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Padova. Tariffa rifiuti sempre in aumento. Raccolta differenziata ferma al 41%. Regione applicherà penale?
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Comunicato di Maria Grazia Lucchiari
31 maggio 2012 12:48
 
  Anche quest’anno la tariffa che impone AcegasAps per lo smaltimento dei rifiuti prosegue la sua salita inarrestabile +3,6%. Nonostante la riduzione dei rifiuti prodotti nel 2011 anche a causa della crisi economica, tanto che altre aziende del Veneto riducono i costi dello smaltimento alle famiglie, AcegasAps non ferma la sua richiesta di danaro. Che forse benzina e costi del personale sono diversi da provincia a provincia? Il Comune e AcegasAps hanno avviato la raccolta porta a porta sul tre per cento del territorio comunale e contemporaneamente raddoppiato i forni dell’inceneritore di Forcellini-Camin. Questa operazione si presta all’equivoco se il porta a porta non è esteso a tutta la città, che consentirebbe un risparmio per le utenze del 15 per cento, e non ha come obiettivo la riduzione delle linee di incenerimento. Ma a cosa serve il porta a porta?
Non serve a ridurre i costi della tariffa d’igiene ambientale poiché anche quest’anno le famiglie pagheranno di più. Non serve ad incentivare a produrre meno rifiuti poiché non si paga in proporzione al quantitativo di rifiuto da smaltire. Non serve a ridurre l’emissione sul territorio di sostanze cancerogene dall’inceneritore di Forcellini-Camin poiché, dopo il raddoppio dei forni, l’impianto ha garantita la funzionalità quotidiana con i rifiuti che arrivano anche dalle altre regioni d’Italia. Oltre 2mila tonnellate sono arrivate di recente dalla Campania e altre arriveranno. Si potrà dire che con il porta a porta il livello di raccolta differenziata sarà vicino al 65%, quota da raggiungere per legge entro dicembre di quest’anno? Nemmeno. Il dato del 2010 è fermo a 41% e con molta probabilità la Regione dovrà applicare una penale al Comune di Padova che si prefigura come un danno erariale. E quanto della raccolta differenziata viene in realtà avviato al riciclo oppure dirottato nell’inceneritore o nelle discariche? Al contribuente non è dato sapere. Ma se il contribuente paga sempre di più e l’aria si ammala sempre di più, a chi serve allora il porta a porta? Serve all’assessore all’ambiente del Comune di Padova e ad AcegasAps per poter pronunciare la parola tanto cara per cui a Padova si farebbe il “porta a porta”? A noi ci ricorda la famosa pubblicità di un lassativo di qualche anno fa. Ma al contribuente basta la parola?
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