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PILLOLA DEL GIORNO DOPO. I DANNI DELL'OBBLIGATORIETA' DELLA RICETTA. MINISTRO TURCO, VUOLE CONTINUARE A FAR AUMENTARE GLI ABORTI?
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Comunicato 
20 novembre 2006 0:00
 

Firenze, 20 Novembre 2006. Questo il testo di una lettera che ci e' giunta e che abbiamo pubblicato nella rubrica "Cara Aduc" del nostro portale:

... vado con la mia ragazza al pronto soccorso per chiedere la pillola del giorno dopo in seguito ad un rapporto a rischio avuto in fine ciclo mestruale. La dottoressa del pronto soccorso ci nega la pillola spiegandoci che e' estremamente pericolosa per eventuali emboli e vari effetti collaterali, considerando comunque il nostro come un caso assolutamente non a rischio. Torniamo dalla stessa dopo un mese con in mano un test di gravidanza che testava la positivita' della gravidanza con evidente stato di shock della mia ragazza che in lacrime e disperata si confrontava con l'incredulita' della dottoressa..Ora ci troviamo ad un bivio tra la scelta di tenere questo figlio o abortire. possiamo chiedere i danni morali, biologici e fisici e quindi un risarcimento e se si' di quanto. Come muoverci? grazie vi prego di rispondere con urgenza...
Riccardo, da Lecce

Questa la nostra risposta:
gentile signor Riccardo,
i danni li puo' chiedere, ma sulla quantizzazione degli stessi, l'aiutiamo male, perche' dovrebbe essere la sua ragazza (la danneggiata), anche rispetto alla scelta che ora fara' (continuare la gravidanza o abortire), a stabilire una cifra che possa essere per lei soddisfacente; i parametri da utilizzare sono molteplici e legati -dopo la scelta di cui prima- al danno materiale (tempo perso, tempo che avrebbe utilizzato per guadagnare col proprio lavoro, soldi spesi, etc..) nonche' morale e psicologico. La quantizzazione la faccia al centesimo e, dopo aver raccontato i fatti in modo obiettivo, faccia la sua richiesta con una raccomandata A/R alla dottoressa e all'Asl, dando 15 giorni di tempo per esaudire le richieste e minacciando in alternativa le vie legali. Veda un po' cosa le rispondono e decida di conseguenza, anche consultandosi nuovamente con noi.
----------------------------------

Questi sono i risultati dell'attuale normativa, che impone la ricetta per l'acquisto di questo medicinale contraccettivo d'urgenza. Ricetta che in altri Paesi non e' richiesta: in Gran Bretagna, oltre ad essere distribuita dal Sistema Sanitario Nazionale gratuitamente, puo' essere acquistata in farmacia da chiunque, in Francia la gratuita' c'e' anche in farmacia ma solo per le minorenni; negli Usa puo' essere acquistata senza ricetta dalle maggiorenni solo in farmacia e nei centri autorizzati. In materia abbiamo anche fatto presentare un'interpellanza al ministro della Salute (on.Donatella Poretti, Rosa nel Pugno: clicca qui), ma non c'e' stata ancora risposta.
I motivi per cui la ricetta e' ancora obbligatoria, sono da ricercare sicuramente nel non voler turbare -da parte del ministro Turco- la variegata compagine governativa, dove gli anti-abortisti, convinti di far scelta saggia per la loro causa, minacciano ferro e fuoco per un provvedimento del genere... mettendo la testa sotto terra come gli struzzi di fronte agli effetti nefasti di un ostracismo che fa invece aumentare il ricorso all'aborto. Ministro Turco, smetteremo, prima o poi, di farci male?

Vincenzo Donvito, presidente Aduc
Pubblicato in:
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