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30 agosto 2008 0:00
La FedermodaItalia/Confcommercio fa sapere che, giunti quasi a conclusione dei saldi estivi, il bilancio e' deludente, perche' le vendite sono calate del 5% rispetto all'anno scorso, con un valore assoluto di 3,8 miliardi di euro.
Secondo noi, ai commercianti gli e' anche andata bene. Con l'aria che tira, c'era da aspettarsi tonfi anche a due cifre. Ma meglio cosi'. Per tutti. Auspichiamo che la lezione sia stata finalmente appresa e che i commercianti si facciano paladini, come da anni lo ripetiamo noi associazione di consumatori, che il mercato non ha piu' bisogno di queste forme di incentivazione. Non solo, ma sono forme che incentivano incertezze e illegalita': i prezzi scontati per i saldi, spesso sono gonfiati per l'occasione e il prezzo a saldo e' simile a quello prima della stagione; gli sconti vengono praticati anche fuori del periodo dei saldi e, in base a come vengono proposti, talvolta i commercianti sono sanzionati dalle autorita'. In un mondo in cui e' il mercato che dovrebbe fare da barometro, l'imposizione dei periodi in cui fare gli sconti, oltre che illogica e anacronistica, appare una beffa.
Quindi, basta coi saldi, basta con le varie limitazioni delle amministrazioni comunali alle promozioni: ogni commerciante decida per conto proprio quando lo ritiene piu' opportuno, seducendo e facendosi sedurre dai consumatori.
Sapranno i commercianti farsi valere nei confronti delle amministrazioni locali? Saranno cioe' in grado di affiancarsi a noi, liberi cittadini, andando oltre le rendite di posizione acquisite dalle loro corporazioni nei rapporti con la pubblica amministrazione? Noi crediamo che gli convenga economicamente, anche se qualche assessore o sindaco avra' meno potere.
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