubblicato in:
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