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Comunicato
21 novembre 2003 0:00
Roma, 21 Novembre 2003. L'annunciata marcia indietro del Governo, sulla allocazione dei rifiuti radioattivi a Scanzano Jonico (Basilicata), ricorda la scena di un famoso film nel quale una avvenente attrice si esibiva in un applauditissimo movimento ondulatorio delle anche. Dopo aver annunciato che i rifiuti radioattivi sarebbe stati allocati in Sardegna e fatto marcia indietro, dopo aver decretato che i rifiuti sarebbero finiti nel sito di Scanzano Jonico, il Governo annuncia ripensamenti e lascia la situazione inalterata, cioe' con i rifiuti sparsi in 150 luoghi diversi, con rischi consistenti per la sicurezza delle popolazioni locali e ad alta vulnerabilita' per possibili attacchi terroristici. Quello che non comprendiamo e' la decisione con la quale il Governo e' arrivato a stabilire, con decreto, l'individuazione di un sito: o si e' convinti della necessita' di un posto unico nazionale, che offra determinate garanzie e si procede di conseguenza, coinvolgendo la popolazione locale, o qualcuno si e' svegliato di notte e ha prodotto un dispositivo normativo, che non poteva passare inosservato, e che non al primo scoglio si e' arenato. Il risultato e' stata la marcia indietro con "'a mossa" da scena teatrale. Il problema e' serio perche' coinvolge la sicurezza e la salute collettiva. Vengono i brividi costatare che a decidere ci siano dei bravi dilettanti.
Primo Mastrantoni, segretario Aduc
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