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RITIRO TRASMISSIONE RAIOT
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Comunicato 
19 novembre 2003 0:00
 

BEL MODO DI SPENDERE I SOLDI DEI CONTRIBUENTI OBBLIGATI ..

Firenze, 19 Novembre 2003. La decisione del consiglio di amministrazione della Rai di chiedere il ritiro della trasmissione "Raiot" a nostro avviso e' molto grave. A noi non interessa il gioco di chi scopre la liberta' di informazione solo quando vengono censurate le idee della sua fazione, ma i soldi dei contribuenti. Cioe' di tutti i possessori di un apparecchio televisivo che devono pagare una tassa sul possesso che va a finanziare una televisione, la Rai, che, con anche i ricavi di pubblicita' e promozioni, fa concorrenza ad altri canali privati in evidente abuso di posizione dominante (accettata da tutti, anche da quell'Antitrust che dovrebbe tutelare mercato e concorrenza).
Sono i soldi che sono serviti a pagare la trasmissione "Raiot" (non sappiamo quanti, ma presumiamo non pochi), che, a posteriori, si decide di non mandare in onda. Ma quale azienda vivrebbe con scelte aziendali di questo tipo? Alcuna, ovviamente. Perche' non gli verrebbe neanche in mente di fare una scelta economica si' scellerata, valutando a priori se l'investimento sarebbe stato compatibile con la sua politica e il suo mercato. Ma alla Rai, siccome i soldi gli arrivano dall'imposizione fiscale di quella beffa che chiamano "canone o abbonamento", e i dirigenti sono li' piu' per investitura politica che professionale, si possono permettere di buttare via i soldi in questo modo.
Non solo, ma una volta che il Cda si accorge che e' stato prodotto qualcosa che non gradisce (e quindi che l'azienda che amministra non segue le sue direttive), perche' buttarlo nella spazzatura? Cosa mai sara' un'attrice che fa satira contro il Governo? Si e' mai vista una satira che non se la prende con chi governa? Quale gigantesco spostamento di voti potra' apportare? Visto che i soldi sono stati spesi, perche' non utilizzare il prodotto e, magari, per controbilanciare, far fare un'altra trasmissione che, a loro giudizio, equilibri il presunto danno che "Raiot" dovrebbe procurare alla loro fazione?
Questa sarebbe una logica aziendale per rimediare a qualcosa di sbagliato. Ma ovviamente non viene neanche presa in considerazione, perche' di quel denaro che viene buttato via non se ne risponde di tasca propria, non e' il proprio, ma e' . solo denaro pubblico. E quindi, ecco la censura.
Che ognuno faccia tesoro di quanto accade in Rai, alla scadenza della tassa/abbonamento del prossimo 31 dicembre.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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